Il futuro della Federcalcio passa dai pareri dei giuristi e dal voto della Giunta del CONI. Luciano Buonfiglio ne ha raccolti quattro sul mancato tesseramento di Giovanni Malagò: tutti considerano quel requisito necessario per candidarsi ed essere eletti. La FIGC sta preparando le proprie controdeduzioni. La decisione sul possibile commissariamento è attesa la prossima settimana.
Quattro giuristi del CONI considerano necessario il tesseramento per candidatura ed elezione
La Giunta del CONI dovrà decidere se l’ammissione della candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza federale abbia comportato una violazione abbastanza grave da giustificare il commissariamento della FIGC.
Il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer aveva segnalato il caso al CONI dopo aver archiviato il procedimento di giustizia sportiva nei confronti di Malagò. Alla data del presunto illecito, infatti, il presidente federale non risultava tesserato e non poteva quindi essere sanzionato attraverso quel procedimento. Taucer ha però contestato alla Federcalcio la violazione di uno dei Principi fondamentali del CONI ai quali devono adeguarsi gli statuti federali. Una posizione non condivisa dal procuratore federale Giuseppe Chinè. Da qui è nata l’ipotesi di un intervento del CONI per “gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi”.
La Giunta dovrà stabilire se quanto contestato al segretario generale della FIGC nell’ammissione della candidatura rientri effettivamente in questa fattispecie.
Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha ribadito in queste settimane: “Le regole vanno rispettate”.
Buonfiglio schiera quattro giuristi, la FIGC prepara i propri pareri
Buonfiglio ha affidato la questione a quattro “giuristi di chiara fama”: Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti.
Le quattro valutazioni convergono sullo stesso punto: il tesseramento è un requisito necessario sia per la candidatura sia per l’elezione. La FIGC si sta muovendo a sua volta e ha coinvolto diversi giuristi, soprattutto esperti di diritto amministrativo. Anche le loro valutazioni finiranno sul tavolo della Giunta prima del voto.
La questione riguarda quindi le conseguenze che il mancato tesseramento può avere sull’elezione di Malagò e sulla legittimità della procedura seguita dalla Federazione.
Sedici voti in Giunta, Bianchedi torna tra gli aventi diritto
La riunione dovrebbe tenersi tra il 6 e il 7 ottobre. Gli aventi diritto al voto sono 16 e tra loro torna Diana Bianchedi, dopo le dimissioni da capo delegazione della Nazionale e l’uscita dagli incarichi ufficiali in FIGC. Proprio il ruolo ricoperto in Federcalcio aveva sollevato il problema di un possibile conflitto d’interessi. Con le dimissioni, la sua posizione cambia in vista della riunione.
Il conflitto d’interessi resta invece una questione aperta per Giovanni Malagò. In FIGC ci si interroga anche sulla partecipazione al voto dello stesso Buonfiglio e sulla sua posizione rispetto al procedimento. Al momento, però, non risulta alcuna decisione che escluda il presidente del CONI dalla votazione.
Anche la Serie A si muove: assemblea informale il 5 ottobre
Prima della riunione del CONI si confronteranno anche i club. Per la mattina del 5 ottobre è stata convocata un’assemblea informale della Lega Serie A dedicata al caso. Quando la Giunta si riunirà, avrà sul tavolo la segnalazione di Taucer, i quattro pareri raccolti da Buonfiglio e le valutazioni predisposte dalla FIGC.
Da quel voto dipenderà la decisione sull’eventuale commissariamento della Federcalcio.


