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Sport
La società, i calciatori, i tecnici sanno cosa sia l' AC Milan 1899?


Di Massimo "old-football" Puricelli
Legnano (MI)

"Pòr Milan", e sì ,lo dico con tutta la tristezza che mi angoscia, ma non credevo di vedere in questa situazione la squadra rossonera. Una situazione così precaria e così critica causata da una serie di errori che si susseguono da anni. Senza rimembrare la storia delle ultime 4 stagioni post vincita del 18° scudetto in quella sera agreable di inizio maggio 2011 a Roma, mi preme sottolineare come ad inizio di questo campionato nutrivo una certa fiducia nella nouvelle vague intrapresa con l'arrivo di Inzaghi.

L'aspetto che rinfocolava la mia speranza, ormai sopita dopo l'orrida stagione scorsa, era lo spirito battagliero dell'allenatore, una comunione d'intenti tra società, staff tecnico, giocatori. Allenatore gradito alle alte sfere, "tregua e (almeno in apparenza) armistizio" tra i due amministratori delegati con la suddivisione delle sfere di azione, spediti in altri lidi quei giocatori facenti parte della rosa che a detta di molti destabilizzavano l'ambiente con i loro capricci da "star" , e poi l'esistenza di un progetto che si basava sulla ricerca e la valorizzazione dei migliori giovani del vivaio nostrano.

Prima partita con la Lazio (un girone fa) e scoppiettante vittoria per 3 a 1. Al di là del risultato, la mia speranza riluceva non solo per la mia ormai decennale fede rossonera che ha passato varie vicissitudini e messa a dura prova negli anni bui della serie B e del rischio fallimento con la conseguente sparizione del nostro glorioso blasone, ma per quell'animus pugnandi che i "ragazzi" avevano dimostrato sul campo.

Ecco, l'animus pugnandi, dettato dall'orgoglio di indossare questi colori , questa casacca , che sarà "pesante" , ma , almeno nei miei pensieri e così di migliaia di appassionati fornisce quella carica in più, quel "quid" che fa la differenza anche se i valori dei giocatori non sono a livello dei mostri sacri dell' era Sacchi, Capello, Ancelotti.

Quella caratteristica che noi tifosi vogliamo sempre; poi si può soprassedere su tutto, ma l'impegno massimo lo vogliamo sempre. "La mia squadra darà sempre il massimo, statene sicuri" così diceva Inzaghi ad inizio stagione. Bene, anzi male, perchè se il capitano Montolivo dichiara durante un'intervista che la squadra stacca la spina in alcuni momenti della partita , beh allora quello spirito guerriero che ci avevano assicurato, non esiste, non c'è, ed è grave.

Diranno che si "arriva sempre secondi sul pallone" perchè la condizione atletica non è al top , che il viaggio a Dubai ha influito sulla preparazione di richiamo della sosta Natalizia, e allora i casi sono due o i preparatori non sanno fare il loro mestiere, oppure manca la volontà di impegnarsi e si ritorna all'aspetto principale e fondamentale. Perchè si può anche avere il fiatone , ma essere disattenti in vari frangenti dei match è sinonimo di superficialità, di totale mancanza di senso di appartenenza ad un club come il Milan. Questi nostri attuali giocatori chiedano lumi ai loro colleghi che sputavano sangue per la nostra maglia.

No, non a Baresi, Costacurta, Tassotti, Nesta, Van Basten,e altre decenni, troppo facile citare quei nomi , no, no chiedano a gente come Verza, Carotti, Icardi , Evani, Wilkins , Hateley, F. Galli, Antonelli, Di Bartolomei, ecc. che giocavano in un Milan di secondo rango , ma che non risparmiavano mai le loro forze e si immolavano per, magari, centrare "solo" l'ingresso in coppa Uefa. Ah, ovviamente con ingaggi annuali distanti anni luce da quelli che percepiscono ora i nostri giocatori.

Ma la situazione misera che stiamo vivendo riguarda anche la società che fa proclami roboanti e poi la confusione regna sovrana. Si vuole puntare sui giovani, poi si rinnova a Bonera , che, con tutto l'affetto, non è più un giocatore che può calcare certe categorie, si vende Cristante, e le varie campagne acquisti si incentrano solo su "parametri zero" e scarti di altre società.

Non ci sono più certe cifre da investire, bene, ma si curi il vivaio e si cerchi di portare in prima squadra elementi validi su cui puntare senza se e senza ma. Lo faceva il Milan di Farina=Rovina e noi adesso non siamo più capaci? Si prenda un vero DS e si dia a lui carta bianca, e lontano dalla sede procuratori, intermediari, intrallazzatori vari che del Milan 1899 hanno a cuore solo le percentuali che incassano quando portano i loro assistiti.

Capitolo marketing. Vogliano riavvicinare le famiglie allo stadio, allestiscono stand vari nell'antistadio con intrattenimenti per i più piccoli, e poi in alcune partite anche non di "cartello" i bambini under 14 debbono acquistare un biglietto intero perchè il ridotto non c'è. "Come non c'è" , chiesero con vivo disappunto i genitori prima di Milan -Sassuolo. "Non ci sono", "esauriti", risposta della biglietteria.

Beh, anche qua, delle due l'una, o a Milan Sassuolo sono entrati migliaia di bambini under 14 (non mi pare di averne visti così tanti) , oppure ne predispongono pochi, ma la conseguenza che ne scaturisce è una sola: non VOGLIONO i minori allo stadio. Spieghino chiaramente la situazione, la loro volontà, dicano quale sia il loro target, sempre che ne abbiano uno.

Morale, molto semplice e niente di trascendentale: noi tifosi "veterani" così come le nuove leve, vorrebbero chiarezza da parte della società, dei tecnici, dei giocatori, vorrebbero che dimostrino con i fatti cosa sia l' AC Milan 1899. La vittoria o la sconfitta non si può preventivare visto che il calcio non è una scienza esatta, ma l'orgoglio di ceri colori che loro e noi portiamo sono stati e dovranno sempre essere la gloria di Milano. Pertanto pregasi cambiare atteggiamento e sputare sangue sempre e dovunque.
 

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