Cristiano Ronaldo è fuori dal Mondiale 2026 senza la coppa che inseguiva da vent’anni. A 41 anni, dopo il ko del Portogallo contro la Spagna, CR7 resta un gigante del calcio mondiale: 146 gol in nazionale, record su record, sei Mondiali con almeno una rete. Ma nella storia dei più grandi, il Mondiale continua a fare differenza
Dai gol al Real Madrid ai record con il Portogallo: cosa resta di CR7 senza Coppa del Mondo
Cristiano Ronaldo dice addio al mondiale di calcio senza mai averlo vinto. Il Portogallo è uscito agli ottavi, battuto 1-0 dalla Spagna a Dallas, e CR7 ha dichiarato che quella appena chiusa è stata la sua ultima partita in una Coppa del Mondo. A 41 anni, il portoghese esce dal torneo con l’ennesimo record ma senza l’unico trofeo, quello che gli manca di più.
La grandezza resta. Il vuoto anche. Perché nella sala dei più grandi calciatori di sempre il Mondiale ha il suo peso: Pelé ne ha vinti tre, Ronaldo Nazário due, Diego Armando Maradona, Lionel Messi e Zinedine Zidane almeno uno. Cristiano Ronaldo ha vinto tutto il resto, ha cambiato il modo di pensare la longevità di un calciatore, ha raggiunto record che sembravano irraggiungibili. La Coppa del Mondo, però, gli è sempre sfuggita. Ronaldo è diventato il primo calciatore della storia a segnare in sei Mondiali diversi: 2006, 2010, 2014, 2018, 2022 e 2026, e chiudendo la sua storia mondiale con 27 presenze e 11 gol.
Con il Portogallo è il primatista assoluto. Ronaldo ha segnato 146 gol e 233 presenze in nazionale. Con la maglia portoghese ha vinto Euro 2016 e due Nations League, nel 2019 e nel 2025. Prima di Cristiano, il Portogallo non aveva mai vinto un grande trofeo per nazionali.
La sua storia parte da Funchal, sull’isola di Madeira, dove Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro nasce il 5 febbraio 1985. Il secondo nome, Ronaldo, arriva dall’attore Ronald Reagan, poi presidente degli Stati Uniti, molto amato dal padre. Cresce in una famiglia povera, divide la stanza con i fratelli e a 12 anni lascia Madeira per entrare nel settore giovanile dello Sporting. Il debutto tra i professionisti arriva nel 2002 con lo Sporting. L’anno dopo il Manchester United lo porta in Premier League. Ronaldo chiede la maglia numero 28, ma Sir Alex Ferguson gli assegna la 7, quella di George Best, Eric Cantona e David Beckham, la maglia insomma che più rappresenta la storia dei red devils. All’ Old Trafford diventa un attaccante totale, capace di segnare in ogni modo: da fuori, di testa, su punizione, in transizione e in area.
Nel 2009 il Real Madrid lo paga circa 94 milioni di euro e lo presenta al Bernabéu come il simbolo per eccellenza del nuovo progetto galactico. A Madrid Ronaldo diventa il miglior marcatore della storia del club. Segna 451 gol in 438 partite ufficiali, con 312 reti nella Liga e 105 in Champions League con la maglia blanca. Con i Blancos vince quattro Champions League, due Liga, due Coppe del Re, tre Mondiali per club, tre Supercoppe europee e altri trofei nazionali.
La Champions diventa la sua casa. Ronaldo è il miglior marcatore di sempre della competizione con 140 gol e il giocatore con più presenze, 183. Ha segnato 17 reti nella Champions 2013/14, record per una singola edizione, ed è stato capocannoniere del torneo in sette stagioni. Nei turni a eliminazione diretta ha firmato 67 gol, un altro record UEFA.
Nel 2018 passa alla Juventus, dove segna 101 gol in 134 partite e vince due scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Poi torna al Manchester United per una seconda parentesi più complicata e, nel gennaio 2023, si trasferisce all’Al Nassr. In Arabia Saudita continua ad aggiornare il conto: 129 gol in 148 partite con il club saudita. Il totale è una cosa mai vista, una soglia irreale. Cristiano Ronaldo è arrivato a 976 gol ufficiali: 450 con il Real Madrid nei conteggi più usati, 145 con il Manchester United, 129 con l’Al Nassr, 101 con la Juventus, 5 con lo Sporting e 146 con il Portogallo.
La longevità di Ronaldo nasce da una scelta precisa. CR7 ha trasformato il corpo in uno strumento da proteggere e curare ogni giorno: alimentazione, recupero, sonno, forza, composizione fisica, prevenzione. Il talento che diventa metodo. Con gli anni ha perso parte della rapidità dei primi tempi, ma non ha smarrito ciò che lo ha reso unico: la capacità di farsi trovare nel posto giusto, attaccare l’area e trasformare anche mezzo pallone in un’occasione da gol. Nel 2019, con la Juventus, saltò contro la Sampdoria fino a colpire un pallone a circa 2,56 metri d’altezza, con un’elevazione di 71 centimetri. Era una giocata tecnica, ma soprattutto una fotografia atletica di ciò che Ronaldo ha costruito sul proprio corpo.
L’eterna rivalità con Lionel Messi ha accompagnato tutta la sua carriera. Una di quelle sfide che solo lo sport riesce a costruire: due fuoriclasse simili per grandezza, diversissimi per modo di stare in campo, fisico, gesti e rapporto con il talento. Si sono spinti a vicenda per quasi vent’anni, trasformando ogni stagione in un confronto continuo. Ronaldo ha inseguito il gol come misura della propria identità calcistica, lavorando sul corpo per allungare il più possibile il picco della carriera. Messi ha cambiato il ritmo, ha scelto meno la fisicità e più la sublimazione tecnica.
Ci sono poi alcune curiosità su CR7 raccontano il carattere del fenomeno portoghese, per citarne una su tutte, quella di Patrice Evra, suo compagno allo United, ha ricordato una sfida a ping-pong persa da Ronaldo contro Rio Ferdinand: Cristiano comprò un tavolo, si allenò per due settimane e lo sfidò nuovamente solamente per batterlo. I numeri, però, spiegano più di qualsiasi aneddoto e giudizio la dimensione della sua carriera. Con il Portogallo è il giocatore con più presenze e più gol nella storia del calcio maschile internazionale. In Champions League nessuno ha segnato più di lui e nessuno ha giocato più partite. Al Real Madrid è il miglior marcatore di sempre. Agli Europei ha lasciato altri due record: 30 presenze e 14 gol, più di chiunque altro. Ha attraversato sei Mondiali e sei Europei, segnando in sei Coppe del Mondo diverse e in cinque edizioni dell’Europeo.
Ronaldo ha vinto cinque Palloni d’Oro, due premi The Best FIFA Men’s Player, quattro Scarpe d’Oro europee e il Puskás Award 2009 per il gol segnato al Porto in Champions League. Con i club ha alzato cinque Champions League, tre Premier League con il Manchester United, due Liga con il Real Madrid, due scudetti con la Juventus e altri trofei nazionali e internazionali. Con il Portogallo ha conquistato Euro 2016 e due Nations League. Ha vinto praticamente ovunque sia passato. La Coppa del Mondo resta l’unico trofeo fuori dalla sua bacheca. Può davvero una sola coppa (seppur la più importante) rimettere in discussione la grandezza di Cristiano Ronaldo? Per molti sì, per altri no. Forse la domanda più giusta, per un campione osannato e criticato in egual misura, sarebbe, semplicemente, un’altra, forse la solita: è il più forte calciatore di tutti i tempi?

