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Italia, la panchina azzurra parla italiano: il Mago Herrera fu l’ultima eccezione. Tutti i ct stranieri della Nazionale

Goodley, Garbutt e Rietmann operarono nelle commissioni tecniche. Czeizler fallì al Mondiale 1954, Herrera lasciò dopo quattro gare.

Italia, la panchina azzurra parla italiano: il Mago Herrera fu l’ultima eccezione. Tutti i ct stranieri della Nazionale
Helenio Herrera (Foto Lapresse)

La FIGC ha affidato la Nazionale a pochissimi tecnici nati fuori dall’Italia. L’ultima esperienza risale al 1966-1967, quando Helenio Herrera affiancò Ferruccio Valcareggi per quattro partite. Prima del Mago c’erano stati soprattutto membri stranieri delle vecchie commissioni tecniche.

Goodley, Garbutt, Rietmann, Czeizler e Herrera: i nomi stranieri nella storia azzurra

Sport Mediaset ha ricostruito i rarissimi incarichi affidati a tecnici stranieri nella storia della Nazionale italiana. L’ultimo nome è quello di Helenio Herrera, inserito dalla FIGC al fianco di Ferruccio Valcareggi dal 1° novembre 1966 al 27 marzo 1967. Da allora sono trascorsi quasi sessant’anni senza un altro commissario tecnico straniero.

La guida degli azzurri ha attraversato tre modelli. Nei primi decenni decidevano le commissioni tecniche, organismi collegiali incaricati di convocare i calciatori, scegliere la formazione e preparare le partite. In seguito la Federazione privilegiò allenatori cresciuti nei propri quadri. Con Arrigo Sacchi, nominato nel 1991 dopo i successi ottenuti con il Milan, arrivò un tecnico reduce direttamente da una grande esperienza nei club.

Il primo straniero presente negli organismi federali fu l’inglese Harry Goodley, conosciuto anche come Henry. Entrò in una commissione tecnica il 17 marzo 1912 e ricomparve negli organismi nominati tra dicembre 1912 e giugno 1913. In una prima fase lavorò con Umberto Meazza; successivamente la FIGC affidò a un altro inglese, William Garbutt, la qualifica di “allenatore”.

Garbutt, arrivato in Italia per lavorare al porto di Genova e poi diventato l’allenatore che rivoluzionò il Genoa, guidò gli azzurri sul campo in sei partite tra il maggio 1913 e il maggio 1914. Il bilancio fu di tre vittorie, due pareggi e una sconfitta. L’Italia batté Belgio, Francia e Svizzera, pareggiò contro Austria e Svizzera e perse a Vienna contro gli austriaci. Nella seconda commissione che lavorò con Garbutt comparve anche lo svizzero Hugo Rietmann. L’Italia pareggiò 1-1 a Genova contro la Svizzera il 5 aprile 1914 e vinse 1-0 a Berna il 17 maggio. Rietmann tornò nella commissione tecnica dopo la Prima guerra mondiale e partecipò alla preparazione della partita del 13 maggio 1920 contro l’Olanda, terminata 1-1. Giuseppe Milano svolgeva il ruolo di allenatore.

La FIGC tornò ad affidarsi a uno straniero oltre trent’anni dopo. Dal 13 novembre 1953 al 23 giugno 1954, l’ungherese Lajos Czeizler lavorò con Angelo Schiavio nella commissione tecnica, mentre Silvio Piola seguiva la squadra come allenatore. Le prime quattro partite portarono altrettante vittorie. L’Italia superò due volte l’Egitto nelle qualificazioni mondiali, poi batté la Cecoslovacchia in casa e la Francia in trasferta. I risultati cambiarono al Mondiale del 1954 in Svizzera. La formula del torneo prevedeva che le due teste di serie del girone non si affrontassero tra loro. Lo stesso valeva per le altre due squadre. Gli azzurri persero 2-1 contro la Svizzera, vinsero 4-1 contro il Belgio e tornarono ad affrontare i padroni di casa nello spareggio. La seconda partita finì 4-1 per gli svizzeri e chiuse il Mondiale dell’Italia.

L’ultimo esperimento arrivò dopo il fallimento al Mondiale inglese del 1966. La Federazione chiamò Helenio Herrera, che con l’Inter aveva già conquistato due Coppe dei Campioni, e lo affiancò a Ferruccio Valcareggi. La coppia rimase in carica per quattro incontri. L’Italia vinse contro Unione Sovietica, Romania e Cipro e pareggiò con il Portogallo. Il bilancio complessivo fu di tre vittorie, un pareggio e nessuna sconfitta, con una media di 2,5 punti a partita secondo il calcolo attuale. Valcareggi proseguì da solo, vinse l’Europeo del 1968 e raggiunse la finale del Mondiale 1970.

Herrera lasciò perchè al coinvolto in un’inchiesta sul doping. Il Mago aveva già allenato la Spagna tra il 1959 e il 1962, prima dell’esperienza italiana. Dopo il 1967 rimase alla guida dell’Inter e nell’estate del 1968 firmò con la Roma.

Tra tutti i nomi stranieri comparsi negli organigrammi azzurri, Czeizler e Herrera furono quelli con i maggiori poteri tecnici. Goodley, Garbutt e Rietmann operarono invece nel sistema delle commissioni, dove le responsabilità venivano distribuite tra dirigenti, selezionatori e allenatori. La direzione opposta si è rafforzata negli ultimi anni. Al Mondiale 2026 tre allenatori italiani hanno guidato nazionali straniere: Carlo Ancelotti il Brasile, Vincenzo Montella la Turchia e Fabio Cannavaro l’Uzbekistan.

Nessun commissario tecnico straniero ha mai vinto il Mondiale alla guida di una nazionale diversa da quella del proprio Paese. Agli Europei ci riuscì invece il tedesco Otto Rehhagel, che nel 2004 portò la Grecia al titolo battendo il Portogallo padrone di casa in finale. Fu il primo allenatore straniero a conquistare il torneo continentale.

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