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Italia, Malagò conferma i contatti con Guardiola: la FIGC può fare un’eccezione sul budget. Le parole

Nell’intervista a Cronache di Spogliatoio il presidente FIGC racconta il lavoro di Maldini e Leonardo sul commissario tecnico

Italia, Malagò conferma i contatti con Guardiola: la FIGC può fare un’eccezione sul budget. Le parole
Giovanni Malago (Foto IPA)

In un’intervista a Cronache di Spogliatoio, Giovanni Malagò conferma il dialogo con Pep Guardiola per la panchina dell’Italia. La FIGC deve contenere i costi, ma per l’allenatore è pronta a valutare una deroga al budget.

Maldini e Leonardo hanno già avviato i colloqui anche con altri profili per la Nazionale

Nell’intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio, che andrà in onda integralmente oggi, Giovanni Malagò conferma che la FIGC sta cercando di portare Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale: “Stiamo parlando con Guardiola. C’è un budget, ma per lui si può fare un’eccezione”, ha dichiarato il nuovo presidente federale nelle anticipazioni dell’intervista.

La scelta del commissario tecnico sarà condivisa con Paolo Maldini, nominato direttore tecnico e presidente del Club Italia, e con Leonardo, che lo assisterà nel nuovo incarico. Malagò ha spiegato di aver cambiato il metodo seguito in passato, quando il presidente della Federazione decideva personalmente il nome dell’allenatore: “Ho capovolto la clessidra. Quando sono stato eletto sono andato a guardare i ragionamenti fatti finora, peraltro non per forza sbagliati, e cioè che il presidente federale si assume da solo la scelta del commissario tecnico con quello che volevo e doveva essere il mio primo obiettivo. Durante la campagna elettorale ho sempre detto a Paolo che poi l’avrei chiamato: mi diceva di chiamarlo, ma nulla di più. Sapevo quanto fosse particolare la gestione della persona e del personaggio: il capello lo si spacca in due, poi in quattro e via dicendo. Molte delle sue domande richiedevano uno studio. Si può indovinare il commissario tecnico, come pure lo si può sbagliare. Però prima vanno sviscerate delle tematiche: ho impegnato due settimane, poi ci siamo abbracciati con lui e Leonardo”.

Il confronto con Maldini è durato due settimane. Dopo l’accordo, l’ex dirigente del Milan e Leonardo hanno iniziato a lavorare a Coverciano, intervenendo anche sull’organizzazione delle Nazionali e sul collegamento tra le diverse selezioni.

L’ingresso di Leonardo ha sorpreso una parte dell’ambiente federale, ma non Malagò: “Per me no – risponde Malagò -. Sono due facce della stessa medaglia: uno parte con un’idea e l’altro la sviluppa. Sono partiti a mille all’ora, sono andati subito a Coverciano, dove hanno cominciato a rivoluzionare qualcosa di formidabile ma molto statico. Da lì parte tutto il concetto della filiera”.

Malagò ha escluso che la presidenza possa imporre a Maldini e Leonardo un allenatore già scelto. Il nome dovrà essere il risultato del lavoro comune tra il vertice federale e la nuova area tecnica: “Se tu scegli un direttore generale, un amministratore delegato e gli dai un incarico e magari lui ha vinto le sue non resistenze, le sue riflessioni che potevano essere potenzialmente contrarie perché questa parola gli ha dato fiducia, tu non puoi arrivare lì e dici: ‘Prendiamo Mario Rossi o prendiamo Giorgio Bianchi’. Questo nome deve essere frutto di qualcosa che hai in comune. Ci sono anche degli aspetti finanziari, aspetti di budget. Sul breve/medio insomma, insomma, dire che c’è da stringere i denti e la cinghia è dire poco. Però si son fatte delle eccezioni. Delle eccezioni che ad esempio possono riguardare il nome che, diciamo, in queste ore è così prepotente. Guardiola? Sì. Eccezioni per ovvi motivi che non sto qui a spiegare. Non è detto che questa cosa vada in porto, però credo comunque che sia stato giusto e importante aprire un dialogo e tenerlo vivo, tenerlo caldo. Non è assolutamente una mancanza di rispetto nei confronti di altri soggetti. Perché sugli altri soggetti il confronto è già partito. Poi uno può puntare su qualcuno che sia – consentitemi – a livello generazionale più di un’altra scuola, chiamiamola recente. Entriamo nel campo soggettivo”.

La FIGC deve contenere le spese nel breve e medio periodo, ma considera Guardiola un profilo per il quale si può aumentare l’investimento. Malagò non garantisce la conclusione dell’operazione, mentre conferma che sono già cominciati i confronti con altri allenatori.

Tra i nomi circolati figurano anche Roberto Mancini e Andrea Pirlo. Il presidente federale ha però escluso che la ricerca sia limitata a questi due candidati e a Guardiola: “No, nel modo più assoluto non va ristretto proprio perché se si ragiona su un profilo i nomi di cui si parla rientrano nell’ambito di queste categorie di profili”.

Maldini e Leonardo continueranno quindi a esaminare più candidature. Guardiola resta l’unico nome per il quale Malagò ha già dichiarato pubblicamente la disponibilità della FIGC a superare il budget iniziale.

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