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Caro Pippo, metti Pazzini e Cerci con Destro. Lettera aperta a Inzaghi

Caro Pippo,
a leggere le cronache delle due ultime settimane,Tu sei  purtroppo arrivato ad un bivio cruciale: battere il Verona o salutare mestamente la  panchina rossonera. E,
a questo punto, la mia, ahimè,  lunghissima esperienza di cronista del pallone mi suggerisce di invitarti a rischiare il tutto per tutto, prendendo in contropiede con uno dei tuoi scatti vincenti del passato agonistico  amici, avversari e colleghi che si augurano segretamente un tonfo del tuo Milan per poterti sostituire.
Tu, nelle ultime settimane hai avuto la sfortuna di perdere per infortunio o squalifiche più della metà dei tuoi giocatori migliori. Ultimi, proprio i pilastri del centrocampo
Montolivo e De Jong, nonché il più affidabile dei tuoi  marcatori centrali, Mexes, tornato tuttavia disponibile proprio per la partita di sabato sera contro il Verona.
Allora, ripeto,  non ti rimane  che giocare d’azzardo, muovendo  dalla considerazione  che l’arma più pericolosa o addirittura letale del Verona si chiama Toni,l’attaccante goleador, implacabile nelle deviazioni di testa, che ha già realizzato ben 10 gol.
Primo obiettivo quindi:  sabato Toni deve essere costretto a vagare sempre il più lontano possibile dall’area di rigore del Milan. Il ché vuol dire che il Milan deve giocare con una difesa a 3 sempre alta, altissima in cui Mexes e il promettente Bocchetti (?) facciano da marcatori a uomo sulle punte veronesi e l’eclettico, intelligente ed espertissimo Bonera da libero, se necessario, persino alla stregua dei tradizionali battitori di Nereo Rocco (Cesare Maldini , Karl Schnellinger e del leggendario Franco Baresi),  o del mobile ed esperto coordinatore della linea difensiva di Ancelotti,  Alessandro Nesta.
Altra considerazione che ritengo molto importante: il Milan di tutti i tempi ha sempre avuto una chiara e avvincente identità tattica.
Una precisa identità tattica ce l’aveva con Rocco (ferreo catenaccio e contropiede nobilitati dal più geniale “Abatino” di tutti i tempi , Gianni Rivera ), ce l’aveva con Liedholm ( movimento continuo e possesso palla: “Finché la palla l’abbiamo noi, spiegava Nils,gli altri non possono farci male”), l’ha avuta con Sacchi ( squadra cortissima e pressing asfissiante) e ce l’ha avuta, chiarissima e plurivincente, con Ancelotti e persino con Allegri e Seedorf: 2 esterni di difesa molto offensivi (da Zambrotta e Paolo Maldini ad Abate e De Sciglio ), sempre proiettati lungo le fasce del campo e sempre pronti a “scodellare”( come si diceva una volta ) palloni su palloni nell’area avversaria, a beneficio di un buon colpitore di testa o di 2 punte fisse  di cui una forte di testa e l’altra di piede.

Il tuo Milan di oggi, caro Pippo, quello visto all’opera l’ultima volta  contro il Chievo Verona, non aveva  una precisa identità tattica, trascurava la spinta propulsiva sulle fasce laterali e giocava con una punta che usa la testa solo per pensare (e non sempre a proposito), Menez. Il quale Menez è bravissimo nel dribling stretto, ha grande senso del gol ma non può essere lui ad esaltare e concretizzare  le doti offensive del Milan, navigando sempre all’esterno dell’area avversaria. E’ vero, Menez è l’attuale capocannoniere del Milan, ha realizzato ben 12 gol! Ma a Verona è parso stanco e svogliato, comprensibilmente  incapace di sfondare  una difesa a riccio come quella del Chievo.
Allora Pippo, in occasione della partita che potrebbe diventare la tua ultima in caso di sconfitta o di gara senza adeguato furore agonistico, gioca d’azzardo, ripeto, nel tuo interesse e nell’interesse della squadra !
Non sarà disponibile Abate? Scaraventa il velocissimo Cerci sulla fascia destra
(come usava  ai tempi in cui indossava la maglia del Torino) e dai all’ottimo Antonelli ( molto più aggressivo e dinamico di Papà Dustin) il compito inderogabile di catapultarsi continuativamente sulla fascia sinistra e di scaraventare al centro dell’area avversaria palloni su palloni.  E lì, al centro dell’area avversaria, dovranno imperversare 2 arieti, 2 implacabili cecchini forti entrambi di piede e di testa, Pazzini e Destro.
Il Milan rischierebbe così di sbilanciarsi troppo in avanti e di prendere qualche gol in contropiede ?
E’ possibile ! Ma una macchina da guerra come quella che potrebbe venir fuori dai cross di Cerci e Antonelli, dai suggerimenti geniali di Bonaventura, dagli assalti di Poli e dalle bordate di Pazzini e Destro  sarebbe sempre in grado di  realizzare almeno un gol in più del Verona. E aggiungo di più,  proprio perché apparso tanto stanco e svogliato contro il Chievo, io Menez lo farei giocare solo nella ripresa, al posto di una delle due punte per metterlo nelle condizioni di sfruttare i suoi micidiali dribling ed i suoi tiri insidiosi contro difensori veronesi ormai sfiancati o comunque logorati dai duelli diretti del primo tempo contro “panzer” forti e mobili quali Pazzini e Destro.

David Messina

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