Occasione sciupata per l’Inter. I nerazzurri di Conte pagano il conto di un primo tempo molto negativo, forse il peggiore della stagione finora, e non riescono a superare il Parma in campo e la Juventus (bloccata dal pareggio a Lecce) in classifica. A pesare due clamorosi errori in fase di costruzionee da parte di Brozovic che hanno portato ai due gol del Parma ma soprattutto la stanchezza psicofisica accumulata da una rosa fin troppo ristretta, come denunciato a fine gara dallo stesso Conte.
INTER PARMA, FORMAZIONI
Antonio Conte tiene a riposo De Vrij, uscito malconcio dalla sfida di Champions contro il Borussia, e lancia Godin come centrale della difesa a tre, completata da Skriniar e Bastoni. Rispetto alla sfida ai tedeschi resta fuori anche Asamoah per fare spazio a Biraghi. Per il resto nessun turnover nonostante si giochi a nemmeno 72 ore di distanza dalla gara europea. D’Aversa, legato da un profondo rapporto di amicizia a Conte, deve fare a meno di entrambe le sue prime punte (Inglese e Cornelius) e lancia l’ex Karamoh nel tridente con Gervinho e Kulusevski, anche se in realtà quest’ultimo parte più arretrato in marcatura su Brozovic, individuato dal tecnico emiliano come la fonte di gioco nerazzurra, a maggior ragione senza Sensi. In difesa, dentro Dermaku centrale con Gagliolo a sinistra e Pezzella nella scarna panchina del Parma, che può contare solo su sei elementi.
INTER PARMA, PRIMO TEMPO
Il Parma inizia benissimo la gara e si rende pericoloso due volte in rapida successione con Dermaku, prima su un colpo di testa da corner e poi con un destro da fuori area respinto a mano aperta da Handanovic. Al 13′ gran lavoro di Lautaro, che protegge palla e serve l’accorrente Brozovic ma la sua botta di prima intenzione è respinta in corner da Sepe. Il Parma inizia in maniera spavalda e i suoi attaccanti sembrano poter mettere in difficoltà i difensori nerazzurri ma al 23′ passa l’Inter: su azione di corner la palla arriva a Candreva che batte da fuori area, una doppia deviazione tra Kulusevsky e Dermaku mette Sepe fuori causa. Sembra già tutto in discesa, con Brozovic che batte di nuovo verso la porta un minuto dopo, ma non è così: al 26′ su un errore in fase di disimpegno proprio del croato sulla trequarti nerazzurra si infila Karamoh che si accentra evitando Godin e batte Handanovic con un gran destro sul primo palo. Alla mezz’ora clamoroso sorpasso gialloblù, con Karamoh che approfitta di un altro errore di Brozovic, punta la difesa ancora una volta scoperta e dopo aver saltato Godin serve a Gervinho il pallone dell’1-2. La reazione nerazzurra è confusionaria: ne scaturiscono molti cross di Candreva, su uno di questi al 42′ il colpo di testa di Lautaro finisce fuori di un soffio con Sepe immobile.
INTER PARMA, SECONDO TEMPO
I nerazzurri partono a spron battuto la ripresa e dopo aver messo grande pressione al Parma trovano il pari al 51′ (anche se Chiffi convalida solo al 55′ dopo un lunghissimo check del Var) con Lukaku che mette dentro a porta vuota il centro dalla destra di Candreva, ben liberato da Brozovic. San Siro ribolle. Pochi secondi e Lautaro prende il tempo a Iacoponi ma il suo tiro a botta sicura viene deviato in corner. Al 62′ più di un dubbio in area di rigore del Parma, con Biraghi che reclama un rigore per un intervento scomposto di Iacoponi. Al 66′ un cambio per parte, con De Vrij al posto di Godin e Pezzella al posto di un infortunato Gagliolo. Al 71′ D’Aversa richiama anche un ottimo Karamoh e manda in campo Sprocati. Un minuto dopo è il momento di Esposito, che entra al posto di un confusionario Lautaro. A sette minuti dal termine Conte tenta anche la carta Politano, che entra al posto di Gagliardini. Dall’altra parte D’Aversa si copre inserendo Barillà per Gervinho. Il forcing dell’Inter ora è insistente. Al terzo dei sette minuti di recupero la volée di Esposito su corner termina fuori per questione di centimetri. Ed è ancora Esposito al 97′ ad avere la palla giusta ma il suo colpo di testa finisce alto.
INTER PARMA, PAGELLE
Handanovic 5,5 Poteva fare qualcosa in più sul secondo gol.
Skriniar 6. Un po’ meglio in fase di costruzione giocando a destra.
Godin 5,5. Incerto nel difficile primo tempo di ripartenze parmensi. Permeabile.
Bastoni 5,5. Soffre gli uno contro uno.
Candreva 7,5. Ottima partita. E il gol è solo una delle tante cose positive.
Gagliardini 6. Fa il suo.
Brozovic 4,5. Regala i due gol al Parma.
Barella 6,5. Prende il solito giallo all’inizio, poi alza continuamente il baricentro dell’Inter.
Biraghi 4,5. Davvero male. Errori tecnici talvolta imbarazzanti.
Lautaro 5. Netto passo indietro rispetto alle ultime gare.
Lukaku 6. Segna, ma sbaglia ancora tanto.
De Vrij 6,5. Incredibile per essere un difensore, ma entra per dare qualità.
Esposito 5,5. Non carichiamo troppo il ragazzo. Al 97′ sbaglia il gol del 3-2. Eccede in precedenza in un paio di occasioni.
Politano 6. Ha il merito di dare una scossa e di conquistarsi un paio di falli, ma porta troppo palla.
All. Conte 6. Primo tempo molto negativo, secondo tempo molto positivo. La rosa è ai minimi termini per quanto riguarda la qualità. Costretto a far giocare quasi sempre gli stessi nonostante gli impegni ravvicinati. Ma il suo grido di dolore a fine partita significa che ha capito che la Juventus non è (non sarebbe) così lontana. Peccato non provarci davvero.
INTER PARMA, LE PAROLE DI CONTE: “SONO PREOCCUPATO, GIOCANO SEMPRE GLI STESSI”
“Occasione mancata? Non dobbiamo guardare gli altri, ma solo noi stessi. Il primo tempo non è stato ben giocato: il Parma è stato bravo, ma noi li abbiamo facilitati. Basti guardare i due gol. Invece ho visto un ottimo secondo tempo e alla fine meritavamo di vincere. Posso dire poco ai ragazzi, è la terza partita che facciamo in 6 giorni e stanno giocando praticamente sempre gli stessi per via di alcuni problemi. Non sono sereno, non sono tranquillo da questo punto di vista”. Lo ha detto il tecnico dell’Inter, Antonio Conte a SkySport dopo il 2-2 interno con il Parma. “De Vrij, ad esempio, aveva un problema agli adduttori; Asamoah a un ginocchio. Così diventa difficile scendere in campo ogni tre giorni con una rosa ridotta ai minimi termini. Ora ripartiamo fra tre giorni a Brescia, in cui dovranno giocare ancora gli stessi per la quarta partita di seguito”, ha aggiunto Conte. “Stanchezza mentale? Giocare ogni tre giorni con gli stessi provoca un dispendio anche nervoso, certo. Ma ora dobbiamo fare di necessità, virtù. E anche noi, con la società, dobbiamo fare valutazioni e capire dove si può fare meglio. Un po’ preoccupato lo sono, visto che abbiamo altre quattro gare. Fa parte di un percorso della squadra, ma anche del club che sta cercando di costruire e fare qualcosa di meglio”.


