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Italia, alla scoperta di Kayode: il terzino-catapulta. Rimesse da 38 metri e una corsa continua, da Gozzano alla notte di Bursa

Il terzino del Brentford ha segnato il 3-0 a Bursa e propiziato il raddoppio: corsa, ampiezza e rimesse laterali da quasi 40 metri

Italia, alla scoperta di Kayode: il terzino-catapulta. Rimesse da 38 metri e una corsa continua, da Gozzano alla notte di Bursa
Foto Lapresse

Michael Kayode si è preso subito la scena con l’Italia. All’esordio contro la Turchia ha messo lo zampino nel 2-0, firmato il 3-0 e sfiorato anche la doppietta. A 22 anni, il terzino del Brentford porta in azzurro corsa, strappi e una specialità che in Premier conoscono bene: rimesse laterali capaci di superare i 38 metri.

Contro la Turchia ha attaccato la fascia, sfiorato la doppietta e trasformato le rimesse in un’arma

A Michael Kayode sono bastati cinque minuti per prendersi la fascia destra e lasciare il segno due volte. Al 22’ ha fatto partire l’azione del 2-0 con un destro respinto da Altay Bayindir, sul quale Davide Frattesi si è avventato per il tap-in. Al 27’ ha fatto tutto lui: Pio Esposito lo ha trovato sulla corsa e il terzino del Brentford ha battuto ancora Bayindir, festeggiando così il primo gol alla prima presenza con la Nazionale maggiore.

Roberto Mancini lo aveva lanciato subito dal primo minuto, in un’Italia rivoluzionata con otto cambi rispetto allo 0-2 contro il Belgio. Kayode e Matteo Ruggeri, entrambi all’esordio, avevano il compito di spingere sulle fasce. E Kayode ha fatto esattamente quello che fa in Premier: corsa, profondità e presenza costante nella metà campo avversaria. Ha messo lo zampino nel raddoppio, segnato il 3-0 e più tardi ha servito anche un pallone invitante per Sebastiano Esposito, che ha provato la conclusione al volo.

Neppure nella ripresa ha smesso di attaccare. Dopo una ripartenza di Cambiaghi ha avuto sul destro anche il pallone della doppietta, senza riuscire a chiudere il conto. Nel finale Mancini ha inserito Giovanni Di Lorenzo e ha spostato Kayode qualche metro più avanti. Un indizio interessante: con quella gamba e quella facilità nel divorare la fascia, il 22enne del Brentford può diventare qualcosa di più di una semplice alternativa da terzino.

La rimessa di Kayode arriva a 38,52 metri

38,52 metri con una rimessa laterale. Sì, avete letto bene. È la distanza raggiunta da Michael Kayode in Premier League contro il Fulham, dove le sue rimesse sono diventate quasi un’arma in più per il Brentford. In quella fase della stagione, sette delle quindici rimesse più lunghe misurate dal campionato inglese portavano la sua firma. La media? Circa 33 metri.

Il Brentford prepara veri e propri schemi: palla direttamente in area, primo palo per la spizzata oppure soluzione corta se la difesa si chiude tutta davanti alla porta. Contro il Liverpool, proprio da una sua rimessa è nato un gol dopo la deviazione di Kristoffer Ajer. C’è anche un piccolo rituale diventato ormai familiare in Inghilterra. Kayode prende un asciugamano a bordo campo, asciuga con cura il pallone, prende la rincorsa e prova a scaraventarlo in area. A Bursa lo ha fatto più volte anche sotto la pioggia, con l’Italia che aveva preparato alcuni movimenti per sfruttare quella gittata. Davide Frattesi, dopo la partita, ha raccontato di essersi chiesto inizialmente che cosa stesse facendo il compagno con quel telo in mano. Poi ha capito: per Kayode una rimessa laterale è praticamente un calcio piazzato.

Chi è Michael Kayode: da Borgomanero, alla Serie D fino alla maglia della Nazionale

Michael Olabode Kayode è nato il 10 luglio 2004 a Borgomanero, in provincia di Novara, da genitori di origine nigeriana. Il calcio è arrivato prestissimo nella sua vita. Entrato nel settore giovanile della Juventus, per anni ha continuato a vivere nella sua zona e a viaggiare verso Torino per gli allenamenti. Per sette anni Kayode ha fatto avanti e indietro tra casa, scuola e allenamenti alla Juventus. Ha raccontato che spesso rientrava alle dieci o alle undici di sera. Quando l’esperienza bianconera è finita, è ripartito praticamente da casa.

A 16 anni giocava già con i grandi nel Gozzano, in Serie D. Nella stagione 2020/21 ha raccolto 34 presenze, due gol e due assist e la squadra ha chiuso il campionato al primo posto. Il salto in Serie C però non arrivò per i problemi finanziari del club. I giocatori furono liberati e su Kayode si mosse la Fiorentina.

A Firenze è passato dalla Primavera alla prima squadra. Nel mezzo, nell’estate del 2023, c’è stato anche il gol più importante della sua carriera giovanile: il colpo di testa contro il Portogallo che ha regalato all’Italia Under 19 l’Europeo. Poche settimane dopo è arrivato l’esordio in Serie A, nel 4-1 della Fiorentina sul Genoa. L’infortunio di Dodô gli ha dato più spazio e Kayode ha chiuso la stagione 2023/24 con 26 presenze in campionato, oltre alle partite giocate in Europa con i viola.

Dalla Fiorentina al Brentford, poi la prima Italia di Mancini

Il salto in Premier è arrivato nel gennaio 2025, quando il Brentford lo ha preso in prestito dalla Fiorentina. Dopo pochi mesi gli inglesi hanno deciso di tenerlo e a maggio hanno trasformato l’operazione in un acquisto definitivo. Kayode ci ha messo poco a diventare un titolare: nella stagione scorsa ha saltato una sola partita di campionato ed è finito anche tra i candidati al premio di Premier League Young Player of the Season. Nel luglio 2026 è arrivato il nuovo contratto fino al 2032, con opzione per un’altra stagione.

Fuori dal campo, a 22 anni è già papà della piccola Amélie. Kayode ha fatto tutta la trafila delle Nazionali giovanili e nel 2023 ha segnato di testa il gol dell’1-0 contro il Portogallo nella finale dell’Europeo Under 19, regalando agli azzurri il titolo. Ha poi continuato a scegliere l’Italia anche dopo l’interesse della federazione nigeriana. A settembre è arrivata la prima convocazione con i grandi. Alla seconda partita Mancini lo ha buttato subito dentro dal primo minuto.

A Bursa ha risposto con un gol, l’azione da cui è nato il 2-0 e 10,991 chilometri percorsi. Venerdì 2 ottobre, contro la Francia a Parigi, Mancini potrà scegliere se ripartire ancora da lui sulla destra. E ormai c’è anche quella rimessa da quasi 40 metri che può trasformare una semplice palla laterale in un pallone buttato direttamente dentro l’area.

E alla fine una domanda: com’è possibile che un talento così giochi in Premier e non in una big italiana?

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