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Mondiali 2026, Paladini su Adani: “Nella telecronaca Argentina-Inghilterra protagonismo eccessivo. Ma non ho nulla contro di lui: fu uno dei pochi a spendersi per il Ddl Zan”

Il consigliere lombardo chiarisce ad Affaritaliani le critiche alle telecronache di Adani e prende le distanze dagli insulti social

Mondiali 2026, Paladini su Adani: “Nella telecronaca Argentina-Inghilterra protagonismo eccessivo. Ma non ho nulla contro di lui: fu uno dei pochi a spendersi per il Ddl Zan”
Luca Paladini (Foto Lapresse)

Lo scambio tra Daniele Adani e Luca Paladini, nato dopo Argentina-Inghilterra, è diventato in poche ore uno dei casi social dei Mondiali 2026. Il commentatore Rai aveva scritto in privato al consigliere regionale lombardo: “Ho appena cominciato. Rassegnati invidioso”, dopo le critiche alla sua telecronaca. Paladini aveva pubblicato il messaggio e replicato, spiegando che la contestazione riguardava i toni e il trasporto di Adani per l’Argentina. Ad Affaritaliani, il consigliere regionale lombardo, chiarisce che cosa non gli piace delle sue telecronache, perché sta cancellando decine di commenti offensivi e che cosa lo ha sorpreso della risposta ricevuta.

Le parole del consigliere regionale lombardo ad Affaritaliani

“Non pensavo che assumesse una dimensione così estesa. Sto ricevendo messaggi da giornalisti. Mi dicono che sto finendo sulle pagine dei tifosi, che insultano il politico che, anziché fare politica, si occupa di calcio. Sta un po’ uscendo dai binari, dal recinto nel quale volevo confinare una critica, magari dura, ma che non volevo assumesse questi toni. Ormai le dinamiche dei social mi dovrebbero essere chiare. Evidentemente non lo sono ancora”.

Il post ha raggiunto numeri molto alti. Che cosa voleva contestare ad Adani e che cosa, a ripensarci, cambierebbe?

Le dico, è arrivato a mezzo milione di visualizzazioni in due ore il post dove ho ripreso il messaggio che mi ha mandato Adani. Potrei dirle che ho scritto quel post come un telespettatore tra i tanti un po’ infastidito e irritato, che ha voluto vedere la partita sulla Rai ed è rimasto particolarmente infastidito da un protagonismo che mi è sembrato… eccessivo. Come quando a Moretti dicevano: “Spostati e fammi vedere il film”, perché era considerato troppo invadente rispetto al film. A volte mi veniva da dire: “Abbassa la voce e fammi vedere la partita”. Un protagonismo veramente straripante e, soprattutto, anche parziale. Quando si commenta una partita di calcio, non si può parteggiare in maniera così evidente per una delle due squadre. Mi sono sembrati due elementi che meritavano una critica. Forse l’unica cosa che, a ripensarci, non scriverei è l’inizio sui soldi pubblici. Quello è un po’ di populismo che mi potevo risparmiare. Per il resto, rifarei lo stesso post e riscriverei le stesse cose.

Il problema, quindi, non è il trasporto del commentatore in generale?

No, no, il trasporto mi piace. Io Stramaccioni lo ascolto volentieri, Ambrosini lo ascolto volentieri. Le faccio i primi due nomi. Stramaccioni non fa mica una telecronaca piatta, algida. Anzi è uno che ci mette molto, così come altri. Il problema non è metterci un po’ di passione. Io non chiedo una telecronaca asettica. In questo caso, però, secondo me è una telecronaca che ha strabordato e non è la prima. Non è che segua tutte le partite in cui Adani commenta, ma l’ho trovato tremendamente ingombrante rispetto ai limiti entro i quali dovrebbe stare. Anche la retorica legata all’Argentina, questo bisogno costante di richiamarsi a Maradona, io la trovo veramente molto retorico. Tra i mille commenti che mi sono arrivati, ne ho trovato uno abbastanza simpatico: “È riuscito a rendere antipatica l’Argentina ai tifosi dell’Inter”. Rende bene l’idea, perché c’è un legame evidente tra l’Inter e l’Argentina, da Zanetti a Lautaro, passando per tutto quello che c’è stato in questi anni, Cambiasso compreso. Però c’è talmente tanta retorica intorno alla narrazione dell’Argentina che si rischia di ritrovarsi a tifare per la squadra rivale, semplicemente perché non se ne può più di sentire questa esaltazione. Ripeto, anche questo usare continuamente il nome di Maradona mi sembra forzato. Mi sembra tutto caricato in modo esagerato.

Che cosa pensa di Messi e Maradona, spesso al centro della narrazione di Adani sull’Argentina?

Anche lì, l’ho scritto nel post di ieri. Sembra che Messi l’abbia scoperto Adani. Che Messi sia un fenomeno non me lo deve dire Adani. Che Maradona sia un fenomeno non me lo deve dire Adani. Sono due fenomeni che non so comparare. Sono due epoche diverse, due modi evidentemente diversi di essere calciatori e anche di essere uomini. Uno con una vita particolarmente borderline, l’altro invece ossessivamente concentrato sul calcio. La mia opinione è che siano due grandissimi giocatori che vengono, secondo me, anche un po’ strumentalizzati per questo bisogno di tirarli dentro una retorica esagerata. Anche ieri, è vero, il cross di Messi è stato molto bello, molto. Ma il gol l’ha fatto Lautaro e sembrava che l’attaccante dell’Inter passasse per di lì sbaglio, perché alla fine lui si è messo a urlare semplicemente: “12esimo cross di Messi”. Ma raccontala tutta, non può essere così.

Ha parlato di una degenerazione dei commenti sui social. Che cosa sta succedendo?

In questo momento, passo la giornata a controllare i commenti. Ne ho già cancellati una quarantina che erano molto pesanti e toccavano aspetti personali di Adani. Ormai, essendo diventato un post virale, passo la giornata a fare una verifica continua di quello che viene scritto. Purtroppo i social sono questa roba qua. Si sta degenerando e stanno arrivando commenti molto pesanti su Adani, nei quali ovviamente non mi ritrovo. La mia critica è semplicemente legata a come lui fa le telecronache. Non entro nel merito della persona. Anzi, ho anche citato un fatto, se vogliamo, politico.

La sua critica resta quindi rivolta al personaggio pubblico e non all’uomo Adani?

Io sono il fondatore dei Sentinelli, un’associazione che si batte sui temi dei diritti. Ai tempi del ddl Zan avevamo cercato alcuni testimonial che ci dessero una mano. Abbiamo fatto anche delle iniziative e abbiamo portato 10.000 persone all’Arco della Pace nei mesi in cui si discuteva del ddl Zan. Tra mille personaggi di vari mondi, uno dei pochi del mondo dello sport che aveva dato la propria adesione, mettendoci la faccia e facendo un video di supporto, era stato proprio Adani, insieme a Costacurta e a Condò. Questa cosa l’ho ricordata anche in un commento al post, dicendo che quello che mi ha scritto stanotte mi è anche dispiaciuto. È una cosa che mi aspetterei da un Cruciani, non da Adani. Scrivermi “invidioso”. Ma invidioso di che? Che cosa c’è da scrivermi “invidioso”?

Anche perché l’unico momento nel quale la mia vita si è incrociata con la sua è stato un momento nel quale si è mostrato coraggioso e generoso. Come è noto, su certi temi non è che ci sia la corsa a spendersi. In quell’occasione lui si è speso e avevamo apprezzato tutti. Per questo, il fatto che lui, alle tre di notte italiane, senta il bisogno di mandarmi un messaggio nel quale mi dice “invidioso” è veramente fuori contesto. Il mio unico momento di confronto personale con l’uomo Adani era stato positivo. Il personaggio mi sembra stia divorando un po’ tutto il resto.

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