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Milan, senza Champions il bilancio piange: 25 milioni di rosso ma il mercato fa da salvadanaio

Il club passa dall’utile al passivo dopo tre anni. Ricavi a 433 milioni, player trading a quota 100 e 13 milioni per Furlani e Tare

Milan, senza Champions il bilancio piange: 25 milioni di rosso ma il mercato fa da salvadanaio
Gerry Cardinale Milan

Il Milan torna in rosso dopo tre bilanci in utile. Il passivo stimato al 30 giugno 2026 è di circa 25 milioni di euro, con ricavi scesi a 433 milioni per l’assenza dalla Champions. A tenere i conti lontani da un peggioramento maggiore è il mercato: il player trading vale circa 100 milioni, un quarto dei ricavi del club.

Diritti tv e stadio calano senza coppe, Emirates sostiene i ricavi commerciali

Il Milan chiude il bilancio al 30 giugno 2026 con un rosso stimato intorno ai 25 milioni di euro. Dopo tre esercizi consecutivi in utile, il club rossonero torna quindi in perdita. Il confronto con la stagione precedente è netto: nel 2024/2025 il Milan aveva chiuso con un utile di 2,9 milioni. Il passivo nasce soprattutto dalla mancata qualificazione alla Champions League, assente per il secondo anno consecutivo. La stagione ha prodotto due effetti collegati: risultati sportivi sotto le attese e meno entrate da competizioni europee. Senza quelle partite, il Milan ha perso premi, incassi da stadio e una parte dei ricavi televisivi.

I ricavi complessivi scendono da quasi 500 milioni di euro a circa 433 milioni. La riduzione più marcata riguarda i diritti audiovisivi, in calo del 42%. I ricavi da stadio arretrano del 17,6%, soprattutto per il minor numero di gare europee disputate. L’area commerciale cresce invece del 5,90%, anche grazie al nuovo accordo economico con Emirates. Il mercato ha evitato un passivo più ampio. Il player trading si è attestato intorno ai 100 milioni di euro, tra plusvalenze e operazioni minori, contro gli 83,2 milioni della stagione 2024/2025. La cessione di Reijnders era già stata conteggiata nel bilancio precedente, mentre quelle di Theo Hernandez e Thiaw rientrano nell’esercizio appena chiuso.

Il peso delle cessioni è ormai evidente nei conti rossoneri: il player trading vale circa un quarto dei ricavi complessivi. Senza Champions, anche la prossima stagione finanziaria dovrà fare i conti con questa voce, perché il club avrà meno margine dai premi Uefa e dagli incassi europei. Il rosso da 25 milioni resta comunque assorbibile. Il Milan ha un patrimonio netto positivo di 199 milioni di euro, sufficiente a coprire la perdita senza creare tensioni immediate sui conti. La differenza rispetto agli ultimi tre esercizi resta però significativa, perché il ritorno al segno meno arriva dopo una fase di stabilizzazione economica.

Nel costo del personale rientra anche un accantonamento da circa 13 milioni di euro per gli addii di Giorgio Furlani e Igli Tare. Non è previsto invece un accantonamento per Massimiliano Allegri, che ha trovato un accordo economico per la risoluzione del contratto con il Milan prima della firma con il Napoli. Dal prossimo bilancio può arrivare un effetto positivo dallo stadio. Con la compravendita dell’impianto e dei terreni verrà meno il canone d’affitto, che pesava per circa 5 milioni di euro. La proprietà dello stadio dovrebbe anche aumentare gli introiti legati all’impianto, voce che per il Milan diventa ancora più rilevante senza i ricavi della Champions.

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