Giochi del Mediterraneo, 30 milioni per le navi: “Soldi buttati, poca ricaduta sul territorio”
Circa 30 milioni di euro destinati all’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto finiranno soprattutto nel noleggio delle navi destinate a ospitare gli atleti. A fare il punto sui costi e sulle scelte organizzative è Milena Gabanelli, intervenuta con Enrico Mentana al Tg La7.
“La parte più consistente dei 30 milioni è andata al noleggio di una nave da crociera della Aroya Cruises, la compagnia saudita. La nave, appena uscita dallo Stretto di Hormuz, ospiterà gli atleti stranieri e prevede anche una suite di 350 metri quadrati riservata al presidente del Comitato olimpico internazionale“, ha spiegato Gabanelli.
Il problema riguarda anche la seconda nave prevista per l’accoglienza degli atleti. “Non essendoci abbastanza risorse per il noleggio dell’altra nave, anche perché gli armatori non hanno risposto al bando e i costi di ormeggio sono elevati, si ripiegherà su un grande traghetto, destinato a ospitare gli atleti italiani”, ha aggiunto.
È proprio la scelta di utilizzare le navi a suscitare le maggiori perplessità. “Quei 30 milioni per le navi sono forse la cosa che grida più vendetta, perché sono soldi usa e getta”, ha sottolineato Gabanelli. Una soluzione alternativa, secondo la giornalista, sarebbe stata quella di utilizzare le strutture ricettive del territorio, con una ricaduta economica diretta su una zona caratterizzata da una stagione turistica particolarmente breve.
“La proposta degli operatori di ospitare gli atleti negli alberghi della zona avrebbe avuto una ricaduta economica importante sul territorio“, ha spiegato. A bocciare questa ipotesi, però, sarebbe stato il Comitato olimpico internazionale, sulla base di un vincolo previsto dal capitolato: gli atleti devono essere alloggiati tutti insieme nella stessa area in cui si svolgono i Giochi, quindi a Taranto e non nell’hinterland.
Una scelta che, secondo Gabanelli, pesa ancora di più considerando il significato che la manifestazione avrebbe per la città pugliese. “È un peccato, perché i Giochi del Mediterraneo hanno una storia gloriosa e Taranto, che tanto ha sofferto e soffre per le questioni legate all’Ilva, meriterebbe un’organizzazione migliore“, ha osservato.
Nel mirino anche la scelta del periodo in cui si svolgeranno le competizioni, fissato in concomitanza con altri importanti appuntamenti sportivi internazionali. “Anche questa dipende dal Comitato organizzatore: scegliere un periodo in cui si svolgono contemporaneamente campionati europei e mondiali non è proprio una scelta felice“, ha sottolineato Gabanelli.
La questione, secondo la giornalista, non riguarda dunque soltanto l’entità della spesa, ma soprattutto la sua capacità di produrre benefici duraturi per il territorio. “Quando ci sono queste manifestazioni, vengono costruiti gli alloggi per gli atleti e qualcosa resta alla città. In questo caso il progetto era molto costoso, ma c’era un’alternativa: utilizzare le strutture della zona“.
E la conclusione è netta: “Qui sono proprio 30 milioni buttati: si danno ai sauditi per la nave più grossa da crociera. Per il traghetto, magari, qualche azienda italiana riuscirà a beneficiarne“.

