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Icardi stende Miha, Mazzarri: "Thohir un grande presidente"

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

"Thohir è un grande presidente". Parole e musica di Walter Mazzarri, che dopo la vittoria sulla Sampdoria si lascia andare ai complimenti per il patron indonesiano: "Mi ha trovato qui quando è arrivato, ha visto come lavoro e mi ha dato fiducia". Pochi minuti prima il rigore di Mauro Icardi aveva dato allo scadere una vittoria che anche Mihajilovic, tecnico della Sampdoria ed ex nerazzurro (magari anche futuro?), definisce "giusta". Tre punto fondamentali che, complici i passi falsi di Udinese, Milan e Napoli rilanciano l'Inter nella corsa al terzo posto.

LE SCELTE – Mazzarri rilancia Vidic in una difesa completata da Ranocchia e Juan Jesus vista anche l'indisponibilità di Campagnaro. Centrocampo e attacco sono quelli delle ultime gare: Obi e Dodò sugli esterni, Medel cagnaccio davanti alla difesa con Hernanes e Kovacic a dare qualità, l'ex doriano Icardi e l'ex genoano Palacio davanti. Mihajilovic, ancora imbattuto, deve fare a meno di Soriano (inizialmente in panchina per qualche problema fisico) e lancia nella mischia Duncan, cresciuto proprio nell'Inter. Davanti c'è il solito tridente Eder-Okaka-Gabbiadini. In difesa manca un altro ex, Silvestre, e la coppia centrale davanti a Romero è composta da capitan Gastaldello e dal giovane Romagnoli.

PRIMO TEMPO – Pronti, via e subito colossale occasione per l'Inter: Kovacic dopo un numero sulla trequarti mette Palacio davanti a Romero ma l'argentino commette un errore imperdonabile, passando il pallone (malissimo) a Icardi invece che tirare. Sospiro di sollievo per i blucerchiati e mani nei capelli per Mazzarri. Al 12' altra gigantesca palla gol per Palacio, servito questa volta da uno splendido filtrante di Hernanes, ma il tiro dell'argentino è troppo centrale e Romero respinge coi piedi. L'Inter sembra in buona serata ma il gol non arriva neanche al 39' quando Kovacic, con un'altra invenzione, serve Icardi in area: il centravanti riesce a girarsi su Gastaldello ma il suo destro è respinto ancora da un ottimo Romero. Ma proprio sul suonare del gong del primo tempo Gabbiadini scappa a Juan Jesus e mette in mezzo un pallone teso: dopo un rimpallo arriva Obiang che spara un violento tiro sulla traversa ad Handanovic battuto. San Siro, tranne la Curva Nord ancora una volta sempre vicina alla squadra ("Delle polemiche non ce ne frega niente, avanti tutti insieme per una Grande Inter" reciatava uno striscione a inizio gara), fischia in maniera impietosa e, stavolta, ingiusta.

SECONDO TEMPO – La seconda frazione si apre allo stesso modo della prima, con un gol fallito da Palacio. Questa volta el Trenza fa tutto bene, aiutato anche da un rimpallo, ma poi la sua zampata all'altezza del primo palo termine fuori. Al 52' c'è il primo cambio, obbligato, per l'Inter: Hernanes deve uscire e al suo posto entra Kuzmanovic. Ennesimo problema fisico in casa nerazzurra. Un minuto più tardi Okaka scalda i guanti a Handanovic con un tiro da fuori. Il portiere sloveno si ripete poco dopo su una punizione di Gabbiadini. Al 62' la palla buona arriva a Kuzmanovic, che però cicca l'ottimo cross che gli arriva dalla sinistra. Ora l'Inter appare stanca ma il problema è che Mazzarri può fare poco o niente, visto che in panchina ha solamente una sfilza di giovani della Primavera. Nella Samp esce invece il capitano, Gastaldello, che fa spazio a Regini. Al 69' ottima occasione per Kovacic su azione di corner, ma il croato sparacchia a lato il ponte aereo di Vidic. Al 71' Mihajilovic decide di rischiare Soriano, mandandolo in campo al posto di Duncan, mentre nell'Inter entra Mbaye al posto di Obi. Nonostante l'Inter sembri poco brillante al 79' arriva un'altra occasione gigantesca ma ancora una volta, per la rabbia di Mazzarri e di tutto lo stadio, Palacio storpia il diagonale dopo essere stato liberato al tiro da Kovacic. A 4 minuti dal termine l'Inter rischia la beffa col contropiede di Okaka che serve al centro Eder, il cui tocco di prima viene alzato sopra la traversa da Handanovic. A un minuto dalla fine calcio di rigore molto discusso per l'Inter per un fallo su Kuzmanovic. L'arbitro Russo prima fa proseguire e poi dopo essersi consultato con l'assistente di porta tramite auricolare assegna il tiro dal dischetto. Romero intuisce ma il tiro di Icardi è troppo angolato ed entra in rete.

Le pagelle dell'Inter

HANDANOVIC 7. Almeno tre interventi importanti, decisivo quello su Eder.

RANOCCHIA, VIDIC e JUAN JESUS 6. La difesa nerazzurra è quasi sempre attenta in tutti i suoi interpreti. L'unica sbavatura, ma potenzialmente gravissima, è quella sul contropiede firmato Okaka-Eder che per poco non regala i tre punti alla Samp.

OBI 5. Fuori partita. Meglio dietro che avanti, dove non spinge mai come dovrebbe. Senza contare che lui, essendo mancino, per crossare deve ogni volta tornare indietro. (MBAYE 6. Sbaglia subito un controllo elementare ma poi si riprende).

HERNANES 6. Mette Palacio davanti a Romero. E' l'unico lampo, esce per problemi fisici. (KUZMANOVIC 6. Cicca un'occasione clamorosa ma ha l'indiscusso merito di guadagnarsi il rigore del successo).

MEDEL 6. Controlla che tutto fili liscio.

KOVACIC 7. E' l'unico a illuminare una platea piuttosto grigia. Le sue accelerazioni, specie nel primo tempo, sono devastanti. Mette almeno tre volte Palacio e Icardi in condizione di segnare. Sparisce un po' nella ripresa ma quando ha la palla è quasi sempre ispirato. (KHRIN s.v.)

DODO' 5. Spinge molto ma quasi sempre senza costrutto. Perde tantissimi palloni.

PALACIO 4. Sbaglia almeno tre gol clamorosi. Irriconoscibile.

ICARDI 6,5. Un'intera gara in ombra, ma trasforma con freddezza assoluta il rigore del successo.

ALL. MAZZARRI 6,5. Fa quello che può con una rosa ridotta ai minimi termini e coglie una vittoria importantissima, la seconda consecutiva su rigore e senza subire reti. La solidità prima di tutto, ma stavolta l'Inter non gioca nemmeno male e causa la prima sconfitta stagionale a una Sampdoria quadrata e pericolosa in contropiede.

Tags:
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