Kimi Antonelli ha il primo match point per conquistare il Mondiale di Formula 1 già il 25 ottobre, nel Gran Premio degli Stati Uniti. Il pilota Mercedes guida la classifica con 102 punti di vantaggio su George Russell e 111 su Lewis Hamilton. Per festeggiare in Texas, però, non gli basterà vincere: serviranno anche due risultati favorevoli dei rivali.
Dal podio di Singapore ai 340 punti in classifica: tutti i numeri della corsa al titolo
Kimi Antonelli può diventare campione del mondo di Formula 1 già domenica 25 ottobre ad Austin, quando si correrà il Gran Premio degli Stati Uniti. Il terzo posto ottenuto a Singapore, alle spalle di Max Verstappen e Charles Leclerc, ha permesso al ventenne italiano della Mercedes di aumentare ulteriormente il vantaggio sugli inseguitori e di arrivare alla prossima gara con la prima possibilità matematica di conquistare il titolo. A sei Gran Premi dalla conclusione della stagione, Antonelli comanda la classifica con 340 punti, davanti al compagno di squadra George Russell, fermo a 238, e al ferrarista Lewis Hamilton, terzo con 229. Seguono Verstappen a 221 punti, Leclerc a 215 e Lando Norris a 201.
Il pilota italiano ha già conquistato otto vittorie e 14 podi nel 2026. Il vantaggio accumulato gli consente di iniziare a fare i conti con il Mondiale, anche se la matematica lascia ancora aperte diverse possibilità.
Antonelli campione del mondo ad Austin: tutte le combinazioni
Per laurearsi campione del mondo già nel Gran Premio degli Stati Uniti del 25 ottobre, Antonelli deve necessariamente vincere la gara. Ma il successo in Texas, da solo, non sarebbe sufficiente.
Le condizioni da rispettare sono tre:
- Antonelli deve vincere il GP di Austin, conquistando 25 punti.
- George Russell deve terminare nono o peggio, raccogliendo al massimo 2 punti.
- Lewis Hamilton deve arrivare quinto o peggio, ottenendo al massimo 10 punti.
Con questi risultati, Antonelli salirebbe a 365 punti, mentre Russell arriverebbe al massimo a 240 e Hamilton a 239. Il margine sul compagno di squadra sarebbe quindi di almeno 125 punti, esattamente quelli ancora disponibili nelle cinque gare successive. Un’eventuale parità finale con Russell non metterebbe comunque in discussione il titolo, perché Antonelli, vincendo ad Austin, raggiungerebbe nove successi stagionali, un numero che il britannico non potrebbe più eguagliare. In Formula 1, a parità di punti, il primo criterio per assegnare il Mondiale è infatti il numero di Gran Premi vinti. Se invece Russell arrivasse ottavo, conquistando 4 punti, il distacco sarebbe di 123 lunghezze e il campionato rimarrebbe aperto. Lo stesso accadrebbe se Hamilton terminasse quarto, anche con Antonelli vincitore e Russell fuori dalla zona punti. Un secondo posto di Antonelli non basterebbe in nessun caso per conquistare matematicamente il titolo già negli Stati Uniti.
Se non vince ad Austin, quando può diventare campione? Il Messico è la seconda occasione
Se Antonelli non dovesse chiudere il campionato ad Austin, la successiva possibilità arriverebbe domenica 1° novembre, nel Gran Premio del Messico.
Dopo quella gara resterebbero quattro appuntamenti, per un massimo di 100 punti ancora disponibili. Il pilota della Mercedes dovrebbe quindi avere un margine superiore a questa cifra su tutti gli inseguitori, oppure un vantaggio di 100 punti accompagnato dalla certezza di prevalere in caso di parità finale. C’è anche una combinazione che gli permetterebbe di evitare ulteriori calcoli. Vincendo sia ad Austin sia in Messico, Antonelli sarebbe certamente campione del mondo, indipendentemente dagli altri risultati. Persino due secondi posti consecutivi di Russell non sarebbero sufficienti a mantenere aperta la lotta per il titolo.
In quel caso, il pilota italiano arriverebbe a 390 punti e conserverebbe almeno 116 lunghezze di vantaggio sul compagno di squadra, quando ne resterebbero soltanto 100 da assegnare. Se invece i risultati delle prossime due gare non dovessero consentirgli di chiudere i conti, il calendario offrirebbe altre quattro opportunità: Brasile l’8 novembre, Las Vegas il 21 novembre, Qatar il 29 novembre e Abu Dhabi il 6 dicembre.
Ad Antonelli possono bastare anche i piazzamenti: i punti per vincere senza altri successi
Il margine costruito durante la stagione permette ad Antonelli di conquistare il Mondiale anche senza vincere nessuna delle sei gare rimanenti. Con il calendario attuale, infatti, ci sono ancora 150 punti disponibili, tutti assegnati nei Gran Premi. L’ultima Sprint della stagione si è già disputata a Singapore. Russell, che oggi ha 238 punti, potrebbe raggiungere al massimo quota 388, vincendo tutte le sei gare rimaste. Hamilton, fermo a 229, avrebbe invece un massimo teorico di 379 punti.
Di conseguenza, ad Antonelli basterebbe conquistare altri 49 punti complessivi per rendere irraggiungibile il proprio punteggio, indipendentemente dai risultati degli avversari. Per fare un esempio concreto, sei quinti posti nelle ultime sei gare gli garantirebbero 60 punti. Chiuderebbe così a quota 400, ben oltre il massimo teorico raggiungibile da Russell.
Il campionato potrebbe naturalmente chiudersi molto prima, se gli avversari dovessero perdere altri punti nelle prossime gare.
Antonelli nella storia della Formula 1: l’Italia aspetta il Mondiale da 73 anni
Un eventuale successo di Kimi Antonelli avrebbe un significato storico per il motorsport italiano. L’ultimo pilota azzurro a conquistare il Mondiale di Formula 1 è stato Alberto Ascari nel 1953, al volante della Ferrari, dopo aver vinto anche il titolo del 1952.
Antonelli potrebbe interrompere un’attesa lunga 73 anni e stabilire un altro primato. A 20 anni diventerebbe infatti il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, superando il record di Sebastian Vettel, che conquistò il primo titolo nel 2010 a 23 anni.
Il pilota bolognese arriva alla fase conclusiva della stagione da leader del campionato, con otto vittorie già ottenute e sei Gran Premi ancora in programma. Il primo appuntamento decisivo sarà Austin, domenica 25 ottobre.
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