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Chi è Vozinha, il portiere-dentista che ha fatto sognare Capo Verde: ferma la Spagna e diventa una star social

A 40 anni ha fermato la Spagna campione d’Europa: dai campionati lontani dai riflettori al boom social dopo lo 0-0 mondiale

Chi è Vozinha, il portiere-dentista che ha fatto sognare Capo Verde: ferma la Spagna e diventa una star social
Vozinha Capo Verde (Foto Ipa)

Si chiama Josimar José Evora Dias, ma tutti lo conoscono come Vozinha. Portiere, dentista, quarantenne, stava pensando di smettere. Poi i compagni lo hanno convinto a restare e lui ha portato Capo Verde al primo punto mondiale della sua storia, fermando la Spagna con sette parate.

Dal pensiero di smettere alle sette parate contro Yamal e la Roja campione d’Europa

Prima di diventare l’eroe di Capo Verde contro la Spagna, Vozinha viveva lontano dai riflettori. All’anagrafe: Josimar José Evora Dias. Età: 40 anni. Professione: portiere, ma anche dentista. Una vita passata a difendere porte in giro per il mondo, senza essere un predestinato.

Ha giocato in Angola, Moldova, Portogallo, anche in seconda serie, Cipro, Slovacchia e poi ancora in Portogallo. Una carriera lunga, laterale, costruita lontano dalle copertine. A un certo punto aveva anche pensato di togliersi i guanti. I compagni glieli hanno rimessi addosso: “Molli adesso che viviamo il sogno di un Mondiale?”.

Vozinha è rimasto. E al debutto assoluto di Capo Verde in una Coppa del Mondo ha firmato la partita della vita. Contro la Spagna campione d’Europa, una delle favorite del torneo, ha chiuso la porta con 7 parate. Ha respinto tiri, letto traiettorie, occupato l’area con l’esperienza di chi sa che certe serate non tornano due volte. Su di lui ha sbattuto anche Lamine Yamal, entrato nella ripresa e stoppato come gli altri. Lo 0-0 non è una vittoria, ma per Capo Verde è una pagina storica. L’arcipelago, circa 500mila abitanti, meno di Genova, si è presentato al Mondiale con la leggerezza della prima volta e con una squadra pronta a combattere e non mollare un centimetro. Chi aspettava una goleada della Spagna si è trovato davanti un gruppo compatto, organizzato, disposto a correre e soffrire. A fine partita, Vozinha non ha trattenuto le lacrime. Non solo per il punto strappato alla Spagna, non solo per la partita più grande della sua vita. Il portiere di Capo Verde ha spiegato di aver pensato ai nonni che lo hanno cresciuto e che non ci sono più, oltre alla madre rimasta a casa per problemi legati al visto d’ingresso negli Stati Uniti. Una gioia enorme, ma incompleta.

Il ct Bubista lo aveva detto alla vigilia: “Vogliamo competere e farci conoscere: sappiamo quanto sia forte la Spagna ma credo che sarà una partita combattuta”. La partita combattuta è arrivata davvero. Minuto dopo minuto, Capo Verde ha tolto ritmo alla Roja e si è aggrappato al suo uomo più esperto. Il giorno dopo, però, la storia di Vozinha è uscita dal rettangolo di gioco ed è esplosa sui social. Prima dei Mondiali il suo profilo Instagram contava 45mila follower. Dopo lo 0-0 contro la Spagna ha superato quota 6 milioni. Più di molti portieri abituati ai grandi palcoscenici. Per capirci, Jordan Pickford, titolare dell’Inghilterra, è a 1,6 milioni. Capo Verde era arrivato al Mondiale con un obiettivo chiaro. Il CT Bubista lo aveva spiegato così: “Vogliamo giocare queste tre partite con coraggio e determinazione: è importante per noi, perché dimostra al mondo chi siamo come squadra, ma soprattutto come nazione”.

La prima storia da raccontare dei Mondiali 2026 è quella di Vozinha. Quarant’anni, guanti rimessi per insistenza dei compagni, sette parate contro i campioni d’Europa e un Paese intero che ora festeggia insieme al suo portiere-dentista.

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