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Figc, stop all’archiviazione sul tesseramento di Malagò. Il presidente: “Sono sereno, ci sono precedenti evidenti”

La Procura generale dello Sport chiede chiarimenti a Chinè dopo lo stop all’archiviazione sul mancato tesseramento

Figc, stop all’archiviazione sul tesseramento di Malagò. Il presidente: “Sono sereno, ci sono precedenti evidenti”
(Foto LaPresse)

La Procura generale dello Sport ha respinto la richiesta di archiviazione sul caso del mancato tesseramento Figc di Giovanni Malagò e ha chiesto nuovi chiarimenti alla Procura federale. Il presidente della Federcalcio si dice sereno e richiama precedenti che considera favorevoli alla propria posizione.

Taucer chiede chiarimenti a Chinè: al centro l’interpretazione dello Statuto sul requisito del tesseramento

La richiesta di archiviazione non ha chiuso il caso sul tesseramento Figc di Giovanni Malagò. Il capo della Procura generale dello Sport presso il Coni, Taucer, ha chiesto nuovi chiarimenti alla Procura federale sulla posizione del presidente della Federcalcio e ha respinto, per ora, la richiesta presentata dal procuratore Figc Giuseppe Chinè.

Malagò ha commentato la vicenda all’uscita dall’assemblea di Lega Serie B. “Sono sereno, credo che sarebbe sbagliato adesso raccontare tutta la storia ma mi sembra che la conoscano tutti molto bene”. Il procedimento riguarda la presunta incandidabilità di Malagò alla presidenza federale per il mancato tesseramento in Figc. La questione è tornata alla ribalta anche dopo un incontro tra il deputato della Lega Roberto Marti e lo stesso Malagò. Taucer ha inviato una relazione a Chinè e, per conoscenza, al presidente del Coni Luciano Buonfiglio. Nel documento ha respinto la richiesta di archiviazione e domandato ulteriori chiarimenti, che il procuratore federale dovrà ora fornire.

L’inchiesta era partita dai ricorsi presentati da Renato Miele, finora sempre dichiarati inammissibili dalla giustizia sportiva. La richiesta di archiviazione della Procura Figc era arrivata alla Procura generale pochi giorni fa, accompagnata da alcune decine di pagine di motivazioni. La posizione di Chinè si baserebbe sull’interpretazione dell’espressione contenuta nello Statuto federale “essere in regola con il tesseramento”. Secondo questa lettura, la norma non imporrebbe al candidato di possedere materialmente una tessera federale al momento della presentazione della candidatura. Lo stesso requisito non era stato soddisfatto neppure da alcuni predecessori di Malagò, tra cui Giancarlo Abete.

La disposizione indicherebbe invece il rispetto delle prescrizioni e dei requisiti previsti dal tesseramento per chi possiede già una tessera Figc. Una ricostruzione che lo stesso Taucer aveva accolto in passato nell’archiviazione di un procedimento relativo a un consigliere regionale e successivamente nel respingere un esposto nei confronti di Gabriele Gravina.

Nel procedimento su Malagò, tuttavia, il procuratore generale ha deciso di chiedere un ulteriore approfondimento prima di considerare chiusa la questione. Il presidente della Figc ha respinto anche l’idea di essere preoccupato per gli sviluppi. “Non sono preoccupato, ci sono precedenti assolutamente fin troppo evidenti di quella che è la storia – ha aggiunto – Una regia politica dietro questi nuovi attacchi? E’ qualche mese che si sono tentate strade diverse dalle dinamiche di consenso elettorale che ci sono state”.

La prossima tappa sarà quindi la risposta di Chinè ai chiarimenti richiesti da Taucer. Solo dopo la nuova valutazione della Procura generale dello Sport si capirà se il procedimento potrà essere archiviato oppure proseguirà.

Buonfiglio sul caso Malagò: “Va trattata con attenzione e senza fretta”

Sul procedimento è intervenuto anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, chiamato direttamente in causa dal passaggio della relazione di Taucer inviata per conoscenza ai vertici del Comitato olimpico: “Il no della procura Coni alla richiesta di archiviazione sul mancato tesseramento Figc di Giovanni Malagò? L’unica cosa che devo fare è il mio dovere di presidente del Coni. Non avrei mai creduto che questa storia si potesse formalizzare e non avrei mai voluto che avvenisse”.

Buonfiglio, parlando a margine della conferenza stampa di presentazione di ‘Obiettivo tricolore’ al Senato, ha aggiunto: “Va trattata con attenzione e senza fretta – ha aggiunto – perché lo sport italiano non è una federazione, qui nessuno ha fretta. Di certo c’è che il Coni e il suo presidente cercheranno di non sbagliare”.

Abodi: “Sono osservatore interessato, ma osservatore rispettoso”

Anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha commentato lo stop all’archiviazione, affidando alla giustizia sportiva la valutazione del procedimento e rivendicando un ruolo istituzionale di osservazione.

Quello che sta succedendo in Federcalcio, con la richiesta di archiviazione respinta dalla Procura generale sul caso Malagò, “è un tema che sta affrontando la giustizia sportiva in tutte le sue articolazioni. Le norme sportive si conoscono, al di là della loro interpretabilità, si conoscono anche le norme dello Stato. Ognuno il suo ruolo. Il mio in questo ambito è di osservatore interessato, ma di osservatore rispettoso”.

La prossima tappa sarà la risposta di Chinè ai chiarimenti richiesti da Taucer. Dopo la nuova valutazione della Procura generale dello Sport si capirà se il procedimento potrà essere archiviato oppure proseguirà.

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