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Pazzini story: Inzaghi sulle orme (degli errori) di Allegri

Quanti stridenti cigolii, all’inizio di questo movimentatissimo e purtroppo drammaticissimo 2015!  Stragi  e lutti - in Francia e nell’ormai vicinissimo Medioriente. Commossi arrivederci (ciao Presidente Napolitano!) e stridenti cigolii in Italia e nel calcio italiano che continua a contare sempre meno. 

Nel calcio, epicentro motorio di scontri e cigolii 3 personaggi che, direttamente o indirettamente, fanno sempre capo al Milan: Pippo Inzaghi, Giampaolo Pazzini e  l’eclettico Sacchi che, da Arrigo torna a trasformarsi in quel “ ArrOgo”  (“Arrigo al rOgo”), protagonista eccelso di un mio libro di qualche anno fa.

Ma  la prima pagina spetta certamente a Pippo e al “Pazzo”. Il primo, Inzaghi, provando ripetutamente a dare il massimo dell’equilibrio alla squadra rossonera, troppo speso traballante in difesa o a centrocampo, ha finito per commettere l’identico errore che aveva ripetutamente commesso il suo predecessore Allegri, due stagioni fa: l’esclusione di Pazzini dalla formazione titolare.

Allegri aborriva (e aborrisce ) i centravanti, da Ibrahimovic per primo, a Pato,  a Inzaghi ancora  attaccante eccelso in piena attività e  allo stesso Pazzini, perché i gol PER VINCERE LO SCUDETTO (!) li pretendeva dal mediano Boateng (oggi, con qualche INCREDIBILE riserva, dal cursore di eccelsa classe Tevez ).  Il tecnico voleva e vuole (ancora oggi) al centro dell’area degli avversari della Juventus non una punta vera ma un Llorente che, spostandosi costantemente lungo le linee laterali o a metà campo, dia  al Boateng di turno, al  centrocampista che avanza cioè , la possibilità di tirare in porta.  E così nacque  l’illuminante storiella milanista delle cacciate di Ibrahimovich, di Pato, Bojan, Inzaghi, Pazzini, la “storia” vale a dire del girone d’andata giocato dal Milan nel corso del campionato  2012-2013.

Quel Milan, il Milan d’Allegri voglio dire, cominciò il girone d’andata senza un centravanti di ruolo in formazione e s’imbattè nella prima di una lunga  serie di sconfitte, 0-1 a San Siro contro la Sampdoria.
La “lezione” parve scuotere Allegri che alla seconda giornata per la partita di Bologna inserì al centro dell’attacco rossonero un certo Pazzini. Bene, il “Pazzo”segnò un gol al 16’ del primo tempo e ne firmò altri due nella ripresa, al 77’ e 85’.
Il Bologna riuscì a realizzare solo un golletto con la punta di diamante Diamanti.
Cosa si aspettavano tutti i tifosi del Milan per la successiva giornata di campionato, contro l’Atalanta a San Siro?
  Che, naturalmente , venisse richiamato Pazzini al centro dell’attacco. Invece no,  Allegri escluse ancora Pazzini  e il Milan perse in casa per 0-1. E perse ancora senza Pazzini anche la partita successiva di Udine per 1-2. Ma la cosa più allucinante è che Pazzini fu escluso dai primi tempi di tutte le partite del girone d’andata meno 4.  Ebbene solo nelle partite, con Pazzini al centro che segnava personalmente e faceva segnare i compagni, il Milan è riuscito a far gol già nel primo tempo ed a battere anche il Chievo per 5-1 e il Pescara per 4-1.  Durante il girone d’andata di tutte le altre partite del Campionato, il Milan, senza Pazzini, non è riuscito a segnare neppure un gol. Al contrario, durante il girone di ritorno, con Pazzini centravanti fisso in squadra  ed El Shaarawi al fianco (autore di16 gol), il Milan è riuscito a giocare un girone di ritorno tanto eccellente da conquistare (insperatamente) la qualificazione  alla Champions League. E fù così che Pazzini, liberato (dall’alto?) finalmente dagli ostracismi di Allegri, riuscì a strappare 37 presenze e 16 reti.
Da questa illuminante storia dunque quali conclusioni può trarre il rampante e intelligentissimo Inzaghi?
Mi sembra ovvio, il suo Milan è una splendida macchina da gol, una squadra d’attacco che può mostrare mirabilie ai suoi tifosi se comincia a credere fermamente in se stessa e nei suoi giocatori migliori. Nel mondo del calcio ma anche nei luoghi comuni della vita di tutti i giorni, si usa dire che “ la migliore difesa è l’attacco!”  Non abbia paura quindi Pippo di qualche cigolio della difesa! Abate e De Sciglio (quest’ultimo quando sarà guarito dagli acciacchi al piede e avrà ritrovato la forma migliore) sono i due  difensori fluidificanti di fascia (così si chiamavano una volta i Facchetti, i Maldera, i Cabrini) più scattanti ed abili d’Italia, titolari della Nazionale Azzurra.

Mexes e Alex o Bonera o Zapata o Rami possono reggere dignitosamente i colpi offensivi avversari se protetti dall’ottimo centrocampista intenditore De Jong a sua volta supportato dall’eclettico regista Montolivo, nonché dai ritorni alternati degli esterni Cerci ed El Shaarawi.
In sostanza il Milan potrebbe far paura a chiunque se avesse il coraggio di giocare  con un 4–2-3-1 (scusate lo sproloquio di numeri ma oggi se non si danno i numeri come Sacchi ha purtroppo insegnato, si passa per incompetenti! ) interpretato da: Abate, Mexes, Alex, De Sciglio; Montolivo e De Jong; Cerci, Menez e El Shaarawy; Pazzini.
Certo, forse  qualche partita potrebbe perderla ancora questo Milan, ma nessuno si scandalizzerebbe se, proprio per evitare il peggio,  Pippo ritenesse  opportuno  ricorrere, in  qualche occasione, alla sostituzione di un attaccante con uno dei più giovani e ormai agguerriti centrocampisti  presenti  in panchina. E soprattutto se, proprio per evitare i cigoli della difesa in occasione dei calci d’angolo avversari, invitasse a retrocedere in piena area milanista proprio Pazzini. Il “Pazzo” è fortissimo di testa ed è abile stratega. Potrebbe costituire la soluzione dei problemi difensivi del Milan in occasione dei calci piazzati avversari!

Concludo con “Arrogo” che domenica 11 Gennaio, su la  ”Gazzetta sportiva”, se l’è presa con le “vecchie glorie” che arrivano in più squadre come  “salvatori della Patria”, durante il calcio-mercato invernale. A dimostrazione del suo assunto contro le “Vecchie glorie”,  Sacchi ha ricordato gli anni 50-60, citando “i vari Schiaffino, Nordahl, Sivori, Altafini che a fine carriera andavano a prendere gli ultimi soldi sfruttando il proprio passato e l’ignoranza altrui”.

Questa è proprio imperdonabile, caro “ArrOgo”. Ancora oggi ci sono vecchi tifosi del Napoli e della Juventus che ricordano con  nostalgia le ultime grandi, spettacolari  “giocate” di eccezionali fuoriclasse quali Schiaffino, Sivori e Altafini nonché di Riva (che non ha mai lasciato il Cagliari ), Boninsegna, Mancini e Baggio che fece diventare uno squadrone un Bologna obbiettivamente molto carente ( come le classifiche dimostrarono dopo il suo trasferimento al Brescia) e tenne spettacolarmente in serie A lo  stesso  Brescia per più anni.
Quando Baggio lasciò il Brescia e smise di giocare, la squadra bresciana retrocesse in serie B!        
                                                          

David Messina


 

Tags:
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