Rafael Leao manda un nuovo messaggio al Milan. Il portoghese parla di stagione “molto difficile”, racconta di aver giocato 4/5 mesi infortunato e ribadisce il fascino di Premier League e Liga. L’estate rossonera ora passa anche dal suo futuro.
Il portoghese cita la mancata Champions e spiega perché Premier e Liga lo attirano
Rafael Leao torna a parlare del suo futuro e lo fa senza girare troppo intorno al tema. L’esterno portoghese del Milan, intervistato dall’emittente portoghese Sport TV, ha ribadito la voglia di misurarsi con un nuovo campionato e ha spiegato le difficoltà vissute nell’ultima stagione rossonera.
Il passaggio più importante riguarda il mercato. “Ho bisogno di una nuova sfida perché sono riuscito a vincere due trofei da quando sono in Italia. Ci sono stato tanti anni e posso dire che la Serie A è un campionato che si sta evolvendo, rispetto a prima si sono fatti passi avanti, ma penso che per il mio calcio la Premier League o la Liga siano in grado di valorizzare meglio il mio talento come calciatore”.
La Premier League è il campionato che Leao guarda con più attenzione. “La Premier League è un campionato che seguo con grande attenzione, qualora ci fosse la possibilità di andarci a giocare sarei veramente contento perché il mio talento sarebbe veramente valorizzato in quel tipo di campionato, che tende a valorizzare moltissimo i calciatori con le mie caratteristiche, quindi vediamo cosa succede in estate”.
Leao non si è fermato al futuro. Ha parlato anche della stagione appena chiusa con il Milan, una stagione senza qualificazione alla Champions League e con un rendimento personale condizionato da problemi fisici e scelte tattiche. “Per me è stata un stagione molto difficile: non ci siamo qualificati in Champions League e avremmo avuto tantissimo tempo per lavorare nel corso della settimana. Per come stavo nella pre-season, sentivo di poter realmente fare la differenza, mi sentivo veramente bene e in fiducia. Poi però, per il modo in cui la squadra ha lavorato nel corso delle partite e durante la settimana, non penso di essere stato messo nelle condizioni di giocare nella posizione più adatta per poter fare la differenza. Ho giocato 4/5 mesi infortunato, con questa sorte di tendinite, poi aggiungici una posizione che non è la mia e sono arrivato stanchissimo a fine stagione”.
Parole che pesano anche perché arrivano in una fase di nuova rivoluzione rossonera. Il Milan sta lavorando alla scelta del nuovo allenatore e al riassetto dirigenziale, ma intanto uno dei giocatori più riconoscibili della rosa apre pubblicamente a un futuro lontano da San Siro.
Leao è tornato anche sul suo arrivo in Italia nel 2019. “Prima del Milan mi aveva cercato l’Inter, poi mi ha chiamato Maldini e non potevo dire no”. Il riferimento a Paolo Maldini racconta il peso avuto dall’ex dirigente nella scelta del portoghese, poi diventato uno dei simboli dello scudetto rossonero.
Spazio anche al rapporto con Zlatan Ibrahimovic, figura che Leao considera importante per la sua crescita ma non facile da gestire per tutti. “Lo reputo una brava persona, ma se sei debole psicologicamente finisci per farti influenzare. Non è il tipo da darti una pacca sulle spalle, nemmeno negli allenamenti. Certo, per me è stato molto importante dato che mi ha aiutato dentro e fuori dal campo. Mi aiutava a tenermi sveglio durante tutta la partita”.
Il Milan ora deve decidere come affrontare il dossier. La prossima mossa toccherà al club.

