Il tracollo dell’Italia ha un peso enorme non soltanto a livello sportivo, ma anche economico
Il tracollo dell’Italia ha un peso enorme non soltanto a livello sportivo, ma anche economico. E’ un vero e proprio fallimento, se si considerano già le altre due mancate partecipazioni e il totale di 16 anni (se dovessimo qualificarci nel 2030) passati senza vivere un Mondiale e tifare per i colori azzurri.
I 120’ di Zenica più calci di rigore hanno decretato la Bosnia come qualificata in America dal prossimo giugno, l’inferno creato dal Bilino Polje si è sentito e ha impattato eccome sulla prestazione degli azzurri, rimasti in 10 uomini per praticamente 90’ (considerando i supplementari).
Il disastro economico – La finale di Zenica valeva la bellezza di 30 milioni per le casse della Figc, che senza qualificazione li vede mandare tutti in fumo. Ricavi che sarebbero stati reinvestiti su tutto il sistema calcistico italiano. Non solo perché Adidas è un brand molto importante e strategico per il mercato americano: il lancio della nuova maglia azzurra, rilasciata a novembre, ha portato grandi introiti e con la qualificazione dell’Italia al Mondiale ci si aspettava di incrementare esponenzialmente questo fattore.
Inoltre, dovremo aggiungerci circa 10 milioni di malus negli accordi con gli sponsor che, naturalmente, giocano al ribasso con alcune clausole specifiche in caso di mancato accesso alla manifestazione più importante per nazionali.
In questo contesto, subentra in gioco anche la Fifa stessa che conferisce un premio alle nazioni che riescono a strappare la partecipazione alla rassegna iridata, ovviamente proporzionato a tutti i risultati maturati durante i gironi di qualificazione.
Come distribuiscono il denaro per i gironi – Tra il solo fatto di esserci e i costi di preparazione arriviamo a 9 milioni di euro, ai quali chiaramente si dovrebbero aggiungere i proventi di come va la nazionale al Mondiale: dunque 11 milioni spettano a chi supera la fase a gironi, 18 milioni per arrivare ai quarti fino ai 45 milioni netti totali per la nazionale campione del Mondo. L’Argentina arriverà in USA da campione in carica.
Infine, naturalmente, dobbiamo citare che la nostra ultima partita giocata ad un Mondiale risale all’edizione brasiliana del 2014 quando fummo capaci di segnare 2 reti in 3 partite tra Inghilterra, Costa Rica e Uruguay, venendo eliminati proprio da questi ultimi. L’ultima rete di un azzurro porta la firma di Mario Balotelli.
Chissà se in queste ore il Consiglio Federale propenderà per qualche soluzione drastica (ma inevitabile) all’interno del proprio organico.

