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Sport

di Alberto Foà

Oggi è giorno di marchette e autopompe. Eccomi quindi a scrivere del “Processo di Biscardi”, trasmissione storica della tv italiana che quest’anno soffia sulla 34ma candelina e che da ben 11 edizioni caritatevolmente ospita il “Borsino di Foà”, che come dice il titolo della rubrica è poi il mio. Bene, cioè male, perché ci sarebbe da domandarsi in quale altro Paese della Terra, isole, architetti e satelliti compresi, un programma televisivo – per giunta sul calcio – potrebbe mai restare tanto sulla cresta dell’onda, senza cambiare di una virgola formula e format, ma benissimo – e meglio per me, che almeno uno straccio di lavoro la domenica notte lo tengo da fare, sai che barba sempre sesso e piacere - se si guarda all’incredibile successo dell’Aldone nazionale in ogni dove, inteso come canale, governo e meteo.

aldo biscardi ape

A proposito di bene e male, nel male e nel bene il Processo non è solo la trasmissione più longeva al mondo ma anche la più imitata o meglio – cioè peggio – con più tentativi d’imitazione, perché il Processo di Biscardi è inimitabile per chiunque non abbia un Biscardi nel motore. E di Biscardi, credetemi, ce n’è uno, pure trino se volete contare i figli Maurizio e Antonella che comunque lavorano per lui e con lui e non certo con chi tenta di scimmiottarlo. Tutta colpa, cioè merito, dell’attaccamento al progetto di Biscardi stesso che ancora oggi, all’età in cui potrebbe pensare a coltivare i fiori nella villa di campagna, lavora tutto il giorno in cerca di sguub e polemiche da rifilare al pubblico, per il quale, senza distinzioni di status e – incredibile – tifo, ha una sorta di venerazione. Ricambiata. Vero, ogni tanto sembra di rivivere la commedia dell’arte, ma a voler dare a Cesare quel che è di Cesare, il Processo è specchio della società – a volte anche delle brutture del calcio stesso – ma, appunto a differenza di Cesare è ancora vivo e vegeto e anche in questa stagione ne sentiremo e vedremo delle belle. “Format che vince non si cambia” dice Aldo, forte dei successi ottenuti prima in Rai, poi su Telepiù, Montecarlo, La7 e 7Gold (dove ha fatto la fortuna di concessionari ed emittenti) ma intanto la notizia è che cambia ancora teleschermi.

Da lunedì infatti (20.45) va in onda a T9, televisione romana presieduta da Rosabianca Caltagirone, con la direzione generale di Tiziana Viscoli e la regia di Alberto Gangi ma il Processo verrà trasmesso anche su altre emittenti e sulla piattaforma Sky, in contemporanea e, come sempre, in diretta. Ancora qualche giorno prima di svelare il nome della valletta, anche se i bene informati vociferano di Ilaria Pirri, giovane attrice e fotomodella capitolina oppure di altre ragazze comunque “inedite” per la televisione. Insomma, con il campionato riparte il Processo. O meglio, viceversa: buona moviola a tutti…

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