L’Inter saluta Sommer, Acerbi, de Vrij e Darmian alla scadenza dei contratti. Quattro addii a parametro zero, quasi 20 milioni di costi liberati e una difesa da ricostruire: il club cerca rinforzi tra pali e reparto arretrato.
Martinez eredita la porta, mentre in difesa l’Inter deve sostituire Acerbi e de Vrij
L’Inter chiude un pezzo della sua storia recente. Yann Sommer, Francesco Acerbi, Matteo Darmian e Stefan de Vrij non sono più giocatori nerazzurri. I loro contratti scadono oggi, 30 giugno 2026, e il club ha scelto di non proseguire con quattro protagonisti del ciclo di vittorie degli ultimi anni. La società campione d’Italia perde un portiere titolare e tre difensori che hanno attraversato stagioni di titoli, finali e partite di alto livello. L’addio è anche una scelta di bilancio. I quattro giocatori liberano quasi 20 milioni di euro di costi rispetto alla stagione appena conclusa, tra ingaggi lordi e ammortamenti.
Il risparmio stimato supera i 3,5 milioni di euro sul fronte ammortamenti nella stagione 2026/27. Sugli stipendi lordi, invece, il taglio supera i 16,3 milioni di euro. Il costo maggiore era quello di Stefan de Vrij, pur ormai completamente ammortizzato a livello di cartellino. Dopo l’olandese venivano Sommer e Darmian.
La porta passa a Josep Martinez. L’Inter lo aveva preso dal Genoa due stagioni fa proprio per preparare il dopo Sommer e il portiere spagnolo ha convinto la dirigenza. Il club aveva valutato anche l’idea di tornare su Guglielmo Vicario del Tottenham, ma la linea attuale porta alla promozione interna di Martinez. Ora serve un vice. Il nome di Ivan Provedel, portiere della Lazio, è tra quelli più chiacchierati. Il saluto più forte, per impatto immediato, riguarda Yann Sommer. Il portiere svizzero lascia dopo tre anni da titolare, 139 presenze e 66 porte inviolate. Nel suo percorso nerazzurro ci sono due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Nell’ultima stagione del Double ha chiuso con 15 clean sheet in 33 presenze in campionato. L’Inter ha ricordato soprattutto la sua notte contro il Barcellona, con la parata su Lamine Yamal al 9’ del secondo tempo supplementare. Nel racconto del club restano anche l’intervento su Eric Garcia, i 12 clean sheet nelle prime 17 partite di Serie A, le parate della Seconda Stella contro Napoli, Empoli, Genoa, Roma, il rigore fermato a Nico Gonzalez a Firenze e il derby di ritorno dello Scudetto. Il saluto del club è stato diretto: “Grazie, Yann: è stato bello vincere insieme!”
Con Matteo Darmian finisce una storia di sei stagioni. Arrivato nell’estate 2020, ha giocato quasi ovunque: esterno a destra, esterno a sinistra, braccetto e centrale in emergenza. Il suo esordio in nerazzurro arrivò contro il Borussia Moenchengladbach, in una stagione segnata dalle restrizioni Covid e da un San Siro senza pubblico. Darmian lascia l’Inter con 218 presenze, 13 gol, 13 assist, 3 Scudetti, 3 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. Il club ha richiamato le due reti decisive nello Scudetto numero 19, entrambe da 1-0, contro Cagliari e Hellas Verona. Due gol arrivati attaccando lo spazio dalla fascia sinistra e chiudendo sottoporta. L’ultima immagine è quella della festa Scudetto contro l’Hellas, con il numero 36 sulla lavagna luminosa e Darmian commosso davanti agli applausi del Meazza.
Francesco Acerbi era arrivato a Milano nell’estate 2022. In quattro stagioni si è preso il centro della difesa, ha vinto duelli in Serie A e in Champions League e ha lasciato due gol che l’Inter ha inserito tra le immagini più forti del ciclo recente. Il primo in nerazzurro arrivò negli ottavi di Coppa Italia contro il Parma, ai tempi supplementari, con un colpo di testa da fuori area che sorprese Gianluigi Buffon fuori dai pali. Il secondo grande fotogramma è il derby della Seconda Stella. Acerbi ha segnato contro il Milan nella stagione del ventesimo Scudetto nerazzurro, il primo della sua carriera. Poi è arrivata la notte di Champions del 2025 contro il Barcellona. Nel recupero, con i catalani avanti 3-2 e vicini alla finale, Acerbi lasciò la difesa, entrò in area e girò di destro sotto la traversa il cross di Denzel Dumfries. Corsa senza maglia, scivolata sul prato bagnato e abbraccio di 75 mila persone. Il suo percorso interista si chiude con 148 presenze, 5 gol e 6 trofei. “Grazie, Francesco: è stato bello vincere insieme!”
L’addio di Stefan de Vrij chiude la storia più lunga tra le quattro. L’olandese era arrivato otto anni fa e si era presentato con una frase diventata parte del suo racconto nerazzurro: “Mi hanno chiamato per fare un muro.” Il club gli ha affidato per anni il centro della difesa a tre, tra costruzione dal basso, marcature, duelli aerei e leadership. De Vrij ha vinto il premio di miglior difensore della Serie A 2019/20 nella sua seconda stagione interista. Ha segnato 13 gol con l’Inter, tre dei quali nel derby contro il Milan. Il primo arrivò nel 2-3 del 17 marzo 2019, vittoria utile nella corsa Champions. Il terzo, il 2 febbraio 2025, valse l’1-1 nei minuti di recupero. Il secondo resta quello del derby vinto 4-2 il 9 febbraio 2020, con l’incornata che portò l’Inter dal 2-2 al 3-2 dopo essere stata sotto 0-2.
L’olandese ha indossato anche la fascia di capitano, sia in campionato sia in Champions League. Lascia dopo 296 presenze, 13 gol, 8 assist, 3 Scudetti, 3 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane.
Ora la dirigenza deve riempire i vuoti. In porta la gerarchia è già definita con Josep Martinez titolare, ma serve un secondo portiere. In difesa l’Inter cerca almeno un centrale per sostituire due giocatori che hanno avuto minuti, esperienza e peso nello spogliatoio. I contatti per Solet dell’Udinese e Muharemovic del Sassuolo sono fermi. Per Trevoh Chalobah, seguito anche dal Como, il Chelsea chiede 35-40 milioni di euro.

