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Sport
Fisichella: “Sono diventato un campione grazie a Steve McQueen”

Giancarlo Fisichella ci mette la faccia. Il campione di Formula 1 di fama mondiale, diventa critico cinematografico per presentare su Studio Universal la rassegna “Fast Cars”, in onda dal 3 al 4 aprile, una selezione di film a tema per celebrare il mito della velocità ed il sodalizio tra cinema e bolidi. Un’occasione per celebrare l’uscita nei cinema del 7° capitolo di Fast and Furious, distribuito nelle sale italiane dal 2 aprile 2015. Scopriamo, così, che  la sua passione per i motori si alimentata anche grazie ad un mito del grande schermo: Steve McQueen visto da bambino nel film  Bullitt. Fisichella  commenta infatti, per la gioia dei suoi fan,  alcune clip tratte dai film  in cui la sfida della velocità, il rapporto tra uomo e macchina è il tema principale. Racconta le sue emozioni, ricordi e impressioni di grande sportivo. Cresciuto nell’officina del padre Roberto che gli ha trasmesso la passione per i motori ad otto anni comincia a gareggiare con i Minikart Sessanta e ottiene quattordici vittorie. Tra il 1985 e il 1987 vince trentacinque gare nella categoria Cento Nazionale. Nel 1988 passa alla Cento Internazionale e vince il campionato italiano per squadre regionali, segna la pole al campionato del mondo ma si ritira quando è in testa; ottiene ventuno vittorie. Nella stagione 1989, in cui vince ventidue corse, è secondo al campionato europeo junior, quarto al campionato mondiale e primo al campionato intercontinentale dove parte dalla pole. Nel 1990 si piazza al quinto posto al campionato italiano, secondo al mondiale e terzo nell'intercontinentale ottenendo nel corso dell'anno quindici vittorie. Nel 1991 è nuovamente vicecampione d'Europa. Da qui la sua carriera è in continua ascesa con l’arrivo in Formula. Nel triennio 1992-1994 partecipa al Campionato italiano di F3 con la Dallara-Opel della RC Motorsport. Nel 1992 vince il Gran Premio di Imola all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari e si piazza all'ottavo posto in campionato. Nel 1994 vince dieci gare su venti, segna undici pole position, ottiene trecentonove punti e conquista il titolo piloti. Vince anche il prestigioso Gran Premio di Monaco e una manche al Gran Premio di Macao. Si laurea Campione Formula 3 nel 1994. Il suo esordio in Formua 1 risale al 10 marzo 1996, corre per le scuderie Minardi, Jordan, Benetton, Sauber, Renault, Force India, Ferrari. Fino al 1992 si aggiudica 2 vittorie nel mondiale costruttori con Renault   e ben 19 podi.  Categoria attuale:  Campionato del Mondo Endurance, 24 ore di Le Mans, United Sportscar Championship.

Finora ha commentato sempre gare, come mai è passato ai film?
Ho accettato la proposta di Studio Universal perché il mio legame con un certo tipo di cinema è molto forte. Ho visto decine di volte Bullitt  e Steve McQueen e stato sempre il mio idolo.  La scena dell’ inseguimento a bordo della 1968 Mustang GT e Dodge Charger nel traffico di San Francisco è strepitosa perché gli attori sono concentrati e non si parlano mai, proprio come accade nella realtà ai piloti di Formula 1. Un ragazzo che ama i motori e le gare non dovrebbe rinunciare a questa visione.
 
A proposito. Non le manca la Formula 1?
No, dopo 14 anni e 231 Gran Premi avevo bisogno di allentare la tensione. Nella categoria Endurance con la Ferrari c’è un’atmosfera più rilassata. Inoltre continuo a frequentare il mondo della formula 1 perché faccio il  commentatore per la RAI  al box. L’anno scorso ho seguito 8 gare e quest’anno quasi sicuramente ripeterò questa esperienza molto interessante e piacevole.


Lei è un tifoso della Roma. Che ne pensa di Totti?
C’è ancora un tocco di classe nel suo gioco in grado di cambiare la partita. Si nota che ancora di si diverte, ha passione. In certo senso mi identifico con lui, anch’io non ho ancora smesso di amare e divertirmi con il mio lavoro.

Se non avesse fatto il pilota cosa avrebbe fatto?
Sono cresciuto nell’officina di mio padre, con le mani sporche d’olio, ed a 15 anni avevo già uno stipendio. Mio padre, che purtroppo è venuto a mancare un mese fa, aveva una passione smodata per la Formula 1 e fin da piccolo mi portava ad assistere alle gare. Mi ha trasmesso la passione ed ho iniziato a correre con  Minikart ad appena otto anni sulla pista di Guidonia. Quando sono arrivato alla Formula 1 era felicissimo. Se non fossi riuscito a fare il pilota sarei rimasto a lavorare in officina con i miei fratelli.

Che rapporto ha con  Alonso?
Siamo molto amici e spero bene per lui anche se credo che quest’anno  non riuscirà a correre la prima gara.


Si è dato delle scadenze in merito alla sua attività di pilota?
No, non ho intenzione di fermarmi finchè mi diverto con la Ferrari.
Quando cominceranno a pesarmi i viaggi e la fatica di continui spostamenti mi fermerò. Quel giorno per ora è lontano.

Sua moglie ha sostenuto la sua carriera?
Moltissimo, è stata sempre al mio fianco nei continui viaggi di lavoro ed ha sofferto con me. Non è facile vivere accanto ad un pilota famoso intorno al mondo delle corse girano molte attenzioni femminili ed anch’io ne sono stato oggetto. C’è stato un momento di gelosia ma l’ho rassicurata facendole capire che lei è stata la scelta più importante per me . Siamo insieme da 23 anni è un’ottima moglie e madre di tre ragazzi.

Continua a vivere a Roma?
Si, nonostante sia sono sempre in viaggio per le gare, soprattutto negli States, ho scelto di vivere a Roma anche se per qualche periodo ho spostato tutta la famiglia in Florida.

Torniamo al cinema. Conosce la serie di Fast and Furious?
Si, ho un figlio di 12 anni con i quale ho visto tutti i film insieme a lui, ora aspetto il settimo capitolo.Inoltre ho amato molto Rush di Ron Howard perché ho una grande stima di Niki Lauda. Il film racconta della rivalità sportiva esplosa negli  anni settanta fra lui e James Hunt ed molto veritiero perché espone bene la diversità di carattere fra Hunt che aveva una grande vita mondana durante il lavoro e Lauda che si dedicava, invece, al 100 per cento alla sua passione per le corse. In questo mondo non conta solo il talento ma serve anche molta dedizione e concentrazione e credo che l’atteggiamento di Niki sia quello migliore.

Le piacerebbe condurre una trasmissione in Tv come Alex Zanardi?
Si, mi piacerebbe ma non ho avuto ancora nessuna proposta. Trovo che Alex sia molto bravo con il suo programma “Sfide”.

Vorrebbe che suo figlio diventasse pilota?
Si, non lo nego. Lui ha una passione e corre con il Kart ed è bravo vedremo se riuscirà a coltivare il suo talento con grande dedizione. La ragazza di 16 anni fa scuola guida con me per il patentino; le insegno ad essere molto prudente, a mettere sempre la cintura e a mantenere la giusta distanza di sicurezza.

Il suo attuale impegno nel campionato Endurance?
La Ferrari mi ha mandato negli States per la North American Endurance Cup. Tiene molto a questo campionato perché è una manifestazione molto seguita, una vetrina  importante:  ci sono 100.000 spettatori e 10 gare. Dopo la 24 Ore di Daytona seguirò lo United SportsCar Championship nel suo secondo appuntamento il 21 marzo, quando è in programma un’altra grande classica dell’automobilismo statunitense, la 12 Ore di Sebring, su un’altra mitica pista della Florida. Le sfide da affrontare sono ancora molte.


ORIANA MAERINI

 

LA RASSEGNA DI STUDIO UNIVERSAL

“Il cinema ha raccontato in molti modi il mondo dei motori, delle competizioni, la sfida della velocità, il rapporto tra uomo e macchina…siete pronti a partire?” È così che Giancarlo Fisichella presenta il ciclo dal titolo “Fast Cars”. 4 introduzioni che il famoso pilota ha girato in esclusiva per le telecamere di Studio Universal e che raccontano con le sue parole e alcune clip tratte dai film, emozioni, ricordi e impressioni del grande sportivo. Si parte con Bullitt (1968) dove Steve McQueen, agente dalla squadra omicidi, nasconde la morte di un testimone che era sotto sua custodia. Da non perdere il celeberrimo inseguimento a bordo della 1968 Mustang GT e Dodge Charger nel traffico di San Francisco. Il secondo appuntamento è con la comicità di Will Farrell nei panni del pilota Ricky Bobby in Ricky Bobby – La Storia di un uomo che sapeva contare fino a uno (2006) alle prese con un rivale inarrestabile. A seguire, Sesso e fuga con l’ostaggio (1994) con la sregolatezza di Martin Sheen nei panni di Jack Hammond, impegnato a sfuggire alla legge spingendo al massimo una fiammante BMW oltre il confine con il Messico a suon di grunge rock! Infine un film di culto, Interceptor (1979) pellicola visionaria del regista George Miller dove una banda di teppisti motorizzati, in un distopico futuro, massacra la famiglia di Max (Mel Gibson) che si trasforma in Mad Max il giustiziere al volante della mitica Jensen Interceptor.

Titoli in ordine di trasmissione:
• 03/4:  Bullitt (1968) con Steve McQueen e Jacqueline Bisset
• 10/4:  Ricky Bobby - La Storia Di Un Uomo Che Sapeva Contare Fino A Uno (2006) con Will Ferrell
• 17/4: Sesso e fuga con l’ostaggio (1994) con Charlie Sheen
• 24/4:  Interceptor (1979) con Mel Gibson


 

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