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Sport
Inter ok con gli azeri, ma San Siro (tranne la Curva) fischia

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Mazzarri applaude e alza il pollice verso la Curva Nord. E' questa l'immagine più bella di una serata dove regna la noia e nella quale, oltre a un'Inter piuttosro sparagnina, a vincere sono proprio i ragazzi della curva. Dopo la disfatta col Cagliari non era facile rialzarsi e i nerazzurri hanno giocato molto contratti. La vittoria è arrivata grazie al sostegno della curva, che non ha fatto mai mancare il tifo verso una squadra spaurita e impietosamente fischiata dal resto dello stadio.

LE SCELTE – Mazzarri opera un ampio turnover dopo la disastrosa gara di domenica scorsa contro il Cagliari. In porta ci va Carrizo, con capitan Ranocchia che riprende il suo posto in mezzo alla difesa al posto di Vidic. A centrocampo M'Vila davanti alla difesa al posto di Medel, Kuzmanovic e Hernanes interni con D'Ambrosio e Nagatomo sulle fasce. In attacco c'è Guarin in appoggio a Icardi. Solo panchina per Osvaldo e Palacio. I misteriosi azeri del Qarabag sono sulla carta l'avversario giusto per ripartire dopo la prima sconfitta stagionale. Alla lettura delle formazioni sonori fischi per Walter Mazzarri. Il feeling tra il mister livornese e San Siro continua a non arrivare. Con Thohir tornato in Indonesia, in tribuna c'è anche l'ex presidente Massimo Moratti.

PRIMO TEMPO – L'Inter, che si presenta con la terza maglia interamente azzurra, non riesce a mettere paura al Qarabag, che ripartono spesso e neppure male. È loro il primo calcio d'angolo della partita all'ottavo minuto. Gli azeri, schierati con un 4-2-3-1 ordinato e che diventa 4-5-1 in fase di non possesso, fanno subito capire che chi si aspettava un'altra scampagnata in stile Stjarnan resterà deluso. Il pubblico comincia a spazientirsi al 13' dopo una folle rimessa laterale che mette in azione il centravanti avversario Reynaldo, che si va però a schiantare contro Juan Jesus. Al primo break però, al 18', l'Inter trova il vantaggio e lo fa con uno splendido destro a giro di D'Ambrosio che si avventa su una respinta corta della difesa azera e spedisce la palla sotto l'incrocio dei pali opposto. Niente da fare per Sehic e, incredibile a dirsi, vantaggio a sorpresa dei nerazzurri. Al 21' Ranocchia con una volée su cross di Hernanes sfiora la traversa. A questo punto il Qarabag sembra subire il contraccolpo e il pallino della gara passa nelle mani di un'Inter comunque non scintillante. Le azioni degne di nota sono davvero poche e la squadra di Mazzarri appare ancora piuttosto contratta. Al 42' Guarin non riesce a concludere dopo che al portiere Sehic scappa il pallone in area di rigore. Un minuto dopo clamorosa occasione per il Qarabag, con Reynaldo che dopo un veloce capovolgimento di fronte da un corner per l'Inter si presenta da solo davanti a Carrizo ma allarga troppo il tiro con l'esterno destro. La curva Nord continua a incitare la squadra ma dal resto dello stadio arrivano fischi sonori, che rischiano di dare un po' di fiducia agli azeri.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa il ritmo lento non cambia. La prima conclusione arriva al 14' con un bolide di Icardi che Sehic riesce ad alzare sopra la traversa. Al 16' ecco il primo cambio con Medel che prende il posto di un (ancora) deludente Kuzmanovic. Al 20' Mazzarri manda in campo la seconda punta, con Osvaldo che rileva uno spento e confusionario Guarin. Al 28' Hernanes si fa male cadendo male su un colpo di testa sbagliato e deve uscire in barella. Al suo posto entra Obi. Al 36' la "premiata" ditta Juan Jesus-Carrizo rischia di combinarla grossa con il portiere che non controlla al meglio un retropassaggio piuttosto avventuroso del difensore brasiliano ma nessun azero ne approfitta. Due minuti dopo occasione colossale per Icardi che, servito dentro l'area sparacchia a lato davanti al portiere avversario. Al 42' però l'argentino non sbaglia e conclude con un bel diagonale sul secondo palo un contropiede orchestrato da Osvaldo. È il 2-0.

Le pagelle dell'Inter

CARRIZO 5,5. Non viene mai impegnato dagli attaccanti avversari e allora ci pensa il retropassaggio di Juan Jesus a mettere un po' di pepe nella sua serata.

ANDREOLLI 5. Sbaglia molto, moltissimo in fase d'appoggio. E anche senza palla non dà mai sicurezza.

RANOCCHIA 6. Il capitano torna titolare e se la sbriga meglio dei compagni di reparto.

JUAN JESUS 5,5. Molto nervoso e molto impreciso. Rischia la frittata con quel retropassaggio a Carrizo

NAGATOMO 5. Il giapponese si è smarrito. Molle dietro e timido davanti.

KUZMANOVIC 5. Altra prova incolore del serbo che da quando è arrivato in nerazzurro non è mai riuscito a produrre prestazioni significative. (MEDEL 6. Porta un po' di brio in un centrocampo lento e monotematico).

M'VILA 5,5. Parte abbastanza bene e poi si spegne. La sua regia scolastica non elettrizza. Saltato da Reynaldo nell'occasione più importante per il Qarabag.

HERNANES 5. Ancora una volta nell'ombra. Mai incisivo davanti, poco presente in mezzo al campo. (OBI s.v.)

D'AMBROSIO 6,5. Segna un bellissimo gol, il suo terzo in Europa League ed è l'unico a giocare con la necessaria grinta.

GUARIN 5. La spinta propulsiva del rientro col Sassuolo sembra essersi già esaurita. Non si trova nel ruolo di seconda punta. Confuso, non fa mai girare il pallone anche quando dovrebbe. (OSVALDO 6,5. Entra bello pimpante, andando a pressare i difensori azeri che così si scopre non siano eccelsi tecnicamente. Offre a Icardi il pallone del raddoppio).

ICARDI 6. Strappa la sufficienza solo per il gol. Negli 85 minuti precedenti era stato avulso dal gioco e quasi irritante.

ALL. MAZZARRI 6. La noia a San Siro regna sovrana per lunghi, anzi lunghissimi tratti. Ma l'obiettivo della serata era rialzarsi dopo la roboante sconfitta col Cagliari. Missione compiuta. Per il resto, si prega di ripassare.

CURVA NORD 10. Presenza davvero importante. L'ala più calda del tifo nerazzurro si fa sentire per tutta la gara e resta vicina a una squadra malata mentre il resto dello stadio, senza pensare alle possibili conseguenze, fischia per quasi tutta la gara.

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