Lionel Messi affida ai social il saluto al padre Jorge, morto a 68 anni dopo una lunga malattia, e confessa i dubbi sul proprio futuro da calciatore. Nel ricordo tornano l’ultimo Mondiale, i messaggi attesi dopo ogni partita e una vita trascorsa insieme intorno al calcio.
Il Mondiale giocato mentre Jorge stava male e quei messaggi attesi dopo ogni partita
La morte di Jorge Messi porta Lionel Messi a parlare anche del proprio futuro nel calcio. Il capitano dell’Argentina ammette di non sapere per quanto ancora continuerà a giocare dopo aver perso la persona che, fin dall’infanzia, lo ha accompagnato agli allenamenti, alle partite e poi lungo tutta la carriera.
“Quando sono tornato pensavi che avessimo perso la finale ai rigori. Non siamo riusciti a parlare di nulla di tutto quello che è successo. Non hai potuto goderti niente. Non siamo diventati campioni, ma non sai quanto ci siamo goduti ogni partita. Ancora una volta, avevi ragione: dovevo esserci e giocarla – prosegue Messi -. Ti racconto questo perché è stata l’unica cosa di cui non siamo riusciti a parlare, perché tutto il resto già lo sai. Ci parlavamo tutti i giorni e ci vedevamo quando era possibile. Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Io giocavo soltanto a calcio e adesso ho parecchi dubbi sul fatto che continuerò a farlo ancora per molto tempo. Sei stato al mio fianco fin dall’inizio e mancava così poco alla fine. Perché non hai resistito ancora un po’ e non abbiamo concluso questo percorso insieme? So che la tua felicità era vedere stare bene la tua famiglia, tua moglie, i tuoi figli e, soprattutto, senza che gli altri lo sapessero, vedere giocare me…Fin da piccolo è sempre stato così. Mi portavi a tutti gli allenamenti appena tornavi dal lavoro. A molti mi accompagnava mamma perché tu stavi lavorando. Ovviamente, alle partite non ne saltavi nemmeno una. Quanto soffrivi guardandomi e quanto ti divertivi, anche se non mi facevi mai molti complimenti. Sei stato papà, amico e procuratore”.
Messi aveva disputato l’ultimo Mondiale mentre le condizioni del padre peggioravano. Jorge gli aveva chiesto di partecipare al torneo, ma pochi giorni prima dell’inizio non era più riuscito a seguirlo come aveva fatto nelle competizioni precedenti. Leo racconta di aver continuato a giocare aspettando, dopo ogni partita, il messaggio del padre e sperando che avesse il tempo di rimettersi e raggiungerlo.
“Mi avevi chiesto di giocare l’ultimo Mondiale, ma qualche giorno prima che iniziasse sei peggiorato. E’ stata la prima volta che non mi hai seguito in un torneo, mamma mi diceva che saresti migliorato col tempo e che avresti potuto viaggiare e io ti dicevo che saremmo arrivati in finale – scrive il capitano dell’Albiceleste -. Dopo ogni partita aspettavo un tuo messaggio, lì ho capito quanto la situazione fosse difficile e io non smettevo di pensare di dover arrivare il più lontano possibile per darti il tempo di venire a vedere una partita. Siamo arrivati in finale ma tu non potevi esserci. Volevo vincere per portarti la Coppa di nuovo. Non è stato possibile, le mie gambe non ne avevano più, ho provato a spingermi oltre i miei limiti, ma non ci sono riuscito. Non mi sono mai sentito bene”.
L’Argentina arrivò fino alla finale, persa 1-0 contro la Spagna ai supplementari per il gol di Ferran Torres. Al ritorno Messi trovò il padre convinto che la partita fosse terminata ai rigori. I due non riuscirono più a parlare di quel Mondiale.
La lettera parte dalla morte di Jorge e dalla difficoltà di accettare un’assenza arrivata, per Messi, troppo presto.
“Non posso credere che te ne sei andato. Non riesco a credere che non ti vedrò più, che non parleremo più. So che stavi soffrendo e che è stato meglio così, ma te ne sei andato troppo presto. Avevamo ancora molto cose da goderci insieme”.
Jorge, morto a 68 anni, era stato accanto al figlio molto prima che il calcio diventasse una professione. Tornato dal lavoro lo accompagnava agli allenamenti; quando non poteva farlo, era la madre di Lionel a portarlo. Alle partite, invece, non mancava. Negli anni sarebbe diventato anche il suo procuratore.
Messi chiude il ricordo legando ciò che ha ricevuto dal padre all’educazione dei propri figli.
“Eri sempre la persona che dovevi essere in ogni momento e non hai mai sbagliato nulla. Al di là di qualche rimprovero o litigio, avevi sempre ragione. Alla fine, le cose andavano sempre come dicevi tu – continua la lettera di Messi -. Mi mancherai tantissimo, ma sarai sempre presente, soprattutto nell’educazione dei miei figli, perché insegno loro e li educo come avete fatto voi con me. Riposa in pace e prenditi cura di noi da lassù, come facevi qui. Grazie di tutto. Ti amo, papà”.

