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Conte, l'uomo giusto

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Cerco un ct tutta l'estate, e all'improvviso, eccolo qua. Antonio (e non Paolo) Conte si veste d'azzurro e sale sulla sempre scomoda panchina della Nazionale italiana. Parliamo di calcio. Puma o non Puma, Juve o non Juve, Figc o non Figc, Antonio Conte è la scelta migliore che si potesse fare per provare a ricostruire dopo le macerie della misera spedizione in Brasile. E a sostegno di questa convinzione ci sono almeno quattro qualità che l'ex allenatore bianconero possiede a palate.

E' BRAVO - Aggettivo che può sembrare banale, ma non lo è. Antonio Conte è davvero bravo. C'è qualcuno che può forse negarlo, anche tra i suoi peggiori nemici? Dopo aver smesso la sua ottima carriera da calciatore si è fatto la sua brava gavetta in provincia, dove ha dimostrato grandi cose e vinto due campionati di B con Bari (l'anno successivo in A Ventura fece un figurone grazie anche al grande lavoro di Antonio) e Siena. Arrivato alla Juventus, ha vinto tre campionati su tre, i primi dopo la drammatica tempesta di Calciopoli che aveva travolto le certezze della Vecchia SIgnora e restituito una squadra e una società che assomigliavano molto a quella truppa un po' sgangherata che non vinse praticamente nulla tra il 1986 e il 1994, prima dell'avvento di Marcello Lippi e della Triade. Conte ha preso per mano una squadra non eccelsa, in particolare il primo anno, e l'ha portata alla vittoria, ripetendosi nei due anni successivi. D'accordo, c'è chi dice che in Europa non abbia fatto granché ma obiettivamente il calcio italiano sta vivendo un periodo, oramai preoccupantemente lungo, di basso livello. Nel 2013 è uscito solo con il Bayern Monaco poi campione, ha deluso maggiormente la travagliata doppia eliminazione Champions League/Europa League della scorsa stagione. Ma dire che Conte non è da Champions equivale a dire che Ibrahimovic non è da Champions. Nessuno dei due l'ha mai vinta, è vero, ma è solo un caso. Dategli una fuoriserie e Conte la farà volare. Neanche Di Stefano e Best hanno mai giocato un Mondiale e probabilmente non lo farà nemmeno Bale. La Nazionale italiana non è la più forte del mondo, d'accordo, ma con Conte diventerà sicuramente una Squadra.

E' CAZZUTO - Aggettivo che può sembrare volgare, ma non lo è. Antonio Conte è uno con carattere, grinta, insomma con le palle. Ha gestito senza problemi una rosa come quella della Juventus, dimostrando di avere il polso giusto. Si diceva che avrebbe avuto problemi con Tevez e invece con lui Carlitos è tornato ai livelli di Manchester sponda United, se non addirittura meglio. Ha fatto rendere al meglio Vidal, ha estirpato le ennesime once di classe dai piedi e dal cervello di Andrea Pirlo, ha trasformato Barzagli e Chiellini (che fin lì avevano avuto una carriera discutibile) in eccellenti difensori (soprattutto il primo). Lichtsteiner da grigio treno merci è diventato una scintillante ferrovia di prima classe. Ha curato l'esplosione di Pogba. Il tutto senza mai un cedimento. Tre anni senza che volasse una mosca. Siamo pronti a scommettere che la stessa accadrà anche a Coverciano. Difficile che vedremo giocatori discutere o lamentarsi per una mancata convocazione. Il rispetto che Conte si è guadagnato sul campo è troppo alto per poter continuare con atteggiamenti da ragazzini viziati, anche perché altrimenti significherebbe dire definitivamente addio alla maglia azzurra. Conte ha il carisma giusto per gestire le convocazioni e provare, se lo vorrà, a mettere sulla ruga giusta Mario Balotelli, e non solo. I giocatori italiani non sono i più forti del mondo, ma con Conte saranno costretti a diventare Uomini.

E' COERENTE - 3-5-2 o 3-4-3. 4-2-4 o 4-3-3 poco importa. Le squadre di Antonio Conte hanno un marchio sempre ben chiaro e preciso: quelle del loro allenatore. In molti l'hanno talvolta criticato per un'eccessiva testardaggine in particolare sulle sostituzioni a partita in corso. Ma per la Nazionale, quando c'è poco tempo a disposizione per sperimentare e cambiare idea, questa è una grande qualità. Si può stare certi che Conte andrà dritto per la sua strada, qualunque essa sia, senza ripensamenti continui, dannosi e confusionari. Per intenderci, non vedremo più coppie d'attacco prima definite "impossibili" e poi improvvisamente presentate nella partita più importante del lustro.

E' AUTOREVOLE - Negli ultimi 4 anni abbiamo spesso sentito Prandelli lamentarsi, su questo a ragione, del poco tempo a disposizione per la costruzione della Nazionale. I benedetti stage sono da sempre benedetti solo dai ct e maledetti dai club. Anche su questo fronte l'arrivo di Conte non potrà che fare bene. Ha l'autorevolezza giusta, anche davanti a club e dirigenti. per provare a dettare agenda e calendario. La sua autorevolezza gioverà su tutti i fronti e per dimostrarla non ci sarà più bisogno di fair play e fittizi codici etici. Certo, ci saranno anche quelli che lo odieranno perché ha rappresentato un grosso pezzo della storia recente della Juventus. Gli stessi juventini, o almeno parecchi di loro, si sono sentiti traditi dal suo improvviso addio. Ma non possiamo dimenticarci una cosa: Antonio Conte non è un'educanda. Per storielle da libro Cuore si prega di passare altrove. Antonio Conte è un Professionista con la P maiuscola e ora ha davanti a sé una sfida difficile, controversa ma tanto affascinante. E c'è da scommettere, oltre che da sperare, che la vincerà.

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