Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Sport » Champions, le avversarie delle italiane ai raggi X: Mou torna a Roma, Sommer ritrova San Siro. Napoli e Como, tra insidie e occasioni

Champions, le avversarie delle italiane ai raggi X: Mou torna a Roma, Sommer ritrova San Siro. Napoli e Como, tra insidie e occasioni

Ritorna la Champions League: numeri, curiosità, punti di forza e debolezze delle avversarie di Inter, Napoli, Roma e Como

Champions, le avversarie delle italiane ai raggi X: Mou torna a Roma, Sommer ritrova San Siro. Napoli e Como, tra insidie e occasioni
Foto Lapresse

Dallo Special One contro la sua ex Roma al ritorno di Sommer a San Siro. La seconda giornata di Champions League mette di fronte alle italiane quattro avversarie molto diverse. Numeri, curiosità, uomini da temere e debolezze da sfruttare: ecco cosa aspettarsi da Real Madrid, Club Brugge, Villarreal e Feyenoord.

Roma-Real Madrid: Mourinho ritrova l’Olimpico, Mbappé può punire ogni errore in uscita

Il ritorno di José Mourinho all’Olimpico è il grande appuntamento della seconda giornata di Champions League per le italiane. L’allenatore portoghese ritrova la Roma, guidata dal 2021 al gennaio 2024 e portata alla conquista della Conference League nel 2022, ma questa volta sulla panchina del Real Madrid. In campo ritroverà anche alcuni dei protagonisti della sua esperienza giallorossa, da Dybala a Pellegrini e Mancini. La partita di mercoledì segna anche il ritorno della Champions all’Olimpico dopo oltre sette anni. L’ultima gara casalinga della Roma nella massima competizione europea risaliva al 12 febbraio 2019, contro il Porto.

Mourinho torna nella Capitale con una squadra fortissima individualmente, ma ancora discontinua nei risultati. Il Real Madrid ha raccolto 18 punti nelle prime otto giornate di Liga, con sei vittorie e due sconfitte. Nell’ultimo turno ha battuto il Villarreal 1-0 grazie al primo gol madridista di Yan Diomande, arrivato al 62′ su assist di Valverde. Una vittoria sofferta, ottenuta nonostante l’espulsione di Vinicius nella ripresa, dopo un episodio rivisto al VAR. Il Real ha già sfidato un’italiana. All’esordio ha battuto l’Inter 2-1 al Bernabéu, andando sul doppio vantaggio nei primi 23 minuti con Mbappé e Valverde, prima della rete nerazzurra di Carlos Augusto. Mourinho ha sfruttato due errori nella costruzione interista, mentre nella ripresa Courtois è stato determinante per conservare il risultato.

La squadra spagnola alterna il 4-3-3 al 4-2-3-1, con Bellingham libero di muoversi alle spalle di Mbappé e Valverde che accompagna l’azione e attacca gli spazi. Il mercato ha aggiunto ulteriori soluzioni con giocatori come Ibrahima Konaté, Denzel Dumfries, Marc Cucurella e Diomande. Quest’ultimo, arrivato dal Lipsia, ha dimostrato contro il Villarreal di poter diventare una risorsa anche in una partita bloccata.

Mbappé resta il pericolo numero uno. La sua capacità di attaccare la profondità e muoversi tra i difensori può mettere in difficoltà una Roma che con Gasperini cerca spesso di recuperare il pallone molto in alto. Se il Real riesce a superare la pressione giallorossa, il francese e Vinicius possono ritrovarsi con spazio davanti alla linea difensiva. Bellingham è altrettanto pericoloso quando trova libertà tra centrocampo e difesa. Gli spagnoli, però, possono concedere occasioni. L’Inter al Bernabéu era riuscita a costruire diverse situazioni pericolose e a costringere Courtois a interventi importanti. Anche contro il Villarreal il portiere belga ha dovuto difendere il vantaggio nel finale. La Roma può cercare di sfruttare gli spazi che si aprono quando i terzini madridisti accompagnano l’azione, soprattutto attraverso i movimenti di Malen e gli inserimenti dei trequartisti, Dybala su tutti. Sarà fondamentale evitare perdite di pallone centrali con la squadra sbilanciata.

Gasperini arriva alla sfida dopo lo 0-0 sul campo del Como, conquistato giocando buona parte della ripresa in inferiorità numerica per l’espulsione di Malen. I giallorossi hanno dimostrato solidità, ma dovranno fare a meno di Mile Svilar, fermato da una frattura da stress a un dito. A sostituirlo sarà Gollini, già protagonista di diversi interventi contro i lariani. Il Real, invece, deve ancora recuperare pienamente Asencio e Rodrygo.

Il Real Madrid parte favorito per la qualità dei suoi attaccanti, la profondità della rosa e la capacità di sfruttare gli errori avversari. La Roma può rendergli la serata difficile se riuscirà a scegliere bene quando pressare e a muovere rapidamente il pallone verso le zone lasciate libere dagli esterni madridisti. È l’incrocio più complicato delle quattro italiane, ma l’Olimpico può giocare un ruolo importante .

Inter-Club Brugge: Sommer torna a San Siro, Vanaken e gli esterni sono le armi di Leko

Yann Sommer torna a San Siro da avversario, dopo tre stagioni in nerazzurro e il trasferimento estivo al Brugge. A incrociare il proprio passato sarà anche Aleksandar Stanković, tornato all’Inter dopo l’esperienza in Belgio. Il centrocampista serbo giocherà contro il club nel quale si è affermato.

Il Brugge a Milano con una squadra molto diversa rispetto alla scorsa stagione. Il mercato ha portato via Christos Tzolis, Stanković e Raphael Onyedika, tre giocatori importanti nella costruzione e nello sviluppo offensivo. Sono arrivati Sommer, il centrocampista Freddie Potts dal West Ham, Jan Virgili dal Maiorca e il difensore sudcoreano Lee Han-beom.

L’allenatore è Ivan Leko, che utilizza prevalentemente un 4-2-3-1, trasformabile in 4-3-3. Il Brugge gioca il pallone e cerca di creare superiorità sugli esterni, coinvolgendo i terzini e gli inserimenti dei centrocampisti. Nelle prime sette partite di campionato ha mantenuto una media del 63% di possesso, con una media di 18,6 tiri tentati a gara. Numeri che spiegano la capacità di controllare le partite in Belgio, ma che devono essere rapportati a un livello differente come quello della Champions. Il rendimento recente è positivo. Prima della trasferta europea, il Brugge ha vinto 4-1 sul campo del RAAL La Louvière. L’esordio in Champions aveva invece evidenziato pregi e difetti della squadra di Leko, sconfitta 3-2 in casa dall’Aston Villa. I belgi hanno creato pericoli soprattutto sulle fasce, ma hanno sofferto le ripartenze inglesi quando portavano tanti uomini nella metà campo avversaria.

Il giocatore più importante è Hans Vanaken, capitano e riferimento tecnico della squadra. Può abbassarsi per partecipare alla costruzione oppure ricevere alle spalle dei centrocampisti avversari, cercando l’ultimo passaggio per Nicolò Tresoldi. L’attaccante conteso tra Germania e Italia e pallino del CT Mancini è il pericolo numero 1, centravanti capace di offrire movimenti in profondità e presenza in area e, soprattutto, gol. Hugo Vetlesen aggiunge gli inserimenti da centrocampo, mentre Virgili e Carlos Forbs rappresentano due soluzioni per accelerare sulle corsie. Proprio Forbs è in dubbio per la partita contro l’Inter. L’esterno portoghese ha accusato un problema muscolare nella vittoria contro il La Louvière e Leko ha spiegato che un’eventuale assenza lo costringerebbe a modificare il piano offensivo. Per il Brugge sarebbe una perdita importante, soprattutto nella capacità di puntare l’uomo e creare superiorità numerica.

L’Inter può approfittare delle difficoltà dei belgi quando perdono palla nella metà campo avversaria. Contro l’Aston Villa, superata la prima pressione, si sono aperti spazi soprattutto centralmente. Lautaro e Thuram possono attaccare quei corridoi, mentre Barella e Çalhanoğlu hanno la qualità necessaria per servirli prima che la difesa avversaria si ricompatti. Un’altra soluzione passa dalle fasce, costringendo i terzini del Brugge a difendere anziché partecipare continuamente all’attacco.

Il pericolo principale per Chivu è concedere libertà a Vanaken tra le linee. Se il capitano riesce a girarsi e ad alimentare le corse degli esterni, la difesa a tre nerazzurra può trovarsi impegnata in duelli laterali e sugli inserimenti di Vetlesen. Attenzione anche alle palle inattive, già sfruttate dal Brugge nelle prime giornate del campionato belga.

L’Inter arriva dalla vittoria per 3-0 sul Parma, dopo aver perso la prima partita di Champions contro il Real Madrid. I nerazzurri partono favoriti per esperienza europea, qualità offensiva e profondità dell’organico. Il Brugge è però una squadra propositiva e capace di segnare: trattarlo come un’avversaria cuscinetto sarebbe un errore. Tra le quattro italiane, Chivu ha comunque uno degli incroci più favorevoli, soprattutto se riuscirà a trasformare l’aggressività dei belgi in spazi da attaccare.

Villarreal-Napoli: gli spagnoli hanno già subito 13 gol in Liga, ma il pressing può far male

Il Napoli ritrova il Villarreal undici anni dopo l’ultimo confronto europeo e soprattutto cerca i primi punti della sua Champions League. La squadra di Massimiliano Allegri ha perso all’esordio contro l’Arsenal per 1-0, mentre gli spagnoli sono stati battuti 3-2 dal Borussia Dortmund. La seconda giornata mette di fronte due squadre che devono ancora ottenere la prima vittoria in europa.

Il Villarreal ha cambiato allenatore in estate, affidando la panchina a Iñigo Pérez. Il tecnico spagnolo ha costruito una squadra che cerca di recuperare il pallone in avanti e di mantenere il controllo territoriale, ma che concede occasioni quando gli avversari riescono a uscire dalla pressione. L’inizio della Liga è stato discontinuo. Nelle prime otto giornate il Villarreal ha raccolto otto punti, con due vittorie, due pareggi e quattro sconfitte, segnando 13 gol e subendone altrettanti. Dopo aver battuto Málaga e Levante, entrambi per 3-1, il Sottomarino Giallo è stato sconfitto dal Real Madrid 1-0 al Bernabéu offrendo però una buona prestazione. Anche contro Deportivo La Coruña e Betis erano emerse difficoltà difensive, con cinque reti incassate complessivamente nelle due partite.

Pérez ha alternato il 4-4-2 a un assetto più simile al 4-3-3. In mezzo al campo Pape Gueye e Nathan Saliba garantiscono dinamismo e capacità di accompagnare l’azione. Il canadese, acquistato dall’Anderlecht ad agosto, è uno dei nuovi elementi del centrocampo. Davanti il Villarreal può utilizzare Ayoze Pérez, Gerard Moreno e Georges Mikautadze, con Alberto Moleiro, Nicolas Pépé e Ilias Akhomach a offrire creatività e accelerazioni sugli esterni.

La qualità offensiva non manca. Il problema per il Villarreal è riuscire a mantenere l’equilibrio quando avanza con più giocatori. Nelle prime sette giornate ha prodotto una buona quantità di occasioni, ma ha anche incassato molti gol. La sconfitta contro il Borussia Dortmund, con tre reti subite, ha confermato le difficoltà nel contenere avversari capaci di accelerare e attaccare l’area con decisione.

Il Napoli può colpire proprio superando la prima pressione spagnola. Allegri ha modificato l’assetto nell’ultima partita contro il Frosinone, passando al 3-4-2-1 e ottenendo una vittoria per 3-0. De Bruyne ha segnato una doppietta e Noa Lang ha completato il tabellino. Con Højlund riferimento avanzato, il belga può cercare il passaggio verticale oppure arrivare alla conclusione dopo gli scarichi del centravanti. Ma occhio a non perdere palle banali a centrocampo, è lì che il Villarreal cercherà di forzare l’errore e ripartire immediatamente verso la porta azzurra. Gli spagnoli non sono una squadra da sottovalutare nella propria metà campo offensiva, anche quando i risultati non premiano la quantità di gioco prodotta.

Villarreal e Napoli si sono affrontati sei volte nelle competizioni UEFA, con due vittorie a testa e due pareggi. Gli azzurri hanno però vinto entrambi gli incroci di Champions League, nel 2011/12, sempre per 2-0. Il Villarreal ha invece eliminato il Napoli nei sedicesimi di Europa League del 2015/16.

La partita appare equilibrata. Il Napoli dispone di giocatori capaci di sfruttare le difficoltà difensive degli spagnoli e viene dal successo convincente sul Frosinone. Il Villarreal mantiene un’identità aggressiva, ha diverse soluzioni offensive e giocherà davanti al proprio pubblico. Per i partenopei è un’occasione concreta di riscatto europeo.

Feyenoord-Como: quattordici gol nelle ultime tre di Eredivisie, Diao e Nico Paz possono fare male

Il Como deve ricominciare dai tre punti e un esordio da favola nella massima competizione europea. La squadra di Cesc Fàbregas ha battuto il Lipsia 4-1, mentre il Feyenoord ha cominciato la competizione subendo cinque gol dal Barcellona. A Rotterdam, però, i lariani troveranno una squadra che in campionato sta segnando con una continuità impressionante.

Il Feyenoord ha vinto le ultime tre partite di Eredivisie contro PEC Zwolle, Utrecht e AZ Alkmaar, realizzando 14 gol senza subirne neanche uno. Il successo per 7-0 sul campo dello Zwolle è stato seguito dal 5-0 contro l’Utrecht e dal 2-0 ottenuto sabato 10 ottobre contro l’AZ. Risultati che confermano la pericolosità della squadra olandese, anche se la diversa qualità degli avversari rende necessario distinguere il rendimento domestico da quello europeo. Il club di Rotterdam ha cambiato allenatore in estate. Dopo la separazione da Robin van Persie, è tornato Giovanni van Bronckhorst, già campione d’Olanda con il Feyenoord nella sua precedente esperienza in panchina. Il tecnico ha riportato una struttura prevalentemente basata sul 4-3-3, con gli esterni incaricati di attaccare l’uno contro uno e i centrocampisti pronti a sostenere l’azione.

Tra gli uomini da seguire c’è Anis Hadj Moussa, esterno capace di partire dalla destra, puntare il difensore e cercare il tiro rientrando sul piede preferito. Contro l’Utrecht ha segnato due gol. Nacho Ferri offre un riferimento offensivo centrale e ha aperto le marcature contro l’AZ, mentre Luciano Valente accompagna la manovra e può rendersi pericoloso anche negli ultimi metri.

A centrocampo Charles Vanhoutte e Oussama Targhalline partecipano alla costruzione e cercano di mantenere la squadra compatta nella metà campo avversaria. Il mercato ha portato anche Mika Mármol, arrivato a parametro zero dal Las Palmas per rinforzare la difesa. Van Bronckhorst deve comunque gestire diversi problemi nel reparto arretrato, con giocatori come Beelen e Bos indisponibili e altri difensori alle prese con condizioni fisiche da valutare.

Il grande limite emerso finora in Champions riguarda la capacità di difendere contro squadre che fanno circolare rapidamente il pallone e costringono gli olandesi ad abbassarsi. Nella sconfitta per 5-1 contro il Barcellona, il Feyenoord ha subito 24 tiri, riuscendo a concludere soltanto quattro volte verso la porta avversaria. I catalani hanno mantenuto oltre il 71% di possesso, impedendo quasi completamente agli uomini di Van Bronckhorst di sviluppare il proprio gioco.

Nico Paz e Assane Diao possono diventare le chiavi del Como. Il primo ha la qualità necessaria per ricevere tra le linee e servire i compagni, mentre il secondo può attaccare rapidamente le corsie laterali. Anche Baturina rappresenta una soluzione per inserirsi negli spazi che si aprono quando il Feyenoord perde palla e deve riorganizzare la difesa. Fàbregas dovrà evitare che il Feyenoord riesca ad accelerare con continuità sugli esterni. Hadj Moussa può creare problemi nell’uno contro uno e l’inserimento dei centrocampisti può obbligare il Como a difendere con molti uomini vicino alla propria porta. Il controllo del pallone sarà fondamentale anche per limitare il numero di occasioni olandesi.

Per i lariani resta da valutare il recupero di Moise Kean, alle prese con un problema alla tibia accusato durante gli impegni con la Nazionale.

Il fattore “De Kuip” è un elemento da considerare. Il Feyenoord giocherà davanti al proprio pubblico, in uno stadio che più volte si è rivelato una vera bolgia.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ per i primi 3 mesi

Poi 0,99€/mese