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Caso Schwazer, perquisizioni a Coni e Fidal di Roma. Cinque persone nel registro degli indagati

Caso Schwazer, perquisizioni a Coni e Fidal di Roma. Cinque persone nel registro degli indagati

La Procura di Bolzano ha iscritto nel registro degli indagati altre cinque persone oltre all’ex campione olimpico. L’accusa, concorso nel favoreggiamento di uso di farmaci, è stata formulata dopo perquisizioni fatte anche a casa dell’atleta a Racines. Gli indagati sarebbero stati a conoscenza dello stato alterato dai farmaci dell’azzurro, ma non avrebbero detto nulla.

FISCHETTO (FIDAL), NON HO NULLA DA NASCONDERE – “Non ho nulla da nascondere ma posso dire che in base ad una email confidenziale che la Iaaf mi aveva inviato nell’aprile 2012 su un dato ematico di Schwazer, che avevo giudicato molto strano, avevo sollecitato la Iaaf di eseguire maggiori controlli sull’atleta ogni 15-20 giorni”. Lo rivela all’AGI il dottor Giuseppe Fischetto, responsabile del settore medico della Federazione Italiana di atletica leggera (Fidal) nonche’ membro della commissione medica della federazione mondiale. “Personalmente su quel valore avevo espresso un giudizio fortemente negativo, non mi piaceva affatto. Era un piccolo sospetto. Poi la ciliegina sulla torta e’ stata quando, dopo la conferenza stampa dell’8 agosto, ho saputo della frequentazione con il dottor Michele Ferrari. Se lo avessi saputo sicuramente sarei intervenuto piu’ energicamente perche’ era una figura nota all’ordinamento sportivo italiano – prosegue Fischetto -. Il passaporto biologico si costruisce con una serie di esami”. Il dottor Fischetto e’ rimasto perplesso anche degli allenamenti di Schwazer a Oberstdorf. “Allenandosi all’estero era diventato incontrollabile e personalmente non lo ritenevo giusto. E’ stato concesso perche’ era un atleta ritenuto generalmente maturo. Fuori dal territorio nazionale l’antidoping italiano non poteva eseguire controlli, solo gli organi internazionali – prosegue Fischetto -. Della vicenda sono amareggiato perche’ da cacciatori della battaglia contro il doping si rischia di essere cacciati”.

PERQUISIZIONI NELLA SEDE DEL CONI E DELLA FIDAL A ROMA – Giornata di perquisizioni da parte dei carabinieri del Nas in merito al caso doping di Alex Schwazer, trovato positivo all’esame antidoping (Epo) il 30 luglio 2012 nella sua abitazione di Calide di Racines in Alto Adige. A quanto si apprende, il blitz preposto dalla procura di Bolzano che conduce l’inchiesta, ha interessato la sede centrale di Roma del Coni e quella nazionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal). Perquisite anche le abitazioni del medico federale della Fidal e responsabile antidoping, Giuseppe Fischetto, quella del medico che seguiva Schwazer nella preparazione, Pierluigi Fiorella e l’ultimo allenatore di Alex, Michele Didoni, ex marciatore che nel 1995 a soli 21 anni conquisto’ l’oro iridato nella 20 km di marcia a Goeteborg.