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Infantino “latin lover”, il Telegraph accusa: “All’amante una buonuscita a sei cifre”. Nuova bufera sulla FIFA

La stampa britannica rilancia le accuse sulla presunta relazione con una collega ai tempi della Uefa. Un portavoce: “Ricostruzioni false e diffamatorie”

Infantino “latin lover”, il Telegraph accusa: “All’amante una buonuscita a sei cifre”. Nuova bufera sulla FIFA

Infantino, il Telegraph: “All’amante una buonuscita a sei cifre”. Ma il Presidente della FIFA nega

Non sembra esserci pace per Gianni Infantino. Il presidente della Fifa è finito nuovamente nel mirino della stampa britannica per una vicenda risalente agli anni in cui era segretario generale della Uefa. Secondo quanto ricostruito dal Daily Telegraph, l’allora dirigente avrebbe avuto una relazione con una dipendente dell’organizzazione europea del calcio e avrebbe favorito la sua carriera. La donna, secondo il quotidiano britannico, sarebbe stata promossa durante la presunta relazione, ottenendo anche un aumento dello stipendio. Dopo la sua uscita dalla Uefa avrebbe poi ricevuto una somma a sei cifre. Sky News parla di un pagamento di fine rapporto, mentre il Telegraph lo collega alla vicenda personale tra i due.

Secondo ulteriori dettagli riportati dalla stampa italiana e internazionale, alla donna sarebbe stato inoltre finanziato un Master in business administration. La Uefa avrebbe confermato l’esistenza dei pagamenti, sostenendo che fossero conformi alle regole allora in vigore. Le accuse, però, sono state respinte senza mezzi termini da Infantino. Un portavoce del presidente della Fifa ha dichiarato a Sky News che Infantino “nega con forza ogni addebito” e considera le ricostruzioni “del tutto false e diffamatorie”.

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La nuova polemica arriva in un momento particolarmente delicato per Infantino. Il numero uno del calcio mondiale è già alle prese con le conseguenze del controverso progetto che prevedeva di aprire a investitori privati una quota di una nuova società incaricata di gestire commercialmente il Mondiale e altre competizioni. L’idea aveva provocato una dura reazione soprattutto in Europa, con la Uefa arrivata a minacciare il boicottaggio di eventi Fifa. Dopo le proteste, Infantino ha fatto marcia indietro e il progetto è stato abbandonato. La vicenda ha però lasciato strascichi pesanti sulla sua leadership, alimentando dubbi sulla gestione della federazione e sui suoi rapporti con alcuni dei suoi interlocutori politici e finanziari.

A rendere il quadro ancora più complicato è il tema della successione alla presidenza Fifa. Infantino è stato rieletto nel 2023 per il quadriennio 2023-2027, ma le polemiche delle ultime settimane hanno riaperto interrogativi sulla sua posizione e sul consenso di cui gode all’interno della federazione.

Dalla Uefa alla Fifa

Infantino, svizzero di origini italiane, è arrivato ai vertici del calcio internazionale dopo una lunga carriera nella Uefa. Entrato nell’organizzazione nel 2000, ne è diventato segretario generale nel 2009, prima di essere eletto presidente della Fifa nel 2016 dopo lo scandalo che travolse la precedente gestione di Sepp Blatter. Da presidente ha guidato una profonda trasformazione del calcio mondiale: tra le principali decisioni del suo mandato ci sono l’allargamento del Mondiale maschile a 48 squadre e quello del Mondiale per club a 32 partecipanti.

Ma proprio l’espansione commerciale e politica della Fifa è diventata uno dei tratti più controversi della sua gestione. Negli ultimi anni Infantino ha costruito rapporti stretti con numerosi leader politici internazionali, tra cui Donald Trump, una vicinanza che ha alimentato ulteriori discussioni sull’indipendenza dell’organizzazione calcistica. Ora, alle polemiche sulla gestione della Fifa, si aggiunge una vicenda personale risalente a oltre un decennio fa. Accuse che Infantino respinge, ma che contribuiscono ad alimentare una fase particolarmente difficile per il presidente del calcio mondiale.

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