Giovanni Malagò potrebbe passare dalla presidenza della FIGC al ruolo di commissario della stessa Federazione. La soluzione sarà discussa oggi al Coni e permetterebbe di convocare nuove elezioni entro 60-90 giorni, con Malagò pronto a ricandidarsi dopo aver ottenuto il tesseramento federale.
Il commissariamento durerebbe 60-90 giorni: Malagò prenderebbe la tessera e si ricandiderebbe
La soluzione che sta prendendo quota al Coni prevede il commissariamento della FIGC affidato allo stesso Giovanni Malagò, oggi presidente federale. Una formula che consentirebbe di affrontare il problema del suo mancato tesseramento al momento della candidatura senza consegnare la Federazione a una gestione esterna.
Prima della riunione della Giunta è previsto un incontro tra Malagò e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio. Secondo La Gazzetta dello Sport, il confronto è stato voluto da Buonfiglio mentre all’interno della Giunta la proposta di commissariare la FIGC non avrebbe raccolto finora un consenso sufficiente. Una bocciatura della linea sostenuta dal presidente del Coni potrebbe portare anche alle sue dimissioni. Il problema nasce dal mancato tesseramento di Malagò al momento dell’ammissione della sua candidatura alla presidenza federale. La ricostruzione attribuisce l’origine dell’irregolarità a un possibile errore della FIGC nella procedura di ammissione. Malagò è stato poi eletto meno di quattro mesi fa con quasi il 70% delle preferenze.
La mediazione permetterebbe alla Giunta di disporre il commissariamento senza estromettere Malagò dalla guida del calcio italiano. Da commissario, l’attuale presidente potrebbe ottenere la tessera federale e convocare le nuove elezioni nei tempi previsti dallo Statuto, tra 60 e 90 giorni dall’atto di commissariamento.
Malagò potrebbe quindi presentarsi nuovamente alle urne. La prospettiva indicata è quella di una sua nuova candidatura, probabilmente senza avversari, anche se la crisi delle ultime settimane renderebbe necessaria una nuova trattativa con le componenti federali che lo avevano sostenuto nell’ultima assemblea. Il commissariamento viene valutato con cautela anche per i possibili rapporti con l’UEFA. Il timore è che un intervento percepito come un’ingerenza politica possa irrigidire la posizione dell’organismo europeo e creare problemi all’Italia in vista di Euro 2032, torneo che il Paese organizzerà insieme alla Turchia e che dovrebbe accompagnare anche gli interventi sugli stadi e sulle infrastrutture.
L’incontro tra Buonfiglio e Malagò precederà la decisione della Giunta. Se verrà scelta la mediazione, Malagò lascerebbe la presidenza per assumere l’incarico di commissario e portare la FIGC a nuove elezioni entro i successivi 60-90 giorni.
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