Al MetLife Stadium il campione argentino affronta per la prima volta il ragazzo che tenne in braccio nel 2007 durante un servizio benefico. Uno cerca il secondo Mondiale consecutivo a 39 anni, l’altro può vincere la Coppa sei giorni dopo il diciannovesimo compleanno.
Joan Monfort scattò la foto nel 2007, quando Messi portava il 19 e Yamal aveva pochi mesi
Yes, those photos you’ve seen are real.
— UNICEF (@UNICEF) July 16, 2026
More than 18 years ago, a baby named Lamine Yamal and his mom Sheila met Lionel Messi at a UNICEF fundraising photoshoot.
Today, their achievements on the pitch inspire millions. Off the pitch, both Messi and Lamine Yamal use their voices… pic.twitter.com/TSoUPDxia2
La finale di questa sera, alle 21 italiane, sarà il primo confronto in campo tra Lionel Messi e Lamine Yamal. Il capitano dell’Argentina ha 39 anni, otto gol e quattro assist in questo Mondiale. L’attaccante della Spagna ha compiuto 19 anni il 13 luglio, indossa il numero 19 e arriva all’ultimo atto della sua prima Coppa del Mondo.
Si erano già trovati nello stesso posto nel 2007, quando Yamal aveva pochi mesi e Messi era un ragazzo di vent’anni che stava iniziando a diventare il volto del Barcellona. Il primo non poteva ancora saperlo. Il secondo, davanti a quella vaschetta di plastica, non sapeva neppure come prenderlo in braccio.
La fotografia nacque da un calendario benefico organizzato dal quotidiano spagnolo Sport insieme all’Unicef, allora legata al Barcellona. Tra le famiglie di Mataró coinvolte nei programmi assistenziali dell’organizzazione fu sorteggiata anche quella di Yamal, che viveva a Rocafonda, quartiere popolare e multiculturale dell’area metropolitana catalana. Il servizio venne affidato a Joan Monfort e realizzato negli spogliatoi del Camp Nou. Il fotografo preparò una piccola vasca, il sapone e una papera di gomma. Messi si aspettava di posare con un bambino più grande e rimase spiazzato davanti al neonato.
“Messi è un ragazzo piuttosto introverso, timido. Uscì dallo spogliatoio e si trovò davanti una vaschetta di plastica piena d’acqua con un neonato dentro. È stato complicato, all’inizio non sapeva nemmeno come tenerlo in braccio!”, ha raccontato Monfort. La madre di Yamal aiutò il giovane calciatore a prendere confidenza con il bambino. Messi gli mise le mani insaponate sulla testa, lo tenne tra le braccia e posò accanto alla vaschetta. Le fotografie rimasero quasi dimenticate fino all’estate del 2024, quando il padre di Lamine ne pubblicò una durante gli Europei vinti dalla Spagna. “Non credevo nel destino, ma ora sì che ci credo”, ha ammesso Monfort. Il fotografo aveva pensato quelle immagini per trasmettere vicinanza e inclusione. Diciannove anni dopo, uno degli scatti viene letto come un battesimo calcistico, anche se in quel pomeriggio nessuno conosceva ancora il nome del bambino.
A video of Lionel Messi bathing a crying baby Lamine Yamal… years later, they share the same pitch on football’s biggest stage. The game really does write its own stories. pic.twitter.com/EyjRYX9iRP
— BEN (@afc_ben10) July 18, 2026
Tutte le coincidenze del numero 19
E poi c’è il numero 19, che tiene insieme una serie di coincidenze incredibili. Yamal ha 19 anni e porta il 19 con la Spagna. La finale si gioca il 19 luglio. La fotografia risale al 2007, diciannove anni di calendario prima del Mondiale americano. Messi è nato il 24 giugno, Yamal il 13 luglio: le due date distano 19 giorni.
Messi esordì ai Mondiali del 2006 con il numero 19 sulle spalle. Aveva 18 anni e 358 giorni quando entrò contro Serbia e Montenegro, servì un assist a Hernán Crespo e segnò il suo primo gol nella competizione pochi giorni prima del diciannovesimo compleanno. Portò il 19 anche nel Barcellona da gennaio 2006 all’estate 2008, prima di ereditare la 10 lasciata libera da Ronaldinho.
Yamal ha seguito lo stesso percorso. Nella stagione 2024-2025 scelse il 19 al Barcellona, già appartenuto a Messi, prima di prendere la maglia numero 10. Con la nazionale spagnola è tornato al 19 proprio nel torneo che ora può consegnargli il titolo mondiale.
Yamal, l’unico idolo e il paragone impossibile
Tra i due campioni non esiste un rapporto personale costruito negli anni. Li uniscono quella fotografia, il Barcellona, la formazione nella Masia, il mancino e una precocità che ha costretto entrambi a convivere molto presto con aspettative enormi.
Yamal ha sempre indicato Messi come il proprio riferimento: “Non ne ho mai avuto un altro”. Parlando della fotografia ha aggiunto: “Una volta ho scattato una foto con lui. Ero uno sconosciuto”. Lo stesso Messi ha scelto il ragazzo spagnolo quando gli è stato chiesto quale giovane avesse più possibilità di imporsi negli anni successivi. “C’è una nuova generazione di calciatori molto bravi e con molti anni davanti a sé, ma se dovessi sceglierne uno in base all’età, a ciò che ha fatto finora e al futuro che potrebbe avere, sarebbe Lamine”, ha dichiarato il capitano argentino. “Non c’è dubbio, per me è il migliore”.
Yamal accetta l’investitura, ma conosce la distanza che lo separa dal suo idolo. Il diciannovenne ha ammesso che “raggiungere il livello di Messi è impossibile” e spera di “diventare forse un giorno come lui”.
Il soprannome di predestinato nasce dalla velocità con cui ha attraversato le prime tappe. È diventato titolare del Barcellona a sedici anni, ha vinto l’Europeo a diciassette e disputa una finale mondiale a diciannove. Messi, alla stessa età, aveva appena segnato il primo gol in una Coppa del Mondo. La carriera che avrebbe trasformato quel ragazzo con i capelli lunghi in uno dei calciatori più vincenti della storia era ancora quasi tutta da scrivere.
Messi domina il torneo, Yamal aspetta la sua notte
Il rendimento in questo Mondiale ha seguito una direzione opposta rispetto all’età. Messi ha segnato otto gol, servito quattro assist e guidato l’Argentina anche nei momenti più difficili. Contro l’Inghilterra ha preparato le reti di Enzo Fernandez e Lautaro Martinez che hanno ribaltato la semifinale.
Yamal ha realizzato un gol e non ha ancora fornito assist, ma la sua presenza allarga il campo e costringe gli avversari a portare più uomini sulla fascia. Contro la Francia ha anticipato Lucas Digne e conquistato il rigore trasformato da Mikel Oyarzabal, prima di partecipare all’azione del secondo gol.
Il giovane spagnolo ha gestito negli ultimi giorni alcuni fastidi e ha svolto parte del lavoro separatamente. Lo staff della Roja ha definito precauzionale il programma individuale e Luis de la Fuente lo considera disponibile per la finale.
La Coppa verrà comunque assegnata a due squadre, non a due singoli. La Spagna campione d’Europa ha battuto la Francia per 2-0 grazie a un gioco costruito su possesso, movimenti coordinati e qualità tecnica. L’Argentina campione del mondo ha eliminato l’Inghilterra per 2-1, affidandosi alla capacità del gruppo di restare in partita e alla lucidità del proprio capitano nei minuti finali.
Nello stadio in cui Messi aveva detto basta
Il MetLife Stadium custodisce una delle notti più dolorose della carriera di Messi. Il 26 giugno 2016, dopo la finale della Copa America Centenario persa ai rigori contro il Cile, l’argentino sbagliò il proprio tiro dal dischetto e annunciò l’addio alla nazionale. “La decisione è presa. Ho fatto di tutto per cercare di vincere qualcosa, ma non ce l’ho fatta. La mia esperienza con la Seleccion è finita”, disse dopo la partita.
Messi tornò sui propri passi. Con Lionel Scaloni ha poi vinto la Copa America 2021, la Finalissima e il Mondiale 2022, prima di conquistare un’altra Copa America nel 2024. Dieci anni dopo quel ritiro, rientra nello stesso stadio per provare a confermare il titolo mondiale.
Alle 21 si affronteranno per la prima volta. L’Argentina cerca il secondo Mondiale consecutivo, la Spagna il secondo titolo iridato della propria storia. Messi può diventare campione del mondo a 39 anni. Yamal può riuscirci alla prima partecipazione, sei giorni dopo averne compiuti 19.

