La corsa italiana a Euro 2032 perde i primi due progetti. La FIGC ha inviato alla UEFA i dossier di 13 città e 14 stadi, due impianti in meno rispetto alla documentazione presentata a inizio agosto. Non proseguono il Flaminio di Roma e il progetto per un nuovo stadio a Napoli sostenuto da Aurelio De Laurentiis. Dopo le verifiche UEFA resteranno soltanto cinque sedi italiane.
Dai 16 impianti di agosto ai 14 attuali: la UEFA verificherà 120 requisiti prima della scelta
La FIGC ha completato l’istruttoria sulle candidature italiane e ha trasmesso alla UEFA gli impianti ritenuti idonei a proseguire il percorso verso l’Europeo del 2032. Rispetto ai 16 stadi presentati entro la fine di luglio, la lista si è ridotta a 14.
Restano in corsa Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Le città sono quindi ancora tredici. A fare salire a quattordici il numero degli impianti è Roma, che mantiene sia lo Stadio Olimpico sia il progetto del nuovo stadio di Pietralata.
La prima selezione riguarda invece due delle alternative presentate in estate. Il Flaminio non compare più tra le candidature romane. A Napoli resta soltanto lo Stadio Diego Armando Maradona, mentre esce il progetto per un nuovo impianto sostenuto dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Il 1° agosto Roma si era presentata con tre possibili stadi – Olimpico, Pietralata e Flaminio – mentre Napoli disponeva di due ipotesi. Con l’invio dei dossier alla UEFA, entrambe le città hanno perso una delle proprie alternative.
Adesso l’esame passa alla UEFA. Le verifiche riguarderanno 11 aree tematiche e circa 120 requisiti operativi, dalla compatibilità delle infrastrutture ai servizi per i tifosi, fino ad accessibilità, sostenibilità, sicurezza, hospitality e strutture destinate a media e broadcaster.
Solo dopo questi controlli la FIGC indicherà le cinque sedi italiane che ospiteranno le gare di Euro 2032, organizzato con la Turchia.
Il presidente federale Giovanni Malagò ha dichiarato: “Siamo soddisfatti per il numero e la qualità dei dossier che sono arrivati in FIGC a testimonianza dell’impegno e della partecipazione con cui l’Italia ha risposto a questa sfida. Desidero ringraziare l’UEFA per la proficua collaborazione e tutti i soggetti pubblici e privati che hanno contribuito a questo processo di selezione con serietà, competenza e visione”. Malagò ha aggiunto: “Il lavoro svolto finora conferma la volontà condivisa di offrire a EURO 2032 città e impianti all’altezza di un grande evento internazionale”.
Per le tredici città rimaste in corsa il prossimo passaggio sarà quindi il controllo UEFA. Alla fine del processo nove dei quattordici impianti oggi candidati resteranno fuori, perché all’Italia spettano cinque sedi.


