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Sport
Kovacic illumina l'Inter. Ora Lavezzi

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Uno straordinario Kovacic sboccia in una notte di fine agosto per un'Inter che ritrova il legame con San Siro, l'Europa e la speranza per il futuro. In attesa di un ultimo botto di mercato. Per non qualificarsi ai gironi di Europa League serviva un suicidio ma nonostante il passaggio del turno in tasca e la serata di fine agosto San Siro offre una buona cornice di pubblico per l'esordio stagionale casalingo della seconda Inter di Mazzarri. Il mister opera un ampio turnover mandando in campo dal primo minuto Carrizo tra i pali, Andreolli in difesa, Obi in mediana, D'Ambrosio e Nagatomo sulle fasce e Osvaldo centravanti. Riposo iniziale in vista Torino per Handanovic, Vidic, Jonathan, l'acciaccato Dodò e Icardi. Alvarez, ormai ufficiale il suo passaggio al Sunderland, nemmeno convocato. Solo panchina per l'altro uomo in procinto di partire, Fredy Guarin. Striscione polemico in Curva Nord, in riferimento alla frase tanto discussa del neo presidente della Figc e alle squalifiche del settore per discriminazione territoriale retaggio della scorsa stagione: "Due pesi due misure: Tavecchio presidente e la Nord assente. Riapriteci la curva". Poco dopo l'inizio della gara spazio al provocatorio, solito, coro contro i napoletani.

LA CRONACA - Dopo un inizio un po' in naftalina all'11' arriva la prima grande occasione con la traversa colpita da Osvaldo di testa su cross di Nagatomo. Applausometro altissimo per l'italoargentino che un minuto dopo va ancora vicino al gol su azione di sfondamento. Al 22' è ancora Osvaldo a sfiorare la rete con un bel destro a giro da fuori area che lambisce il secondo palo. Al 28' arriva finalmente il primo gol in maglia nerazzurra per Mateo Kovacic, un evento atteso da più di un anno e mezzo. Il talentino croato irrompe su una palla vagante in area e col destro non ha difficoltà a superare Jonsson. Un gol che può dare un po' più di fiducia, soprattutto sottoporta, a un giocatore che può davvero rappresentare il presente e il futuro di questa squadra. E il futuro diventa realtà appena 4 minuti dopo quando Osvaldo lancia con una finezza Kovacic, che supera con una magia il diretto avversario e scavalca con uno splendido pallonetto il portiere avversario in uscita. Ok, l'avversario è quello che è, ma Mateo sembra davvero sbocciato, più leggero dopo essersi liberato della pesante zavorra dello zero nella casella gol fatti. Al primo minuto della ripresa è tempo di esultare anche per il primo gol nerazzurro di Osvaldo, che incorna alla perfezione un cross di Nagatomo. Kovacic completa la sua sbocciatura con un bel tiro secco sul secondo palo al 51', servendo il poker ancora su assist di Nagatomo. Ormai la partita ha poco da dire. Un minuto standing ovation assordante per il 10 croato che lascia il posto a Icardi. L'attaccante argentino segna una doppietta con un destro radente al 69' e un bello scavetto su assist di Jonathan all'80'.

SU E GIU'. IN ATTESA DELLA PUNTA... - In una partita del genere diventa abbastanza inutile fare pagelle o entusiasmarsi troppo. Quello che è certo è che il legame tra squadra e tifosi è pienamente recuperato con un San Siro che è sembrato davvero ben disposto verso giocatori e allenatore. Impossibile comunque non sottolineare la maiuscola prova di Kovacic, finalmente incisivo in zona gol, e il buon impatto con l'ambiente di Osvaldo, subito in rete e molto applaudito dal pubblico. Molto bene anche Icardi che conferma la sua media gol da cecchino. Per forza di cose andrà tutto rivisto in impegni più probanti, a partire dalla trasferta di Torino che aprirà il campionato che per l'Inter deve essere quello della completa rinascita. Nel frattempo i fari si spostano su Thohir e Ausilio, che dopo aver perfezionato la cessione di Alvarez al Sunderland, cercheranno di fare cassa con Guarin per poi dare l'assalto a una punta. Un quarto attaccante comunque arriverà. L'obiettivo che fa sognare tutti, da Mazzarri ai tifosi, è Lavezzi. Ausilio ci proverà, se non dovesse farcela ripiegherà su Biabiany, ma non è escluso che alla fine arrivi un altro nome a sorpresa, un po' come successo a gennaio con Hernanes.

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