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Juventus ha corso 7,7 Km più del Real. E quell'errore di Ancelotti...
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TEVEZ INSULTA ALLEGRI - Non l'ha presa affatto bene il cambio deciso dal ct Allegri. Nelle intenzioni del tecnico il cambio deve diventare anche una passerella per Tevez protagonista di una grande partita. Ma Carlitos non la prende affatto bene. Al momento dell'uscita Allegri lo abbraccia, ma non riesce a calmarlo. Carlos si divincola, furioso, e urla, secondo il quotidiano argentino Olé: "Cagon, puto", una sorta di "Fifone, 'cagasotto'".

Di Giordano Brega

Come spiegare la debaclé del Real Madrid o la splendida impresa della Juventus (a seconda di come si vuol vedere il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto)?

Intanto, premessa d'obbligo prima di qualunque ragionamento: la notte della semifinale d'andata di Champions League ha decretato che i valori tecnici tra le due squadre non sono così distanti. Almeno per quello che si è visto nei primi 90 minuti di un match che ne avrà (almeno) altri 90 al Bernabeu (dove le prospettive potrebbero cambiare del tutto).

Dal punto di vista fisico fa specie un dato numerico: la Juventus ha corso molto più del Real: 114,6 chilometri i bianconeri contro 106,9 coperti dai blancos. La differenza è di 7,7 Km. Non pochi. Basti pensare che agli ottavi di finale la squadra di Carlo Ancelotti subì un gap simile contro lo Schalke 04 nel disastroso match di ritorno del Bernabeu (3-4 e qualificazione che vacillò dopo il 2-0 in Germania per i campioni d'Europa) sotto la panolada del pubblico infuriato. In quel caso i tedeschi coprirono 122,5 Km, mentre i madrinisti 113,1 (9,4 chilometri di differenza). Inutile dire che saper fare girare la palla vale tantissimo, ma nel calcio fisico di oggi la corsa pesa altrettanto.

Questo il dato fisico. Poi emergono due situazioni tecniche. Una è lampante sul secondo gol della Juventus dove il Real Madrid si è esposto a un assurdo contropiede due contro due con Marcelo che ha steso affannosamente Morata, mentre Tevez si è preso un rigore da campione navigato, 'scherzando' Carvajal. Incredibile che i campioni d'Europa abbiano subito un rovescio del genere (nato da un'azione di calcio d'angolo per loro) mentre erano su un 'comodo' 1-1 che dava loro inerzia in vista del match di ritorno.

E poi l'errore tattico. Facile parlare a posteriori, ma certo quel Sergio Ramos spostato sulla linea mediana ha stonato non poco. Chiamato a impostare il gioco e far girare la squadra, il 29enne difensore e bandiera merengue è andato completamente in tilt non reggendo il peso della responsabilità in un match difficile e contro un centrocampo fisico e tecnico quale quello bianconero. E' stato letteralmente travolto da un Arturo Vidal in versione guerriero a tutto campo (con un Pirlo sottotono, ma ben supportato da Marchisio e da un sorprendente Sturaro). Giusto ricordare che la mossa di Ancelotti non è un inedito e nel recentissimo periodo aveva funzionato contro Siviglia e Atletico Madrid. Ma questa volta è stata un flop totale e chiave della sconfitta contro la Juventus. L'assenza di Modric, cervello del centrocampo madrinista, è stata pesantissima e messa in maggiore evidenza dalle carenze di Sergio Ramos, evidentemente a disagio in un ruolo non suo. Mentre in panchina venivano tenuti Khedira e Illaramendi, con il 22enne brasiliano Lucas Silva - preso a gennaio per 15 milioni dal Cruzeiro - neppure convocato. Scelte tecniche che potrebbero pesare, situazioni su cui Ancelotti (che spera di recuperare Benzema davanti) dovrà riflettere nei prossimi sette giorni per evitare un'eliminazione che forse non sarebbe clamorosa, ma certo bruciante sì...

 

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