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"C'era da tenere alta la tensione, sono partite che domini, poi basta un rimpallo, prendi un gol, ti metti paura e rischi di rovinare quello che di buono hai fatto. Chi sa di calcio, sa che queste partite, determinanti e decisive, le devi tenere in mano con forza". Cosi' il tecnico della Juventus, Antonio Conte, spiega a Sky le urla rivolte nel finale ai suoi, anche quando il 2-0 contro la Lazio sembrava oramai in cassaforte.

"Questa e' una vittoria importante, un altro mattone che ci fa avvicinare al traguardo - sottolinea il tecnico bianconero - Dopo l'uscita in Champions, non c'era da andare in depressione o essere delusi, siamo arrivati tra le prime otto in Europa e si sta vincendo un campionato stando in testa in classifica con numeri straordinari. Se una squadra deve andare in depressione uscendo col Bayern, allora ne' io, ne' la societa' ne i tifosi capiscono di calcio... Invece quelli che ne capiscono di piu' sono proprio i tifosi: per noi e' stata un'opportunita' per capire dove siamo, e' stato un miracolo sotto ogni punto di vista". Nonostante Vucinic fosse l'unica punta di ruolo, la Juve ha comunque creato tanto: "Non conta con quanti attaccanti si gioca ma quanti ne porti in fase offensiva. Sapevo che Marchisio poteva svolgere questo ruolo, lo aveva gia' fatto in Coppa Italia con Matri, poi lui con Vucinic si intende a meraviglia. Sono contento, il modulo non e' cambiato, abbiamo fatto le nostre giocate con un centrocampista che dava una mano a centrocampo per poi trasformarsi in una punta". Vidal, autore stasera di una doppietta, sembra piaccia proprio al Bayern: "Gia' i tedeschi sono fortissimi, se poi li andassimo a rafforzare, per noi sarebbe molto dura avvicinarci a questi livelli. Farei fatica a privarmi di giocatori simili". La parola scudetto, Conte, ancora non la pronuncia: "Mancano sette punti per la matematica, finche' non abbiamo qualcosa in mano cerchiamo di pedalare... Avessimo fallito qualche vittoria consecutiva, ora avremmo alle spalle il Napoli. Per questo devo ringraziare i ragazzi".

BUFFON "SCUDETTO? FATTO UN GRANDISSIMO PASSO IN AVANTI - "In Italia non siamo abituati, non capita mai. In tutti questi anni i tifosi della Lazio hanno sempre dimostrato un grande rispetto nei miei confronti e mi sembra giusto salutarli. Lo meritano e li stimo tanto". Gianluigi Buffon spiega cosi', ai microfoni di Sky, il saluto alla Curva Nord dopo il 2-0 inflitto alla Lazio che, in pratica, regala il secondo scudetto consecutivo alla Juventus.

"Abbiamo fatto un grandissimo passo in avanti - spiega il portiere bianconero e della Nazionale - Siamo stati bravi perche' non era semplice, al di la' delle loro defezioni che ci hanno agevolato: abbiamo avuto una settimana particolare perche' dovevamo gestire un'eliminazione in Champions giusta ma che ci ha sorpreso per il modo perentorio in cui e' avvenuta". Ora alla Juve bastano sette punti per raggiungere l'obiettivo: "Se dovessimo raggiungere questo traguardo tra tre o quattro domeniche, sarebbe un'altra gran bella impresa. Darebbe continuita' all'anno scorso e premierebbe un campionato passato sempre in testa alla classifica, pur soffrendo in alcuni momenti. Alzerei una coppa da capitano? Non vivo per questo ma per gioire con compagni e allenatore. Spero, fin quando giochero' di essere un capitano onorevole".

LA CRONACA DI LAZIO-JUVENTUS 0-2

Il posticipo della 13esima giornata di ritorno di Serie A consegna in pratica lo scudetto con sei turni d'anticipo alla Juventus. I campioni d'Italia battono la Lazio all'Olimpico per 2-0 con una doppietta di Vidal e, dato ancora piu' importante, si portano a 74 punti in classifica, a +11 dal Napoli, secondo in graduatoria dopo il pari di ieri col Milan. I biancocelesti, in campo praticamente senza la difesa titolare tra assenze e squalifiche, restano invece quinti a quota 51, assieme alla Roma, in attesa di sapere se, nella finale di Coppa Italia, dovranno vedersela proprio con i 'cugini' giallorossi o con l'Inter. Ospiti in vantaggio all'8': Giannoccaro concede il rigore per il fallo in area di Cana su Vucinic, Vidal trasforma dal dischetto. Ciani si immola un paio di volte per impedire il bis bianconero che, dopo un gran intervento di Marchetti su Vucinic ed un clamoroso liscio sotto porta di Cana, arriva al 28' ancora con Vidal, che dunque sigla una doppietta. In avvio di ripresa, Buffon dice no ad un'incornata di Ciani, Marchisio e Kozak si divorano un gol gia' fatto, la Lazio prova a metterci orgoglio e voglia per colmare l'evidente gap tecnico con l'avversario. Lentamente la partita perde di appeal, la Lazio cerca almeno la rete di consolazione ma i bianconeri non hanno poi grandi difficolta' nel gestire il risultato e nel portare a casa tre punti che, di fatto, chiudono il discorso scudetto con larghissimo anticipo.

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