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Dossena, dal caso del finto sceicco alla crociata contro il Fondo dei calciatori: chi è davvero l’uomo che vuole ribaltare i conti del calcio italiano

Dossena, dal caso del finto sceicco alla crociata contro il Fondo dei calciatori: chi è davvero l’uomo che vuole ribaltare i conti del calcio italiano
Pallone calcio

Prima il finto sceicco della Sampdoria, una vicenda che gli costò una condanna in primo grado per truffa in concorso. Oggi le accuse al Fondo dei calciatori. Beppe Dossena torna a denunciare presunte opacità nel sistema calcio, ma il suo passato e i fatti raccontano una storia meno lineare.

Nei primi anni Duemila fu tra i protagonisti del tentativo di acquisizione della Sampdoria legato ad Antonino Pane e a un presunto investitore saudita poi rivelatosi inconsistente. La vicenda finì in tribunale: nel 2008 arrivò una condanna in primo grado per truffa in concorso, poi il reato si prescrisse prima della sentenza definitiva. Oggi Dossena non ha condanne definitive, ma quella storia continua a riemergere, anche tra i tifosi blucerchiati.

Sul fronte politico-sindacale i risultati non sono stati migliori. Nel 2020 si candidò alla presidenza dell’AIC e venne travolto: 120 voti a Umberto Calcagno, appena 5 a lui. Nel 2024 provò la corsa alla presidenza della Lega Serie B, salvo ritirarsi prima del voto.

Oggi il bersaglio è il Fondo di fine carriera di calciatori e allenatori, accusato di scarsa trasparenza. I numeri, però, raccontano altro: il Fondo chiude il 2025 con un attivo superiore agli importi dovuti agli iscritti e i conti sono sottoposti a revisione esterna.

Il punto non è il diritto di criticare o di fondare un nuovo sindacato. Il punto è un altro: se si parla di “materiale pericoloso” e di scandali, servono prove. Altrimenti il sospetto è che dietro la crociata del suo sindacato, Assocapp, ci sia soprattutto il tentativo di rientrare nel gioco del potere calcistico dopo due bocciature nel voto.

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