Sono passati quindici anni da quel 23 ottobre 2011 che sconvolse il motociclismo. Il Sic aveva soltanto 24 anni e una carriera ancora tutta da scrivere. Oggi la sua Romagna lo ricorda, tra il dolore di Sepang e l’affetto per un campione mai dimenticato.
Sepang lo aveva incoronato campione del mondo nel 2008: tre anni dopo, sulla stessa pista, la tragedia
Era il 19 ottobre 2008 quando Marco Simoncelli, in sella alla sua Gilera, conquistava a Sepang il titolo mondiale della classe 250. Aveva 21 anni e davanti a sé un futuro che sembrava promettere grandi cose. Tre anni e quattro giorni dopo, il 23 ottobre 2011, su quello stesso circuito in Malesia, il Sic avrebbe trovato la morte durante il secondo giro del Gran Premio di MotoGP. Aveva soltanto 24 anni. Quindici anni dopo, il suo nome continua a essere accompagnato da un numero, il 58, e da un’immagine che gli appassionati di motociclismo conoscono bene. Una massa di capelli ricci, un sorriso largo, la voce inconfondibile e quella spontaneità tutta romagnola che lo rendeva riconoscibile anche senza casco. Marco era uno che in pista faceva discutere, rischiava, cercava il sorpasso. Fuori, però, riusciva a conquistare tutti con una battuta o una risata.
Chi era Marco Simoncelli: dalle minimoto al titolo mondiale della 250
Marco Simoncelli nasce il 20 gennaio 1987 a Cattolica, in provincia di Rimini, ma cresce a Coriano, il paese al quale resterà profondamente legato. I genitori, Paolo e Rossella, gestiscono una gelateria. Il padre è un grande appassionato di motociclismo e trasmette presto al figlio l’amore per le due ruote. A quattro anni Marco riceve in regalo una Suzuki 50 minicross e comincia a girare nei campi intorno a casa.
Nella biografia pubblicata dalla sua Fondazione, il Sic avrebbe ricordato quegli anni con parole semplici: “Così la mia infanzia l’ho passata tra gelati e motori!”. A sette anni arriva alle minimoto, a nove partecipa alle prime gare. Vince due campionati italiani della specialità, nel 1999 e nel 2000, mentre nel 2002, appena quindicenne, conquista il titolo europeo della 125 e debutta nel Motomondiale. La prima vittoria mondiale arriva a Jerez nel 2004, sotto la pioggia, quando corre ancora nella classe 125. Nel 2006 passa alla 250 con la Gilera. I primi anni non sono semplici, ma nel 2008 arriva la consacrazione. Vince sei Gran Premi, sale dodici volte sul podio e conquista il titolo mondiale della 250, chiudendo matematicamente i conti proprio a Sepang. Nel 2009 prova a difendere il titolo, terminando il campionato al terzo posto.
Il salto in MotoGP arriva nel 2010, con la Honda del team guidato da Fausto Gresini. Simoncelli cresce rapidamente e nel 2011 comincia a dimostrare di poter competere con i migliori. Conquista due pole position e due podi nella classe regina, a Brno e a Phillip Island. Proprio in Australia, una settimana prima della tragedia, aveva ottenuto un secondo posto alle spalle di Casey Stoner.
Come morì Marco Simoncelli: l’incidente di Sepang del 23 ottobre 2011
È domenica 23 ottobre 2011. Sul circuito di Sepang, in Malesia, si corre il penultimo appuntamento del Mondiale MotoGP. Simoncelli è in quarta posizione quando, durante il secondo giro, perde aderenza con la sua Honda alla curva 11.
Il Sic resta aggrappato alla moto nel tentativo di controllarla, ma il mezzo, dopo aver iniziato a scivolare, cambia traiettoria e torna verso il centro della pista. Alle sue spalle sopraggiungono Colin Edwards e Valentino Rossi, grande amico di Marco. I due piloti non hanno il tempo materiale per evitarlo e vengono coinvolti nella collisione. L’impatto è terribile. Simoncelli perde il casco e riporta gravissimi traumi alla testa, al collo e al torace. La direzione gara espone immediatamente la bandiera rossa e la corsa viene interrotta. I soccorritori intervengono in pista e trasportano Marco al centro medico del circuito, dove i sanitari tentano a lungo di rianimarlo.
Ogni sforzo si rivela inutile. Alle 16.56 ora locale viene dichiarata la morte di Marco Simoncelli. Il Gran Premio della Malesia viene definitivamente annullato. La notizia raggiunge l’Italia mentre milioni di appassionati hanno ancora negli occhi le immagini dell’incidente. Il motociclismo perde uno dei suoi talenti più promettenti, un ragazzo che aveva appena cominciato a raccogliere i risultati del suo lavoro nella categoria più importante.
Quindici anni senza il Sic: Coriano e l’Emilia-Romagna ricordano Simoncelli
Oggi, venerdì 23 ottobre 2026, Coriano torna a riunirsi per ricordare il suo campione. Alle 19 il sindaco Gianluca Ugolini e l’amministrazione comunale deporranno un omaggio floreale a “Il Podio”, in via Garibaldi, nel centro del paese. La commemorazione sarà aperta ai cittadini e agli appassionati di motociclismo.
“Quindici anni sono passati, ma Marco continua a far parte della storia e dell’identità di Coriano”, ha ricordato il primo cittadino nei giorni scorsi. “Il suo talento lo ha portato a essere conosciuto e amato in tutto il mondo, ma ciò che lo rende ancora così vicino a noi è la sua umanità, quel modo spontaneo e genuino di essere che tutti ricordano. Il nostro pensiero va innanzitutto alla sua famiglia, per la quale il ricordo di Marco è una presenza quotidiana. Come comunità vogliamo continuare a custodire la sua memoria con affetto e riconoscenza”.
Anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha dedicato un pensiero al pilota scomparso, pubblicando sulla propria pagina Facebook un messaggio carico di affetto: “Ci manchi Sic! 15 anni fa, a Sepang, ci lasciava Marco Simoncelli. Un ragazzo che correva con il cuore, con il sorriso e quella passione contagiosa che racconta così bene l’anima della Romagna. Oggi il circuito di Misano porta il suo nome e Marco continua a vivere nei ricordi, nell’affetto di chi gli ha voluto bene e in quello di una terra che non ha mai smesso di sentirlo vicino”.
Il numero 58, il circuito di Misano e l’eredità del Sic
La memoria di Simoncelli è rimasta viva anche attraverso iniziative concrete. Il circuito di Misano porta il suo nome, mentre nel 2016 la MotoGP ha deciso di ritirare ufficialmente il numero 58, quello con cui Marco aveva corso e vinto.
La famiglia ha inoltre dato vita alla Fondazione Marco Simoncelli, impegnata in progetti umanitari e di solidarietà a favore delle persone più fragili. Tra le realizzazioni più significative c’è Casa Marco Simoncelli, una struttura di accoglienza e assistenza per persone con disabilità nel territorio di Coriano.
Il Sic aveva cominciato a correre nei campi intorno a casa, su una piccola moto regalata dai genitori. Era arrivato a vincere un Mondiale e a misurarsi con i migliori piloti del mondo, senza perdere quella spontaneità che lo accompagnava fin da bambino.
Quindici anni dopo Sepang, a Coriano si continua a parlare di lui come di quel ragazzo cresciuto tra gelati e motori. Prima ancora che come di un campione del mondo.
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