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Conte a processo? L'Italia di Lippi vinse i Mondiali dopo calciopoli

"Processate Antonio Conte !". La Procura di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio per il ct della nazionale e per altri 103 indagati- tra cui Mauri, capitano della Lazio, e Colantuono, allenatore dell'Udinese- nell’inchiesta sul calcio-scommesse.
L’accusa è frode sportiva, in relazione solo alla partita AlbinoLeffe-Siena del 29 maggio 2011. Allora Conte era l'allenatore della squadra toscana.
È caduta, invece, l’accusa per associazione a delinquere. Verrà chiesta, inoltre, l’archiviazione per la partita Novara-Siena.
Sul caso del c.t. della Nazionale, nei giorni scorsi, il Presidente della Figc, don Carlo Tavecchio, è stato tanto netto quanto convincente : "In queste Paese, abbiamo le garanzie per tutti e, dunque, anche per Conte. Il rinvio a giudizio non è una condanna - ha assicurato - Ho parlato con Conte, non ci sono novità in quel senso. Resta al suo posto, rispettando il contrattone".
Una posizione condivisibile e, difficilmente, contestabile da parte del governo e del CONI, dopo il "niet" di Matteo Renzi alle dimissioni di alcuni sottosegretari e manager indagati e rinviati a giudizio. E la FIFA è tuttora guidata da un signore tutt'altro che irreprensibile, come Sepp Blatter...

E non va dimenticato che l'Italia di Lippi vinse, in Germania, i mondiali, nel 2006, soltanto un mese dopo l'inchiesta "Moggiopoli", che provocò la caduta in B della Juventus e la revoca, tuttora molto discussa, di due scudetti, vinti dalla società degli Agnelli.
 La richiesta anti-Conte, firmata da Di Martino, non può portare all'addio dell'allenatore più pagato, nella storia della Nazionale, che si è dichiarato, ieri, amareggiato ma intenzionato a non mollare. Auspicabile un'auto-difesa serena, senza atteggiarsi a vittima di un sistema, che va riformato ma le cui regole vanno rispettate, dai milionari top-player e dalle riserve dei club della Lega Pro.

L'eventuale processo sarà, con ogni probabilità, in corso, durante l’Europeo della prossima estate in Francia.
Don Antonio vorrebbe affrontare, con serenità, senza continui rimandi al calcio-scommesse, l’impegno con la Nazionale; dall’altro, ha intenzione di dimostrare la sua innocenza fino in fondo. Ma questo proposito cozza con i tempi della giustizia che, nel caso la richiesta dell’accusa venga accolta dal giudice, saranno, inevitabilmente, più lunghi dell’anno, che manca alla competizione continentale. A meno che non chieda il giudizio immediato.
In tal caso, la sentenza potrebbe arrivare entro il 2015.
Per Albinoleffe-Siena, Conte è già stato stangato dalla giustizia sportiva perché ritenuto colpevole di "omessa denuncia" ( 10 mesi di squalifica, poi ridotti a 4 dal Tnas). E, in passato, il gip aveva scritto che sulla “manipolazione” della partita “non esistono dubbi”.
In un verbale, l’ex portiere del Siena, Ferdinando Coppola, sottolineava come due suoi compagni di squadra, Carobbio e Terzi, dissero a Conte che, in caso di “impegno” contro l’Albinoleffe, "ci avremmo rimesso la faccia, in quanto vi era un accordo con i predetti nel senso che li avremmo fatti vincere, qualora a noi non fosse stato necessario un risultato diverso”.
Ma, nella memoria difensiva, gli avvocati di Conte hanno ribadito, a più riprese, che il coach leccese “nulla fece di quanto in suo potere” per assecondare la combine, E hanno citato proprio Coppola, che riferì come l’allora allenatore del Siena “spronò la squadra e decise di far giocare i più motivati”.

Resta centrale la figura di Filippo Carobbio, molto discussa, perché le accuse lanciate a Conte non sono mai state confermate dai suoi compagni di squadra. Eppure, le parole del calciatore “pentito” sono alla base della squalifica della giustizia sportiva e delle richieste di Di Martino.
L'ex tecnico bianconero urlò, rabbioso : “Carobbio è pappa e ciccia con la Procura federale".
Pippo Carobbio da modesto calciatore di serie B a "pentito"ritenuto più credibile degli ex compagni, che lo hanno smentito ?
Le parole indignate di Conte riecheggiano quelle di tanti imputati eccellenti, trascinati in giudizio, negli anni in cui il "pentitismo" era il pilastro dei processi a big della politica. “Io devo sentirmi definire poco credibile dalla procura federale, che invece considera credibile una persona che, da 3 anni, si vende le partite, i compagni e la famiglia !".
La replica della Corte federale della Figc è di parere opposto: “Carobbio non è un mitomane e non merita l’etichetta di bugiardone  incallito, come anche di quella di soggetto di assoluta credibilità, per come affermato dalla Commissione Disciplinare".

Pietro Mancini

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