L’half time show della finale ha diviso il pubblico e gli addetti ai lavori. Alfredo Accatino considera eccessivo un intervallo complessivo di 27 minuti e propone un format più breve, capace di conservare lo spettacolo senza condizionare i calciatori.
Ventisette minuti di intervallo e il modello Super Bowl: perché lo show ha diviso il pubblico
Ventisette minuti di pausa, undici di spettacolo e una finale dei Mondiali trasformata per quasi mezz’ora in un grande evento televisivo. L’half time show ha diviso pubblico e addetti ai lavori, soprattutto per le possibili conseguenze di un’interruzione così lunga sulla condizione e sulla concentrazione dei calciatori.
Per analizzare lo spettacolo, Affaritaliani ha intervistato Alfredo Accatino, presidente e Chief Creative Officer di Filmmaster. Accatino ha firmato alcune delle principali cerimonie realizzate in Italia negli ultimi vent’anni, da Torino 2006 a Expo Milano 2015, ed è stato direttore artistico della cerimonia di chiusura olimpica e di quella di apertura paralimpica di Milano Cortina 2026 all’Arena di Verona.
Filmmaster, che nel 2026 celebra cinquant’anni di attività, ha contribuito alla nascita dell’industria italiana dei grandi eventi. Dal 2000 ha realizzato cinquanta tra cerimonie, inaugurazioni, celebrazioni e passaggi di bandiera, lavorando per Olimpiadi e Paralimpiadi, Uefa, Copa America e Copa Libertadores. La società ha curato progetti per le ultime quattro edizioni degli Europei di calcio e per tre finali di Champions League, oltre a eventi legati alla Formula 1, all’America’s Cup e a numerose competizioni internazionali.
L’intervista esclusiva ad Alfredo Accatino
Nel complesso, l’half time show ha funzionato? Quali sono gli elementi con cui si misura davvero la riuscita di uno spettacolo del genere?
“Come sempre negli Stati Uniti il rapporto tra sport e spettacolo viene spinto al massimo, secondo me troppo (ma è una questione di gusti), ma in fondo ha concluso questo strano mondiale nel modo più affine e atteso. La notizia che voglio darvi, che forse è sfuggita, è che il primo half-time show nel calcio lo ha prodotto proprio Filmmaster nel 2024 con uno show di Shakira all’Hard Rock Stadium Miami per la Finale di Copa America Argentina – Colombia con centinaia di milioni di spettatori in tutto il mondo”.
Lo show è durato undici minuti, ma l’intervallo complessivo è arrivato a circa ventisette. È un tempo sostenibile per una finale oppure si poteva realizzare uno spettacolo meno invasivo per la partita e per i calciatori?
“Da appassionato di calcio (lupetto della AS Roma) direi che è troppo: un intervallo così lungo finisce per incidere sulla prestazione sportiva. Probabilmente si sarebbe potuto ridurre il numero di artisti e contenere i tempi. A Miami siamo rimasti entro i 20’ (+ 5 quindi) con 8 minuti di show, che mi sembra un format accettabile”.
Il modello Super Bowl rappresenta il futuro del calcio o rischia di oscurare l’evento sportivo?
“Il modello Super Bowl è un’opzione sicuramente da mantenere, ma con un grande rispetto della prestazione sportiva (italians do it better). Esiste già la cerimonia di apertura, che invece andrebbe valorizzata anche dai media, non come avvenuto in questa edizione, con il TG che ha cancellato l’evento”.

