La Sala della Regina ha riunito istituzioni, Juventus e Associazione Vittime Heysel per presentare la ricorrenza dedicata ai 39 morti di Bruxelles.
Ferrero, Chiellini e Brio alla Camera: memoria, sicurezza e cultura della non violenza
Il 29 maggio è entrato nel calendario civile italiano come Giornata nazionale della memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel di Bruxelles. La ricorrenza è stata istituita dalla legge 101 dell’8 giugno 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 giugno ed entrata in vigore il 1° luglio. La presentazione si è svolta nella Sala della Regina della Camera dei Deputati su iniziativa di Fabrizio Comba, primo firmatario della legge. Il provvedimento affida alle istituzioni il compito di conservare e trasmettere il ricordo delle 39 persone morte all’Heysel.
All’incontro hanno partecipato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il presidente della Juventus Gianluca Ferrero, il Chief Club Affairs Officer Giorgio Chiellini e il Fan Ambassador bianconero Sergio Brio, che il 29 maggio 1985 era in campo nello stadio di Bruxelles. Sono intervenuti anche Emilio Targia, autore del libro Quella notte all’Heysel, e Andrea Lorentini, presidente dell’Associazione Vittime Heysel.
Gianluca Ferrero ha ricordato la responsabilità assunta dalla Juventus nella tutela della memoria e nella prevenzione della violenza negli impianti sportivi: “L’Heysel è una tragedia che appartiene non solo alla Juventus, ma all’intero mondo dello sport. Oggi questa legge va nella direzione della memoria è importante, perché il dolore è ancora attuale. Il Club ha assunto due impegni fondamentali: da un lato, ricordare sempre e non dimenticare mai, in tutte le sue sedi; dall’altro, fare in modo che una tragedia simile non accada più, anche attraverso l’investimento in una struttura come l’Allianz Stadium, tra le più sicure in Italia”.
Giorgio Chiellini ha collegato il ricordo delle vittime alla necessità di rendere gli stadi accessibili e sicuri per adulti e bambini: “È un giorno importante non solo per ricordare, ma anche come monito per il futuro. Lo sport deve essere emozione e dobbiamo lavorare affinché il calcio diventi un luogo sicuro per le famiglie, un momento di gioia per adulti e bambini, promuovendo la cultura della non violenza. Come Juventus, il primo passo è stato dotarsi di un autoregolamento che vieti l’ingresso a chi non rispetta i valori del Club, con l’obiettivo di trasmettere rispetto e tolleranza alle future generazioni”.
L’autoregolamento citato da Chiellini consente alla Juventus di vietare l’ingresso agli spettatori che non rispettano i valori e le regole del club. La società considera questa misura uno degli strumenti utilizzati per contrastare comportamenti violenti e discriminatori.
Sergio Brio, presente in campo durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, ha richiamato la continuità dell’impegno del club: “Il ricordo è un dovere morale che la società ha sempre considerato un valore fondamentale, perseguito attraverso una presenza costante nel tempo”.
La Giornata nazionale sarà celebrata ogni anno il 29 maggio. In quella data istituzioni, scuole e organizzazioni sportive potranno promuovere iniziative dedicate alle vittime e alla diffusione di una cultura fondata sulla sicurezza, sul rispetto e sulla non violenza negli stadi.

