Il Coni ha commissariato la Figc e consegnato la Federazione a Giovanni Malagò. L’ex presidente del Coni guiderà il calcio italiano verso nuove elezioni, che potrebbero tenersi già il 14 dicembre. Luciano Buonfiglio rivendica una decisione presa per il rispetto delle regole, Malagò accetta parlando di buon senso e servizio allo sport.
Buonfiglio difende il commissariamento, Malagò accetta l’incarico: elezioni possibili il 14 dicembre
La soluzione scelta dal Coni mantiene Giovanni Malagò alla guida della Figc. Luciano Buonfiglio ha spiegato la decisione maturata negli ultimi giorni: “Per me Malagò è vittima di un malfunzionamento e quindi perché doveva pagare lui? Così ho detto: ‘commissariamo la federazione e nominiamo lui commissario’. Perché lui? Perché ha un curriculum perfetto, stiamo riprendendo il cammino con la Nazionale di calcio e così gli diamo la possibilità di condurla in questi novanta giorni”. Il presidente del Coni ha collegato il commissariamento alle irregolarità contestate durante il percorso federale. “Abbiamo rafforzato ancora una volta il concetto che le regole vanno rispettate, che l’assemblea nell’esprimere il voto è stata considerata espressione solida di voto. E il presidente del Coni si è preso la responsabilità di nominarlo commissario in maniera tale che l’autonomia sport italiano si è ricondotta all’interno dello sport italiano. Meglio di così non si poteva arrivare”.
Per Buonfiglio non ci sono vincitori e sconfitti personali. “Chi ha vinto e chi ha perso? Non c’è. Qui dobbiamo essere un baluardo perché se ci riempiamo la bocca dei valori dello sport poi dobbiamo avere il coraggio di essere coerenti: io penso che abbia vinto lo sport”. Poi la ricostruzione della decisione: “Il punto focale è il rispetto delle regole, cosa che è stata sancita con il commissariamento della Figc. E in tutto questo percorso non ho mai personalizzato il processo decisionale. Ho sempre detto che le regole andavano rispettate, io non personalizzo mai, sono un pubblico ufficiale e non mi posso permettere di sparare cavolate. Cosa mi lascia tutto questo? Una grande soddisfazione perché le regole devono essere rispettate. Ed è quello che abbiamo fatto. Questa proposta mi è venuta in mente negli ultimi giorni, per non rendere vittima la persona che si era candidata in buona fede”.
Buonfiglio: “Malagò vittima di chi non ha operato bene“
I rapporti tra Buonfiglio e Malagò hanno attraversato anche momenti di forte distanza, ma sulla questione delle regole il presidente del Coni rivendica una posizione comune. “È una vita che più di una volta abbiamo visto le cose su diversi punti di vista con Giovanni. Su questo invece abbiamo lo stesso punto di vista perché anche da sempre ha voluto che si rispettassero le regole, specialmente nel 2024 quando qualcuno voleva che si potesse candidare chiunque e Giovanni che era presidente ed io vicepresidente abbiamo riaffermato che dovevi essere regolarmente tesserato all’atto della candidatura. È per quello che mi sono permesso di dire che Malagò è stato vittima di chi non ha operato bene. E per quello sono convinto che affidare a lui il commissariamento della Federazione Italiana Gioco Calcio fa il bene del mondo del calcio”.
Buonfiglio ha quindi respinto una lettura personale dello scontro. “Amareggiato per queste tante polemiche? Che io lo sia conta poco. Posso anche non essere amareggiato. L’importante è che sia stato riaffermato con forza e all’unanimità dalla giunta e dal Consiglio Nazionale che le regole vanno rispettate. Quanto hanno contato i risultati ultimi della Nazionale sulla conferma di Malagò? A me che ho avuto l’onore di vestire la maglia azzurra e di fare anche le Olimpiadi mettere in sicurezza la Nazionale conta tanto”. Il presidente del Coni non individua errori nella propria condotta. “Qualcosa che non rifarei? Non io. Mi sarei augurato che non facessero qualcun altro queste cose che hanno prodotto solamente preoccupazione nel mondo sportivo. Sono banale, ma se tu sali sull’autobus, devi avere il biglietto. Se ti devi candidare devi essere tesserato e il controllore ti deve dire “Senti, no, scendi, pigliati il biglietto e sali’”. Alla domanda sul perché il nome di Malagò non fosse stato proposto immediatamente per il commissariamento, Buonfiglio ha indicato i passaggi necessari: “prima di tutto dovevi essere certo delle sentenze perché se non fosse uscito il procuratore generale dello sport nel dire che non era tesserato, noi non avevamo nessun elemento per commissariare la Federazione. Due, devi farti documentare dai giuristi. Tre, devi convocare la giunta e il Consiglio Nazionale”.
Gli attacchi a Buonfiglio e lo scontro con la Serie A
Buonfiglio ha raccontato anche le pressioni ricevute nelle settimane precedenti alla decisione del Coni. “Ci fosse stato un episodio del genere in un’altra federazione in 60 giorni si sarebbe rimesso tutto in ordine. Qualcuno ha mandato anche dei messaggi mafiosi. Ma sono solido e non mi faccio influenzare da nessuno. Attacchi personali squallidi alla mia famiglia. Non è colpa di nessuno se un figlio è più bravo del padre”. Il presidente ha poi attribuito parte della responsabilità agli organi che avrebbero dovuto intervenire. “Il rispetto delle regole, la cosa fondamentale è questa. Cosa che è stata sancita con il commissariamento della Figc. Ognuno la può raccontare come vuole, ma gli uffici non hanno funzionato, la giustizia sportiva ha perso troppo tempo, insomma le regole non sono state rispettate. Non ho mai personalizzato il processo decisionale. Mai una volta ho tirato fuori una cosa personale. Altrimenti 81 partecipanti del consiglio si sentivano legittimati a fare come volevano”.
“Ho sempre detto che le regole vanno rispettate. Al tempo stesso vedendo i comportamenti esterni, dovevo reggere l’impatto. Sono sempre coerente con me stesso, non mi faccio influenzare da nessuna parte”, ha aggiunto. Buonfiglio ha parlato anche dei rapporti con la Lega Serie A: “non ho mai avuto un invito a partecipare alle riunioni di Serie A e penso che debbono avere la loro autonomia. E delle volte però son rimasto stupito da quello dichiarato a quello comunicato. Capisco che la Lega di Serie A svolge un ruolo fondamentale da un punto di vista sia di spettacolo che di squadre che di attenzione mediatica. Però non capisco questa sua ricerca di evidenziare la sua forza perché fa parte anche loro del mondo sportivo della Federazione e di conseguenza fa parte del Coni”.
Nessun confronto preventivo, invece, con il ministro per lo Sport Andrea Abodi. “Se ho sentito il ministro Abodi per informarlo di questa decisione? No, perché riguarda il mondo sportivo. Comunque è una informazione che avrei potuto dare oggi, perché ieri era un’idea e se Malagò non l’avesse condivisa non l’avrei portata avanti”.
Malagò: “Incarico accettato per evitare spaccature“
Giovanni Malagò ha accolto la nomina dopo una telefonata ricevuta da Buonfiglio il giorno precedente. “È stata oggettivamente anche una cosa difficile, triste, imbarazzante, però questa è la vita. Affrontiamo tutto con serenità e con forza e schiena dritta”.
Sul rapporto con l’attuale presidente del Coni ha aggiunto: “Se si è ricucito il rapporto con Bonfiglio con questo incontro? C’erano state delle incomprensioni, per usare un termine affettuosamente eufemistico. Ho ricevuto una telefonata ieri dal presidente Bonfiglio e c’è stata una proposta in questo senso, proposta che mi sento di condividere in pieno, cosa che è stata confermata da tutti i colleghi di Giunta, nessuno escluso, senza che nessuno abbia potuto non esprimersi. È stato un oggetto molto dibattuto in passato, chi può votare, chi non può votare”. Malagò ha spiegato anche le ragioni personali della scelta: “L’ho fatto per amore dello sport, l’ho fatto per amore del Coni, l’ho fatto per rispetto soprattutto a tutti i miei colleghi di Giunta e di Consiglio Nazionale per evitare spaccature e per evitare anche imbarazzi, perché indubbiamente per molti sarebbe stato oggettivamente complesso e quindi ho ritenuto che fosse una cosa giusta. Mi sento tranquillo, anche perché penso che in questo senso forse ci sono stati anche dei ragionamenti di buon senso perché solo di buon senso stiamo parlando”.
In una successiva dichiarazione, il nuovo commissario ha formalizzato l’accettazione dell’incarico: “Ringrazio la Giunta e il Consiglio Nazionale del Coni per la fiducia e per la responsabilità che mi è stata affidato. Accolgo questo incarico con spirito di servizio, nella consapevolezza della delicatezza del momento e del lavoro che ci attende. Con questa decisione si chiude una lunga e complessa querelle che ha coinvolto la Figc. Da oggi, credo sia doveroso guardare avanti e concentrare tutte le energie e le attenzioni sulle vere priorità del calcio. Viva l’Italia”, ha concluso Malagò.
Le elezioni Figc possono tenersi il 14 dicembre
Il commissariamento dovrebbe accompagnare la Federazione alle nuove elezioni. Malagò ha già individuato una possibile data. “Elezioni? Il primo giorno utile sarebbe il 7 dicembre ma pare che potrebbe essere ponte, i calciatori sarebbero disponibili il lunedì, quindi la prima data fattibile per andare ad elezioni senza perdere tempo è il 14 dicembre”.
Il nuovo commissario ritiene di conservare anche il sostegno delle componenti calcistiche. “Il calcio è sempre stato dalla mia parte, non so come si può pensare che non lo sia stato. Non posso fare previsioni, ma penso di avere la conferma dell’attuale fiducia. Possibile rientro di Bianchedi come capo delegazione? Penso che la questione debba essere affrontato dal presidente, non dal commissario”.
Sul possibile ritorno di Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale, Malagò ha aggiunto: “Il ritorno di Diana Bianchedi come capo delegazione della nazionale? Buonfiglio mi ha anticipato questa sua volontà di riprendere Bianchedi come capo delegazione. Mi è stato richiesto, ma questo è un tema da presidente, non da commmissario”. Buonfiglio ha confermato di voler intervenire sulla questione. “Diana Bianchedi? Mi auguro che ci ripensino e che respingano le dimissioni”.
“L’ho annunciato al commissario Malagò, essendo lui ora commissario dovrò dire io a lui di reintegrare Bianchedi”, ha concluso il presidente del Coni. Malagò dovrà quindi gestire la Figc per i prossimi novanta giorni, accompagnando la Federazione verso il nuovo voto e seguendo contemporaneamente il percorso della Nazionale.


