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La Fiorentina non brilla ma con Rossi batte il Sassuolo - Una Fiorentina non bella ha avuto la meglio su un ordinato Sassuolo, sul pessimo manto erboso del Mapei Stadium di Reggio Emilia, portandosi a meno 3 dal Napoli e, dunque, dalla zona Champions League. I viola, supportati dal leader dei Ds Matteo Renzi, presente in tribuna, al fianco del ministro Graziano Delrio, sono apparsi a tratti irriconoscibili, ritrovando pero' lo smalto di questo campionato nell'ultimo quarto d'ora di gioco. Gli ultimi minuti della gara sono comunque bastati ai gigliati, grazie anche al 14.mo sigillo di Rossi, per avere la meglio, per 1-0, sugli emiliani, sistemati discretamente a difesa di Pegolo, ma decisamente poco incisivi in attacco.

Nei padroni di casa, privi degli infortunati Terranova, Gomes e Schelotto, dello squalificato Magnanelli e di Acerbi (sospeso per doping), Eusebio Di Francesco si e' affidato al 3-5-2, con Marzorati, Bianco e Antei in difesa, Gazzola, Marrone, Chibsah, Longhi e Ziegler in mediana e il duo Zaza, Berardi in avanti.Negli ospiti, orfani degli indisponibili Gomez, Hegazi, Rodriguez, Rebic e Alonso e dello squalificato Cuadrado, Vincenzo Montella ha optato per il modulo 4-3-3, con Tomovic, Compper, Savic e Pasqual sulla linea difensiva, Ambrosini, Aquilani e Borja Valero a centrocampo e Vargas ed Ilicic a sostegno di Rossi. Il primo tiro in porta del match e' giunto al 5', a firma di Berardi, che ha concluso debolmente, con sfera fra le braccia di Neto. La risposta dei viola e' arrivata al 33', con un tiro violento di Ilicic dal limite dell'area bloccato da Pegolo. A seguire, al 40', gli emiliani si sono resi pericolosi con Zaza, bravo a saltare Savic e a incrociare verso la porta degli ospiti, coperta pero' bene da Neto.

Nella ripresa la sfida e' stata piu' vibrante. Al 5' Rossi ha calciato alle stelle da buone posizione. All'8' Neto ha sbagliato un semplice stop, creando diversi brividi a supporter dei viola, prima di salvarsi con un inaspettato tunnel ai danni di Ziagler. Al 19', poi, Borja Valero, dopo uno svarione difensivo dei padroni di casa, ha mancato il bersaglio da buona posizione. Tre minuti dopo Marzorati ha calciato bene dal limite dell'area, mandando pero' la sfera al lato. A questo punto si e' acceso Rossi e, con lui, la Fiorentina. Al 34' Pegolo ha negato il gol al capocannoniere della serie A con un intervento prodigioso su un destro angolatissimo del toscano. Sui susseguenti corner prima l'estremo difensore degli emiliani ha detto no anche ad Ambrosini e poi Aquilani ha calciato alto da due passi. La rete decisiva e' arrivata subito dopo, grazie a Rossi, che ha battuto l'incolpevole Pegolo con un altro tiro di destro molto violento. A due minuti dal termine, infine, Ilicic ha colpito a botta sicura da breve distanza, ma ha colpito in pieno il palo. Il 2-0 pero' sarebbe stato uno score troppo severo per il Sassuolo e troppo positivo per i viola visti oggi. La Roma torna alla vittoria, poker di reti al Catania - Troppo debole il Catania per mettere i bastoni tra le ruote alla Roma. I giallorossi, sempre piu' secondi in classifica dopo il pari di ieri del Napoli col Cagliari, 'asfaltano' gli etnei per 4-0 regalando all'Olimpico, soprattutto nella ripresa, gol e spettacolo nell'ultima del 2013. E la consapevolezza che, se il campionato resta ancora aperto, il merito e' tutto loro.

Senza gli squalificati De Rossi e Strootman e gli infortunati Borriello, Balzaretti e Caprari, Garcia ridisegna la sua Roma utilizzando Bradley e Pjanic a centrocampo e mettendo dentro tutte le sue punte, con Destro 'ariete' e Totti, di nuovo titolare, in appoggio assieme alle 'ali' Gervinho e Ljajic, che hanno compiti precisi in copertura. De Canio, costretto a fare a meno dello squalificato Spolli e degli indisponibili Almiron e Bellusci (l'ex Tachtsidis non convocato per scelta tecnica) non rinuncia al 4-3-3 con il tridente offensivo formato da Barrientos, Leto e Castro. L'inizio dei giallorossi e' contratto, anche perche' il modulo impostato da Garcia permette agli etnei di trovare spazi sugli out, senza pero' recare minacce concrete a De Sanctis. Lentamente la Roma ritrova il suo ritmo e, al 18', Ljajic, servito da Totti, impegna Frison di destro dopo aver saltato Legrottaglie. Qualche secondo dopo arriva il vantaggio dei padroni di casa: sponda aerea di Destro da angolo e Benatia, di testa, insacca la rete dell'1-0. Destro, alla sua terza partita di fila dopo l'infortunio, cresce a vista d'occhio: al 21' chiama Frison ad un grande intervento dopo un'azione personale e al 23' serve un assist al bacio per Gervinho, non impeccabile nel concludere (ma l'estremo siciliano e' ancora da applausi). Il match va a spegnersi progressivamente tanto che, da qui all'intervallo, c'e' da annotare solo le conclusioni velleitarie di Izco e Pjanic e il piede di Rolin che mette in angolo l'insidioso tiro-cross di Maicon.

In avvio di ripresa Frison blocca su Ljajic e Leto non inquadra lo specchio. Totti non riesce ad incidere come vorrebbe e allora, ad agevolare il compito dei giallorossi, ci pensa Frison, che macchia la sua partita, sino a quel momento da otto, con un errore da dilettante. Al 10', infatti, chiama palla a Rolin su un cross 'sporco' di Maicon ma non blocca, la sfera carambola sui piedi di Destro che, a porta vuota, non puo' che ringraziare per l'inatteso regalo. Al 14', la Roma mette in ghiaccio la vittoria con il 3-0: punizione scodellata in area da Pjanic, gran tuffo di testa di Benatia che sigla cosi' la sua doppietta. Si rivede anche Bergessio tra i siciliani ma e' la Roma che continua a dare spettacolo, con Gervinho che al 19' reclama un penalty (Legrottaglie lo atterra in piena area) e che al 30', dopo una bella parata di Frison su Totti, manda a sbattere sul palo il facile tap-in. In mezzo, un tentativo centrale di Leto e un sinistro out del capitano giallorosso, poi ancora un sinistro dell'ivoriano di casa neutralizzato da Frison. Gervinho pero' si riscatta al 35' quando, servito da Ljajic, fa poker con un tocco rocambolesco.Quanto basta pero' per fare festa: la Roma regala un bel Natale ai suoi tifosi e da' appuntamento alla Juve per il 5 gennaio.Convinta di poter continuare la sua grande stagione anche sul campo dei campioni d'Italia.

Il Torino va, 4-1 ad un Chievo evanescente - Sotto l'albero il Torino trova una vittoria d'oro grazie alla doppietta di Immobile e alle reti di Vives e Cerci. L'undici torinista vince e convince contro un Chievo evanescente ed in partita solo nella prima parte della gara. I granata, in serie positiva da quattro giornate e con D'Ambrosio vicino alla cessione nella prossima sessione di mercato, optano per il 3-5-2 con Cerci a supporto dell'unica punta di ruolo Immobile. Sull'altro fronte, dopo la sconfitta subita la settimana scorsa contro la Sampdoria di Mihajlovic, anche Corini sceglie di schierare il Chievo con il 3-5-2 con Bentivoglio alle spalle della coppia d'attacco composta da Paloschi e Thereau.

I primi minuti della partita sono tutti per i clivensi con Paloschi e Thereau a tenere alta l'attenzione dei difensori del Toro che, al 9', non possono far niente per evitare il vantaggio ospite: Sardo, dalla destra, serve Thereau che, di prima intenzione, dal centro dell'area batte Padelli con un preciso rasoterra, mettendo a segno il quarto sigillo personale in questo campionato. Il Torino, subito il colpo, prova subito a darsi una scossa e, al 13', e' Darmian a rendersi protagonista con un preciso filtrante per Immobile che davanti a Puggioni conclude alto sopra la traversa. La squadra granata costringe adesso il Chievo ad arretrare il proprio baricentro costringendo gli uomini di Corini all'interno della propria meta' campo. Il Chievo, comunque, nonostante la grande pressione esercitata dai padroni di casa, non tralascia la fase offensiva affidandosi alle ripartenze e, al 36', Paloschi, da posizione defilata, conclude a botta sicura ma Padelli e' bravo a negare il gol all'attaccante gialloblu' con un intervento di puro istinto.

Cerci e compagni, scampato il pericolo, riprendono a macinare gioco e gli ultimi secondi del primo tempo, al 47', agguantano il pareggio: Cerci recuperato un pallone, dopo un errore di in fase di disimpegno di Dainelli, serve Immobile che a tu per tu con l'estremo clivense non sbaglia. Al ritorno degli spogliatoi il film della partita non cambia, con il Toro alla ricerca fin da subito del vantaggio ed il Chievo a respingere la controffensiva granata affidata al possesso palla. Gli uomini di Corini non riescono piu' a reagire in modo soddisfacente ed al 20' Immobile con una conclusione da fuori area, segna la rete, splendida, del vantaggio granata ed il suo ottavo gol in campionato. La squadra di Corini accusa il colpo e nel tentativo di raggiungere il pareggio espone al contropiede torinista che con Vives, servito dall'ottimo Cerci, porta il risultato sul 3-1. L'undici di Ventura continua comunque a produrre gioco offensivo e nell'ultimo minuto di recupero, il 48', trova il 4-1 con Cerci, bravo dalla destra a trovare col sinistro il varco giusto sul secondo palo per il gol che chiude di fatto la partita.

Sampdoria e Parma regalano emozioni, giusto il pari - Tra Sampdoria e Parma un pareggio giusto, firmato Eder e Lucarelli, che soddisfa Mihajlovic e Donadoni perche' per un tempo a testa hanno visto le rispettive squadre giocare bene. Meglio i padroni di casa in avvio, il Parma ha creato di piu' nella ripresa trovando il meritato 1-1 su corner. Poi tante emozioni ma il pari resta ed e' tutto sommato un Natale sereno per entrambe. La Sampdoria tiene il campo, dalle parti di Mirante pero' non punge. L'assenza dello squalificato Gabbiadini e' pesante, e' Eder a giocare da prima punta con Soriano, Gianluca Sansone e Krsticic a supporto.

Il primo vero brivido, nonostante la vivacita' di Eder e del Sansone blucerchiato, lo porta dopo quasi 40' l'altro Sansone, Nicola. Bello il destro dal limite dell'attaccante, Da Costa non ci arriva ma la palla sfila, anche se di poco, sopra la traversa. In un terreno dove giocare palla a terra e' complicato, il Parma tenta di innescare Amauri, scelto da Donadoni per sostituire Cassano, anche lui fermato dal Giudice sportivo e, si vocifera, in procinto di tornare a Genova. Acquah e Parolo prendono col passare del tempo le misure a Palombo e Obiang, il centrocampista italiano arriva anche al tiro (43') ma trova Da Costa. Quando il Parma sembra in pieno controllo, la Samp passa: poco prima dell'intervallo Eder, alla 100^ in A, si ritrova il pallone sul destro dopo uno scontro aereo con Gobbi, implacabile il destro del brasiliano, alla settima rete stagionale.

Poi si accende una rissa, sedata a fatica dall'arbitro Di Bello. Eder ancora scatenato in avvio di ripresa: si invola sulla destra e mette in mezzo, decisivo in anticipo Felipe, scelto da Donadoni per sostituire l'infortunato Paletta. Palladino per Biabiany, il Parma avrebbe subito l'occasione per pareggiare, sempre con Parolo murato in extremis da Regini. Dai e dai, su angolo ecco l'1-1. Lo realizza Lucarelli, forse il migliore dei suoi, lasciato colpevolemente solo nel cuore dell'area sul corner di Sansone. Il Parma accelera: Amauri dal limite, deviazione provvidenziale di Regini; ancora l'italo-brasiliano, bello il movimento alle spalle della difesa blucerchiata, ma Da Costa e' decisivo in uscita bassa. Break della Samp, che manca una buona opportunita' con il neoentrato Wszolek, che tenta la conclusione personale anziche' servire Eder. Soffre la squadra di Mihajlovic: Sansone chiama in causa Da Costa con una botta di sinistro dal limite dell'area.Partita bella, la sensazione e' che si possa decidere da un momento all'altro. Parolo spreca davanti a Da Costa, poi Eder e' poco lucido e Mirante fa una bella figura. Al 41' infortunio al polpaccio per l'assistente Vivenzi, sostituito dal quarto uomo Dobos. Non succede piu' nulla e alla fine e' giusto cosi'.

Il Verona travolge la Lazio, Toni continua a stupire - I tifosi del Verona anticipano le feste con il bel regalo che i propri beniamini mettono loro sotto l'albero del "Bentegodi", con la splendida vittoria per 4-1 sulla Lazio. Una Lazio che ha provato a rimanere in partita, replicando al primo gol di Luca Toni, ma poi e' crollata sotto i colpi inflitti dai giallobu', bravi a sfruttare al meglio le ripartenze. Prestazione straordinaria sia di Luca Toni, che oltre alla doppietta, lotta e semina scompiglio nella difesa biancoceleste, che di Iturbe, autore di un gran gol su punizione dalla distanza e di una serie di assist vincenti.

Avvio fulminante del Verona che al 5' passa in vantaggio. Punizione di Jorginho per la testa di Luca Toni che la spedisce dove Marchetti non puo' arrivare. Al 12' gli scaligeri hanno l'occasione per raddoppiare, ma Iturbe da posizione defilata, spara su Marchetti che para. La Lazio si fa viva al 21' con Onazi che, su una respinta della difesa, ci prova dalla distanza ma Rafael blocca. Passano altri quattro minuti e la Lazio ha a disposizione una palla-gol. Ederson mette in mezzo per Klose, ma il tiro del bomber tedesco, con Rafael battuto, e' respinto sulla linea di porta da Maietta. Al 27', pero', il buon momento dei biancocelesti e' premiato dalla rete di Biglia che su corner battuto da Candreva, salta piu' in alto di tutti e manda la palla ad infilarsi nell'angolino alla destra di Rafael. Al 34' Candreva crossa per Klose, ma Maietta anticipa di testa il tedesco. Luca Toni semina lo scompiglio nella difesa laziale ed al 43' conquista una punizione sulla trequarti per un fallo di Diaz.Ci prova Iturbe ed il suo tiro, dai 30 metri, anche con la complicita' di Marchetti si insacca all'angolino basso alla sinistra del portiere. Passano altri 60" e l'argentino si insinua nella difesa ospite e lascia partire un tiro che esce di poco. Il primo tempo finisce con il Verona in vantaggio per 2-1.

Si torna in campo con gli stessi 22 che hanno iniziato la partita. Lazio subito pericolosa sugli sviluppi di un corner, ma al colpo di testa di Cana si oppone con i pugni Rafael. Il portiere gialloblu' si rende ancora protagonista, prima sulla conclusione di Onazi, eppoi respingendo di piede la deviazione di testa di Biglia, ancora su calcio d'angolo. Il Verona si rifa' vivo con il solito Toni, la sua conclusione sulla sinistra fa gridare al gol, ma la palla finisce sull'esterno della rete. Al quarto d'ora, ripartenza veloce del Verona con Agostini che sulla sinistra serve Luca Toni, ma la sua conclusione centrale, e' facile preda di Marchetti. Prima sostituzione del match Keita per Biglia. Ma il Verona ancora su una ripartenza, sorprende la Lazio con Iturbe che serve sulla sinistra Toni che, invece di tirare in porta, serve l'assist perfetto per Romulo che dalla destra insacca nella porta vuota per il 3-1. Al 21' traversone del neo entrato Keita sul quale non arriva in scivolata sul secondo palo Klose. Sostituzione anche nelle fila del Verona con Iturbe, molto stanco, che esce tra gli applausi, lasciando il posto a Donadel. Petkovic, invece, mette dentro Floccari per uno spento Ederson. Al 31' il tecnico della Lazio gioca anche la sua terza carta, aumentando il potere offensivo con Perea a posto di Candreva. Ma e' ancora l'Hellas ad andare in gol. Onazi perde palla, si invola sulla sinistra Gomez che serve al centro per Luca Toni che non da' scampo a Marchetti. Ultima fiammata del match una conclusione di Keita che Rafael alza sulla traversa, e l'occasione che al 47' Toni non sfrutta per portarsi a casa il pallone, il suo cucchiaio, infatti, supera Marchetti ma anche la traversa. Finisce con il Verona in scioltezza che in classifica consolida il suo sesto posto, salendo a quota 29 e certamente per i ragazzi di Mandorlini sara' un bel Natale. Ci sara', invece, poco da festeggiare per i laziali di Petkovic - che forse non mangera' il panettone - rimasti bloccati a 20.

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