Il Coni approfondisce la regolarità dell’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC dopo le osservazioni della Procura generale dello Sport sul mancato tesseramento. Sul tavolo resta anche il commissariamento della Federcalcio, mentre la FIGC prepara la propria memoria difensiva.
Taucer contesta l’ammissione della candidatura, Buonfiglio porta il caso ai legali del Coni
Il futuro della FIGC passa ora dall’approfondimento giuridico disposto dal Coni sull’elezione di Giovanni Malagò. Il presidente del Comitato olimpico Luciano Buonfiglio ha affidato la questione a legali ed esperti di diritto sportivo dopo le osservazioni formulate dal procuratore generale dello Sport Ugo Taucer. Tra gli esiti possibili resta anche il commissariamento della Federcalcio. Taucer ha contestato l’ammissione della candidatura di Malagò in assenza di un tesseramento valido. Secondo la ricostruzione illustrata da Buonfiglio alla Giunta, il procuratore generale ritiene il tesseramento uno dei requisiti di eleggibilità e sostiene che la FIGC non abbia applicato i principi informatori del Coni.
Il Coni dovrà ora stabilire, sulla base dell’approfondimento legale, se le irregolarità contestate siano tali da giustificare un intervento sulla governance federale. Buonfiglio ha chiarito che la decisione sarà presa dopo le verifiche giuridiche e che, anche in caso di intervento, “La continuità sportiva sarà in ogni caso garantita”. La Nazionale ha quattro impegni previsti tra il 25 settembre e il 5 ottobre.
La FIGC prepara la memoria, Repubblica indica Mornati e Albertini
La FIGC sta preparando una memoria difensiva per spiegare le ragioni che hanno portato all’ammissione della candidatura di Malagò. Secondo Repubblica, intanto, negli ambienti sportivi circola già il nome del segretario generale del Coni Carlo Mornati come possibile commissario, con Demetrio Albertini indicato per un eventuale incarico di subcommissario dedicato alle questioni sportive. Al momento si tratta di ipotesi riportate dal quotidiano, non di nomine deliberate. Il confronto coinvolge anche il rapporto tra sport e politica. Repubblica scrive che il ministro per lo Sport Andrea Abodi, fin dalle dimissioni di Gabriele Gravina, ha auspicato un intervento del Coni sulla Federcalcio. Nei giorni scorsi lo stesso Abodi, parlando pubblicamente del caso Malagò, aveva definito il proprio ruolo quello di un “osservatore rispettoso ma interessato”, rimandando le valutazioni alla giustizia sportiva.
Malagò ha definito quanto sta accadendo “fuoco amico”. Repubblica riferisce inoltre che, qualora il Coni non intervenisse sulla FIGC, potrebbero aumentare le pressioni politiche sul Comitato olimpico per il suo ruolo di vigilanza sulle federazioni destinatarie di contributi pubblici. Anche questa resta, allo stato attuale, un’ipotesi politica riportata dal quotidiano e non una decisione già assunta.
Il prossimo passaggio sarà il parere giuridico richiesto dal Coni. Sarà poi la Giunta a valutare le conseguenze delle contestazioni sollevate sul tesseramento e sull’ammissione della candidatura di Malagò.


