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Champions, le avversarie delle italiane ai raggi X: lo United in crisi a Como, il Bodø fa paura al Napoli. Roma e Inter cercano punti

United in crisi a Como, Bodø reduce dal colpo contro il Dortmund. Slovan e Shakhtar sfidano Roma e Inter: insidie e punti deboli

Champions, le avversarie delle italiane ai raggi X: lo United in crisi a Como, il Bodø fa paura al Napoli. Roma e Inter cercano punti
Foto Lapresse

Il Manchester United sul lago di Como dopo sei partite senza vittorie, mentre il Bodø Glimt si presenta a Napoli dopo aver battuto il Borussia Dortmund. Roma e Inter cercano punti contro Slovan Bratislava e Shakhtar Donetsk. Forma, numeri, curiosità, uomini da temere e debolezze da sfruttare: ecco cosa aspettarsi dalle quattro avversarie delle italiane nella terza giornata di Champions League.

Como-Manchester United: la squadra di Carrick non vince da sei partite

Il Manchester United è l’avversaria più prestigiosa della settimana, ma attraversa un momento decisamente complicato. I Red Devils arrivano al Sinigaglia mercoledì alle 18.45, dopo sei partite consecutive senza vittorie tra campionato e Champions League. La squadra di Michael Carrick ha raccolto appena sette punti nelle prime sette giornate di Premier League, con una sola vittoria, quattro pareggi e due sconfitte, scivolando al tredicesimo posto. Numeri lontanissimi dalle ambizioni di un club che nella scorsa stagione aveva chiuso il campionato al terzo posto.

L’ultimo risultato è stato l’1-1 sul campo del Leeds, con il gol di Bryan Mbeumo nel primo tempo e il pareggio di Calvert-Lewin nella ripresa. Ancora una volta lo United non è riuscito a conservare il vantaggio, dopo aver già sprecato un’occasione contro il Tottenham, capace di raggiungere i Red Devils nei minuti di recupero nonostante l’inferiorità numerica. Anche in Champions sono emerse difficoltà. Dopo il 4-0 all’esordio contro il Sabah, gli inglesi hanno perso 2-0 sul campo dell’Atlético Madrid, incassando il primo gol dopo meno di un minuto e terminando la partita in dieci per l’espulsione di Leny Yoro.

Carrick, tornato sulla panchina dello United dopo l’esonero di Ruben Amorim a gennaio, ha cercato di dare maggiore equilibrio alla squadra, passando a una struttura prevalentemente basata sul 4-2-3-1. Il centrocampo è stato rinforzato dal mercato estivo, con l’arrivo di Carlos Baleba, Andrey Santos e Youri Tielemans. Il tecnico inglese cerca di utilizzare le qualità di Bruno Fernandes nella rifinitura e quelle degli esterni nell’attacco della profondità, ma la manovra resta discontinua. Lo United fatica soprattutto quando viene pressato nella propria metà campo e perde palloni che consentono agli avversari di ripartire rapidamente.

Mbeumo è uno dei giocatori più pericolosi del momento. L’ex Brentford ha segnato sia contro il Tottenham sia contro il Leeds, dimostrando di poter incidere anche quando la squadra produce poco. Può partire largo, attaccare lo spazio alle spalle dei difensori o muoversi centralmente. Bruno Fernandes resta il principale riferimento tecnico, capace di trovare passaggi difficili e creare occasioni anche con una sola giocata. Attenzione anche ad Amad, particolarmente pericoloso nell’uno contro uno, e a Matheus Cunha, che aggiunge movimento e qualità negli ultimi trenta metri.

Carrick deve però fare i conti con diversi problemi di formazione. Yoro è squalificato per la partita contro il Como dopo il cartellino rosso rimediato contro l’Atlético Madrid. Benjamin Šeško è alle prese con un problema fisico, mentre Lisandro Martínez è uscito all’intervallo della partita contro il Leeds per un fastidio alla coscia. Lo United ha ritrovato Matthijs de Ligt tra i convocati dopo una lunga assenza, ma le condizioni dei difensori rappresentano un’incognita per la trasferta italiana.

È proprio nella metà campo inglese che il Como può costruire le sue occasioni migliori. Nico Paz ha la qualità necessaria per ricevere tra le linee e cercare l’ultimo passaggio, mentre Douvikas può attaccare lo spazio tra i centrali. Anche gli inserimenti dei centrocampisti e le accelerazioni degli esterni possono creare problemi a una squadra che non riesce sempre a proteggere la difesa quando perde palla.

I lariani arrivano dalla vittoria per 3-1 sul campo della Fiorentina, ottenuta grazie alle reti di Liberali, Nico Paz e Douvikas. Il giovane ex Milan ha segnato il suo primo gol in Serie A all’esordio da titolare, mentre l’argentino ha confermato il proprio peso nella manovra offensiva con una rete e un assist. Una risposta importante dopo il 3-2 subito a Rotterdam contro il Feyenoord, gara nella quale il Como aveva rimontato parte dello svantaggio senza riuscire a completare il recupero.

Fàbregas dovrà però rinunciare ad alcune soluzioni offensive. Assane Diao è fermo per un problema muscolare accusato proprio nella trasferta di Champions contro il Feyenoord e il suo recupero richiederà ancora tempo. Anche Moise Kean è alle prese con la contusione alla tibia rimediata durante gli impegni con la Nazionale e la sua disponibilità per mercoledì resta fortemente incerta. Il tecnico spagnolo può comunque contare su Douvikas, in un buon momento realizzativo, e sulla crescita di Liberali.

Il Manchester United resta comunque una squadra per esperienza internazionale e qualità individuale superiore, soprattutto negli ultimi trenta metri. I numeri della Premier League e le difficoltà difensive degli inglesi offrono però al Como motivi concreti per potersela giocarsela. Carrick ha bisogno di una vittoria per interrompere la serie negativa, mentre Fàbregas può approfittare di un avversario che non riesce a esprimere con continuità il proprio potenziale. Il fattore Sinigaglia e le recenti prestazioni del Como possono diventare un elemento importante.

Napoli-Bodø Glimt: Knutsen ha battuto il Dortmund, Berg e Hauge sono le minacce per Allegri

Il Bodø Glimt arriva a Napoli dopo aver battuto il Borussia Dortmund. Il successo per 1-0, deciso da Fredrik Sjøvold nella ripresa, ha confermato la capacità della formazione norvegese di mettere in difficoltà anche avversarie di maggiore tradizione europea. La squadra allenata da Kjetil Knutsen si presenta al Maradona nella gara serale di martedì con tre punti, mentre gli azzurri sono ancora fermi a zero dopo le sconfitte contro Arsenal e Villarreal.

Il rendimento recente dei norvegesi è positivo anche in campionato. Dopo il 3-1 al Kristiansund, il Bodø ha superato appunto il Dortmund e vinto 2-0 sul campo dell’HamKam, confermandosi al primo posto nell’Eliteserien con 56 punti in 23 partite. Numeri che raccontano una squadra abituata a comandare le partite, segnare con continuità e attaccare con molti uomini. Il livello tecnico del campionato norvegese resta inferiore a quello della Serie A, ma il calcio del Paese ha compiuto un importante salto di qualità negli ultimi anni, come dimostrano i progressi della nazionale e soprattutto i risultati del Bodø Glimt nelle competizioni europee. Basti ricordare l’impresa della scorsa stagione, quando i norvegesi eliminarono l’Inter nei playoff di Champions League, vincendo entrambe le sfide: 3-1 in casa e 2-1 a San Siro, per un complessivo 5-2.

Il Bodø Glimt è ormai una formazione riconoscibile per organizzazione e stile di gioco. Knutsen utilizza prevalentemente un 4-3-3 basato su movimenti coordinati, pressione e combinazioni rapide, cercando di recuperare il pallone nella metà campo avversaria. Quando riesce a imporre il proprio ritmo, il Bodø accompagna l’azione con diversi giocatori, coinvolgendo i terzini e gli inserimenti dei centrocampisti. Il riferimento nella costruzione è Patrick Berg, capitano e uomo fondamentale per dare ordine alla manovra.

Sulla sinistra il giocatore da seguire è Jens Petter Hauge, ex Milan, capace di partire largo, puntare e accentrarsi per cercare la porta. Dalla parte opposta Ole Didrik Blomberg ha velocità e aggressività, mentre Sjøvold può spingere partendo dalla difesa. Andreas Helmersen rappresenta una soluzione centrale, con la capacità di attaccare l’area e lavorare per i compagni. La rosa offre anche alternative come Brynhildsen, Evjen e il giovane Joel Mvuka, a segno nell’ultima vittoria contro l’HamKam.

Contro il Borussia Dortmund, il Bodø è riuscito a limitare a lungo le iniziative degli avversari, sfruttando la propria organizzazione e trovando il vantaggio nella ripresa. Quando i tedeschi hanno aumentato la pressione, però, la difesa norvegese è stata costretta ad abbassarsi e il portiere Nikita Haikin ha dovuto difendere il risultato con diversi interventi. È una situazione da tenere presente anche per il Napoli: costringere il Bodø a difendere vicino alla propria area può ridurne la capacità di sviluppare le consuete combinazioni offensive.

La prima giornata di Champions aveva infatti raccontato una partita completamente diversa. I norvegesi erano stati travolti 5-0 dal Bayern Monaco all’Allianz Arena, soffrendo la qualità tecnica e la pressione dei tedeschi. Il contrasto tra le due partite europee è significativo. Il Bodø ha costruito molti dei suoi successi davanti al pubblico dell’Aspmyra, su un campo sintetico che rappresenta una particolarità del calcio norvegese. Al Maradona dovrà invece adattarsi a un contesto diverso, con un Napoli chiamato a fare la partita.

Allegri deve soprattutto limitare Berg e la libertà di movimento di Hauge. Se il capitano norvegese riesce a impostare senza pressione, gli esterni possono ricevere rapidamente il pallone e attaccare i difensori azzurri. Il Napoli può cercare di sfruttare la qualità di Lobotka e De Bruyne per superare la prima pressione e trovare Højlund alle spalle della linea difensiva. Anche gli inserimenti di McTominay possono diventare importanti contro una squadra che tende ad alzare i terzini per sostenere la manovra offensiva.

Gli azzurri arrivano però da un momento difficile. Dopo il 3-1 incassato sul campo del Villarreal, il Napoli ha perso anche a Venezia per 1-0, consentendo ai lagunari di conquistare i primi punti del loro campionato. Allegri aveva lasciato inizialmente in panchina De Bruyne, Højlund e Anguissa, quest’ultimo tornato disponibile dopo l’infortunio. Il belga è entrato nella ripresa, ma ha fallito il rigore del possibile pareggio, neutralizzato da Stanković. La squadra deve ritrovare efficacia offensiva e maggiore equilibrio, soprattutto nelle transizioni difensive.

Il Bodø Glimt è probabilmente l’avversaria più insidiosa del turno rispetto alle aspettative iniziali. Ha fiducia, organizzazione e giocatori che si conoscono da tempo, ma ha anche mostrato limiti importanti quando viene costretto a difendere per lunghi tratti. Il Napoli parte favorito per qualità individuale e fattore campo, ma non può concedere agli uomini di Knutsen la possibilità di correre e combinare in velocità. Per Allegri è una partita nella quale servono punti, dopo un inizio europeo decisamente negativo.

Roma-Slovan Bratislava: nove gol subiti in due gare, ma Yaya Touré arriva dal 3-0 nel derby

La Roma ritrova lo Slovan Bratislava quindici anni dopo una delle eliminazioni europee più amare della propria storia recente. Nell’agosto 2011, la squadra slovacca superò i giallorossi nei preliminari di Europa League, vincendo 1-0 all’andata e pareggiando 1-1 all’Olimpico. La Roma di Luis Enrique, passata in vantaggio con Perrotta, fu raggiunta nel finale dal gol di Štepanovský. Un precedente che aggiunge curiosità alla partita di martedì, anche se le due squadre sono profondamente cambiate.

Lo Slovan si presenta nella Capitale con zero punti e nove gol subiti nelle prime due partite di Champions League. All’esordio ha perso 6-1 sul campo del Paris Saint-Germain, mentre nella seconda giornata è stato battuto 3-0 in casa dallo Stoccarda. Due risultati che evidenziano il divario con avversarie tecnicamente superiori, ma che non devono far dimenticare il rendimento domestico degli slovacchi.

La squadra di Yaya Touré ha vinto 3-0 sul campo dello Spartak Trnava, conquistando un successo particolarmente importante nel derby slovacco. Un risultato arrivato appena tre giorni dopo la sconfitta europea e che ha restituito fiducia all’ambiente. Lo Slovan aveva invece pareggiato 1-1 contro lo Skalica prima della partita con lo Stoccarda, mostrando un rendimento meno continuo rispetto a quello delle stagioni precedenti.

L’allenatore è una vecchia conoscenza del calcio internazionale. Yaya Touré, ex centrocampista di Barcellona e Manchester City, ha portato allo Slovan un’impostazione che cerca di combinare aggressività, qualità tecnica e organizzazione, utilizzando prevalentemente il 4-2-3-1. La squadra prova a sviluppare il gioco attraverso i centrocampisti centrali, coinvolgendo gli esterni e cercando gli attaccanti alle spalle della prima pressione avversaria.

Il riferimento offensivo è Andraž Šporar, centravanti sloveno capace di lavorare per i compagni e attaccare l’area. Sulle corsie ci sono Tigran Barseghyan, giocatore esperto che può accentrarsi per cercare il tiro, e Suleiman Camara, che aggiunge velocità e capacità di accelerazione. A centrocampo Peter Pokorný e Alen Mustafić garantiscono equilibrio, mentre il portiere Dominik Takáč è stato spesso chiamato a intervenire nelle prime partite europee.

La sconfitta contro lo Stoccarda ha mostrato chiaramente i limiti dello Slovan quando affronta squadre capaci di mantenere il controllo del pallone. I tedeschi hanno chiuso con circa il 64% di possesso e otto tiri nello specchio della porta, contro appena uno degli slovacchi. Lo Slovan ha provato a rendersi pericoloso con diverse conclusioni, ma ha faticato a creare occasioni realmente pulite. Quando lo Stoccarda ha accelerato sulle fasce e accompagnato l’azione con i centrocampisti, la difesa di Touré è stata costretta ad arretrare.

Proprio sulle corsie la Roma può trovare gli spazi migliori. Gasperini utilizza gli esterni per allargare la difesa avversaria e creare situazioni favorevoli per gli inserimenti dei trequartisti. Wesley e gli altri giocatori di fascia possono mettere pressione ai terzini slovacchi, mentre i movimenti di Soulé, Malen e Castro possono portare uomini tra le linee e dentro l’area. La Roma deve cercare di impedire allo Slovan di uscire con facilità dalla propria metà campo, recuperando il pallone in posizione avanzata e costringendo gli slovacchi a difendere a lungo.

I giallorossi arrivano dalla vittoria per 2-0 sul Genoa, ottenuta grazie alle reti di Santiago Castro ed Emanuele Lulli. Una risposta importante dopo la rocambolesca sconfitta per 4-3 contro il Real Madrid, dove la Roma ha sciupato due gol di vantaggio. Gasperini deve però fare i conti con alcune assenze, a partire da Paulo Dybala, fermato da una piccola lesione muscolare che richiederà circa altre due settimane di recupero. Il tecnico ha lasciato aperta la possibilità di utilizzare Castro e Malen insieme, anche se non necessariamente dal primo minuto.

Il pericolo principale per la Roma sarà concedere ripartenze quando gli esterni si alzano contemporaneamente. Šporar può offrire un riferimento centrale, mentre Camara e Barseghyan possono sfruttare gli spazi laterali. La qualità offensiva dello Slovan è inferiore rispetto a quella dei giallorossi, ma la vittoria nel derby conferma che la squadra di Touré è capace di reagire alle difficoltà.

La Roma parte nettamente favorita ed è probabilmente l’italiana con l’incrocio più abbordabile della giornata. I nove gol subiti dallo Slovan contro PSG e Stoccarda rappresentano un’indicazione precisa delle difficoltà slovacche a questo livello. Gasperini ha però bisogno di una partita ordinata, soprattutto nella gestione delle transizioni. Dopo il pareggio con il Fenerbahçe e la sconfitta contro il Real Madrid, l’Olimpico può diventare il luogo giusto per conquistare la prima vittoria europea di quest’anno.

Inter-Shakhtar Donetsk: Arda Turan vola in Ucraina, ma gli esterni brasiliani possono far male

L’Inter ritrova lo Shakhtar Donetsk. I nerazzurri hanno perso entrambe le prime due partite di Champions League, prima contro il Real Madrid e poi contro il Club Brugge, e mercoledì dovranno cercare i primi punti davanti al pubblico di San Siro. Gli ucraini, invece, hanno già raccolto quattro punti grazie all’1-1 sul campo del PSV Eindhoven e alla vittoria per 3-1 contro l’AEK Atene.

Lo Shakhtar è allenato da Arda Turan, ex centrocampista di Atlético Madrid e Barcellona, arrivato sulla panchina del club nel maggio 2025. Il tecnico turco ha proseguito il rinnovamento di una squadra che conserva una forte presenza di giovani brasiliani e cerca di imporre il proprio gioco anche nelle competizioni europee. Dopo aver conquistato il campionato ucraino nella scorsa stagione, Turan ha cominciato il nuovo torneo con otto vittorie nelle prime nove giornate, 20 gol segnati e appena cinque subiti.

Il rendimento domestico è notevole anche dal punto di vista delle prestazioni. Lo Shakhtar mantiene una media vicina al 65% di possesso palla, cercando di controllare la partita attraverso la qualità del centrocampo. La formazione di Turan utilizza prevalentemente il 4-3-3, che può trasformarsi in 4-2-3-1 o 4-1-4-1 a seconda delle fasi di gioco. I terzini accompagnano spesso l’azione, mentre le mezzali si alzano per ricevere tra le linee e creare superiorità nella trequarti avversaria.

L’identità offensiva dello Shakhtar è legata soprattutto alla qualità degli esterni. Alisson Santana può accelerare sulla fascia, puntare il difensore e cercare la conclusione oppure l’assist per i compagni. Dalla parte opposta agisce Newertton, mentre il giovane centravanti Kaua Elias, classe 2006 e arrivato dal Fluminense, rappresenta il riferimento centrale. È un attaccante mobile, capace di lavorare per gli esterni e attaccare gli spazi tra i difensori.

A centrocampo Marlon Gomes partecipa alla costruzione e garantisce dinamismo, mentre Oleh Ocheretko ha maggiore libertà negli inserimenti offensivi. Un altro giocatore da seguire è Vinícius Tobias, terzino che accompagna costantemente l’azione e che contro l’AEK Atene ha segnato il gol del 2-1. Proprio nella partita contro i greci lo Shakhtar ha dimostrato di avere diverse soluzioni offensive, ribaltando il risultato nella ripresa e chiudendo sul 3-1.

Il punto di forza principale della squadra di Turan è la capacità di far arrivare rapidamente il pallone agli esterni. Quando riesce a superare la prima pressione, lo Shakhtar può portare diversi giocatori negli ultimi trenta metri. Per l’Inter il rischio maggiore sarà concedere spazio alle accelerazioni dei brasiliani, soprattutto quando i quinti nerazzurri sono impegnati nella fase offensiva. Bastoni e Akanji dovranno gestire con attenzione gli uno contro uno laterali, evitando di lasciare campo libero alle spalle della difesa.

Allo stesso tempo, il modo di giocare dello Shakhtar può offrire occasioni importanti ai nerazzurri. I terzini ucraini accompagnano spesso la manovra e lasciano spazio quando la squadra perde palla. Thuram può attaccare quei corridoi in velocità, mentre Barella e Çalhanoğlu hanno la qualità necessaria per servirlo prima che gli avversari riescano a rientrare. Anche gli inserimenti dei centrocampisti possono diventare decisivi quando Turan porta molti giocatori oltre la linea del pallone.

Chivu deve però fare i conti con un’assenza importante. Lautaro Martínez è fermo per un problema muscolare e non sarà disponibile contro lo Shakhtar. Il capitano nerazzurro dovrà restare fuori almeno fino alla sosta di novembre, saltando anche la successiva partita europea contro il Feyenoord. Senza l’argentino, il tecnico può affidarsi a Thuram, Bonny o Pio Esposito, cercando di distribuire diversamente il peso offensivo della squadra.

L’Inter arriva comunque da una vittoria convincente in campionato dove ha battuto 3-1 il Bologna al Dall’Ara, rimontando il vantaggio iniziale di Pobega con le reti di Thuram, Carlos Augusto e Bonny. Un successo che ha portato i nerazzurri a 19 punti dopo sette giornate, con sei vittorie e un solo passo falso. In Serie A la squadra di Chivu è quindi partita molto bene, mentre in Europa ha già subito sette gol contro Real Madrid e Club Brugge.

Lo Shakhtar è un’avversaria di livello inferiore rispetto alle grandi favorite della Champions, ma il suo momento di forma e la qualità degli esterni possono mettere in difficoltà un’Inter che finora ha concesso troppo nelle partite europee. I nerazzurri partono favoriti per qualità ed esperienza, ma dovranno evitare che la gara si trasformi in una sequenza di ripartenze e duelli individuali. Senza Lautaro, Chivu avrà bisogno dei gol di Thuram e del contributo degli altri attaccanti. Lo Shakhtar può essere battuto, ma i quattro punti già conquistati in Champions dimostrano che non è un avversario da sottovalutare.

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