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allegri el shaarawy

Di DAVID  MESSINA

Già a metà Gennaio, circa due mesi fa, Affari Italiani aveva lanciato un allarme: “SALVATE IL SOLDATO  EL  SHAARAWY”!  
E a lanciare l’allarme ero stato proprio io, sottolineando quale uso distorto e autolesionistico continuasse a fare l’allenatore del Milan Allegri, del più promettente attaccante del nuovo calcio italiano, El Shaarawy appunto. Il giovane capocannoniere  del Milan veniva utilizzato da Allegri non come punta autentica ma come stampella e tappatore dei buchi che continuava a creare, domenica dopo domenica, nella difesa milanista  il suo prediletto Costant. Ragione per cui, il “Faraone” era costretto, partita per partita, a tornare sempre velocemente in difesa e a porre rimedio alla incapacità di Costant di fare il suo mestiere, cioè a dire il difensore. E poiché El Shaarawy è, oltre che un grande attaccante un ragazzo generosissimo, non si risparmiava certo nei ritorni in difesa: scattava all’indietro velocissimo e, percorsi 60 o 70 metri per dare una mano a Costant, ripartiva altrettanto velocemente per l’attacco onde farsi trovare pronto a sferrare la stoccata decisiva al centro dell’area avversaria. Quante andate e ritorno avrà fatto El Shaarawy per fare da tappabuchi di Costant e , quando quest’ultimo era costretto a star fuori squadra, di Zapata? Centinaia e alla fine, anche se ha solo 20 anni, ha finito per ritrovarsi con le gambe molli e il cervello parzialmente ottenebrato.
Nel frattempo però, per fortuna del Milan e dello stesso Allegri, un certo signor Galliani è riuscito a mettere a  segno uno dei colpi più importanti e clamorosi del calcio-mercato. Ha riportato a Milano, sponda Milan, il supercannoniere Balotelli il quale ha posto rimedio all’appannamento psicofisico di El Shaarawy segnando a sua volta ben 7 gol in sole 6 partite.

Balotelli tuttavia è arrivato al Milan molto dopo che Ek Shaarawy era entrato in crisi. Non è colpa di Balotelli quindi se il “Faraone” è andato in crisi ma solo ed esclusivamente di Allegri, come dimostrano oltretutto con molta evidenza l’andamento delle fasi più mortificanti dello scontro di Champions League, Barcellona-Milan. El Shaarawy, dopo aver corso come un matto per dare una mano ai compagni di difesa e a Costant e Zapata soprattutto, ha avuto il coraggio  di scattare ben due volte dalla metà campo milanista fin  dentro l’area del Barcellona. Ed ha avuto anche la lucidità di scartare un paio di avversari e di tirare ma…. Ma i suoi tiri non sono stati tiri in porta bensì ciabattate senza alcuna pericolosità per il semplice motivo che ormai, del tutto spompato, l’ammirevole Faraone non aveva più un briciolo di forza nelle gambe. E allora cosa c’entra Balotelli nella crisi del collega Faraone? Niente. C’entra si, però Allegri, che nel ritorno della gara contro il Barcellona, guarda caso, ha sbagliato ancora una volta tutto, ma proprio tutto.
Io lo avevo detto prima della partita Barcellona-Milan,  a ClassTV. Durante la trasmissione  “Quelli del Lunedì” avevo affermato : “ Se Allegri a Barcellona fa giocare ancora Costant  invece che De Sciglio, becca una batosta catastrofica!”
Ebbene,  Allegri, a Barcellona, ha schierato in difesa, a sinistra,  Costant ed ha preso una batosta catastrofica perché Costant, come sempre quando tenta di fare il difensore, ha aperto tanti buchi nella difesa milanista da mandare ancora una volta in tilt anche i malcapitati Mexes e Zapata.
  Ma avevo anche detto lunedì sera, il giorno prima della partita, davanti alle telecamere di ClassTV,che al posto di Costant avrebbe dovuto giocare De Sciglio e che quest’ultimo e il velocissimo Abate schierato sulla destra,  insieme avrebbero potuto consentire al Milan di mandare in Barca il Barcellona perché avrebbero dissestato rovinosamente l’assetto tattico della squadra catalana, costringendola  a giocare non lungo l’asse centrale del campo ma ad allargarsi e quindi a far  girare spessissimo a vuoto proprio i suoi eccezionali uomini-partita, Messi per primo, Xavi e Iniesta per secondi.
Perché? In virtù di quale miracolo tattico e strategico?
 Un attimo di riflessione, per favore. Agli spettatori più attenti del “Camp Nou” e ai telespettatori disseminati davanti alle Televisioni italiane non sarà sfuggito che il Barcellona, come sempre, ha giocato costantemente lungo le vie centrali del campo: uno- due, scambi velocissimi di palla davanti all’area di rigore rossonera  e tiri in porta da distanza ravvicinata dei quali 1 deviato miracolosamente sulla traversa da Abbiati, tre o quattro parati o respinti in qualche modo e 4  che hanno mandato violentemente il pallone a scuotere dal di dentro la rete milanista. E  tuttavia, nonostante il Barcellona giocasse il  pallone  sempre lungo la fascia centrale del campo , sulla destra stazionava stabilmente un giocatore catalano al quale  nessun compagno si sognava peraltro di passare una volta la palla. Ma se nessun compagno gli passava mai la palla, neppure quando era liberissimo e persino vicino alla linea di fondo dell’area milanista, che ci stava a fare  lassù quel giocatore ?  Faceva lo spettatore abusivo, aiutava il giudice di linea o ringhiava contro Costant? No,  quel giocatore catalano stava inutilizzato in fondo alla fascia destra per costringere un difensore del Milan, proprio Costant  nel caso specifico, ad allontanarsi  dai compagni difensori ed a rimanere sempre con lui, vicino  alla fascia laterale. Quindi quel giocatore apparentemente inutilizzato svolgeva un ruolo utilissimo alla sua squadra perché costringeva  i difensori del  Milan ad allargarsi, a coprire tutta la larghezza del terreno di gioco e quindi a creare nel settore centrale della difesa milanista quei “buchi” dentro i quali andavano a nozze Messi, Iniesta e Xavi. 
E Allegri? Quell’Allegri che secondo l’opinionista Luciano Moggi non può essere incolpato di nulla, come ha  reagito all’astutissima mossa del tecnico del Barcellona?
 Non ha mosso un sopracciglio, non ha fatto una mossa perché probabilmente non si è neppure  reso conto del trucchetto del suo collega-rivale. Ed ha lasciato che Costant, sempre indeciso se marcare l’avversario-spettatore alla sua sinistra o se  stringere al centro per aiutare  i due compagni difensori centrali, andasse completamente nel pallone e perdesse la testa al punto da commettere prima un fallo da rigore non visto dall’arbitro ( un fallo da rigore simile a quell’altro che ha commesso più tardi Abate) e poi da “ bucare” una sforbiciata in area  che ha fatto da preludio al terzo gol del Barcellona.
Un allenatore, diciamo… alla Capello, avrebbe capito subito il trucco del tecnico avversario e come avrebbe reagito? Scatenando appunto la coppia di difensori esterni Abate-De Sciglio lungo le fasce laterali  e accerchiando il Barcellona in modo da costringerlo a non giocare più costantemente lungo l’asse centrale del campo ma ad aprirsi, ad allargarsi e lo avrebbe messo in gravissime difficoltà, come è infatti accaduto nel finale di partita ma a risultato  ormai compromesso. Negli ultimi venti minuti di gara,   quando ha avuto licenza di proiettarsi in attacco con le sue volate lungo la fascia destra,  proprio Abate ha mandato più volte in tilt la difesa catalana. Avessero potuto scatenarsi lungo le fasce laterali lui e De Sciglio fin dall’inizio gara, probabilmente in Campions League sarebbe andata avanti proprio il Milan grazie al fatto, oltretutto, che all’andata aveva realizzato 2 gol e NON NE AVEVA SUBITO NEANCHE UNO!
Ma potrei e vorrei raccontare mole altre lacune del Milan di Barcellona e di quello che ha giocato contro il Palermo, se lo spazio a mia disposizione non fosse come al solito tiranno.  Cercherò di essere più esauriente a “Quelli del Lunedì” a tarda sera, quando ci si può rilassare tra una chiacchiera televisiva e l’altra.
                                    

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