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Marotta attacca Lotito: "Era folcloristico. Ora ha troppo potere"

Botta e risposta tra Beppe Marotta e Claudio Lotito. Inizia l'amministratore delegato della Juventus, risponde il presidente della Lazio. Parte Marotta, che ai microfoni di RaiSport dice di augurarsi che arrivino le riforme necessarie per rilanciare il calcio italiano. "Anche se di parole ne ho sentite molte, ma di situazioni pratiche ben poche", chiosa. "Ho sentito parlare delle multiproprieta' e non delle seconde squadre e questo e' un grandissimo errore - e' la sua critica -, probabilmente portato avanti da dirigenti che non hanno una competenza specifica e l'esperienza giusta". Marotta si augura che "questa presidenza possa essere in grado di creare delle riforme, in questo momento siamo anche noi consapevoli per il bene dell'Italia che le cose devo migliorare e ci mettiamo a disposizione - spiega l'ad della Juventus -, l'importante e' che possiamo essere sentiti, nella fattispecie di queste riforme riguardo alle multiproprieta' leggiamo ma non siamo stati interpellati". Segue la parte del Marotta-pensiero che non piace al presidente della Lazio. "Lotito era definito come un personaggio folcloristico - e' la frase incriminata - oggi e' un personaggio che ha un estremo potere e tanto potere in mano a una sola persona e' pericoloso, si rischia di finire nel vuoto"

Pronta la replica del diretto interessato. "A me interessa solo l'opinione del presidente Agnelli che e' il massimo esponente della Juventus, l'unico titolato ad esprimere la posizione della societa'", risponde asciutto Lotito, "Marotta e' l'amministratore delegato e quindi non si occupa delle linee politiche che spettano al presidente". "Il presidente Tavecchio ed il sottoscritto cercheremo di far condividere le posizioni gia' condivise nell'assemblea di lega" aggiunge il numero uno biancoceleste. "Io mi attengo a quanto deliberato in assemblea di A, quando e' stato approvato un programma condiviso dal presidente Tavecchio e votato all'unanimita', compresa La Juve che prevedeva le seconde proprieta' e visto che viviamo in un sistema democratico vale che la maggioranza - in questo caso schiacciante - deliberi certe posizioni" ribadisce Lotito che poi, sulle seconde prorieta' ricorda come "servano per le valorizzazione dei giovani giocatori, che avendo una squadra di supporto possono crescere per poi tornare in prima squadra. Il secondo elemento e' la tutela della vocazione dei territori, perche' con due Juve, due Milan o due Inter ci saranno territori con due squadre e altri sprovvisti e con la contrazione del numero di squadre per il nuovo format dei campionati sarebbe incongruente aumentarli".

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