Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Sport » Mondiali, Infantino prova a mediare: l’Iran chiede garanzie contro gli “insulti”

Mondiali, Infantino prova a mediare: l’Iran chiede garanzie contro gli “insulti”

La Fifa invita la Federcalcio iraniana in Svizzera entro il 20 maggio. Taj chiede “rispetto assoluto” e non esclude il ritiro

Mondiali, Infantino prova a mediare: l’Iran chiede garanzie contro gli “insulti”
Gianni Infantino, Fifa

Dopo il caso al Congresso di Vancouver, la Fifa cerca un’intesa per evitare l’assenza dell’Iran

La Fifa prova a evitare un caso diplomatico prima dei Mondiali 2026. Gianni Infantino ha invitato la Federcalcio iraniana in Svizzera entro il 20 maggio per preparare la partecipazione dell’Iran alla Coppa del Mondo, dopo l’assenza della delegazione al Congresso Fifa di Vancouver.

L’Iran dovrebbe giocare le partite della fase a gironi negli Stati Uniti, tra Santa Clara, in California, e Seattle. La situazione però resta delicata. Il Paese è da febbraio impegnato nel conflitto contro Israele e Usa e la presenza della nazionale iraniana sul territorio americano apre un fronte politico che la Fifa sta tentando di gestire prima dell’inizio del torneo.

Il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, ha già tracciato la linea. Teheran chiederà garanzie per la propria partecipazione, con l’obiettivo di evitare “insulti” alle istituzioni e alle forze armate iraniane durante la permanenza e le partite negli Stati Uniti.

“Dobbiamo ricevere dalla Fifa le garanzie necessarie per partecipare a questa competizione perchè non si ripetano incidenti simili a quelli avvenuti in passato”, ha dichiarato Taj, evocando anche la possibilità che la nazionale venga ritirata in caso contrario.

Il dossier sarà portato all’attenzione di Infantino in un incontro nel quale l’Iran chiederà “rispetto assoluto” per la propria delegazione. Taj ha aggiunto: “Non avremo problemi a partecipare se non ci sara’ alcun tipo di insulto, specialmente verso le istituzioni e i militari”.

Il riferimento sembra riguardare soprattutto i Guardiani della Rivoluzione, il corpo d’élite del regime iraniano di cui ha fatto parte lo stesso Taj e che Stati Uniti e Canada considerano un gruppo terroristico. Proprio Taj, a fine aprile, era rientrato in patria dopo essere stato trattenuto dalla polizia di frontiera canadese al suo arrivo per partecipare al Congresso Fifa.

La vicenda ha spinto la Fifa a cercare un canale diretto con Teheran. Infantino aveva già ribadito a Vancouver la volontà di vedere l’Iran al Mondiale. Ora il passaggio diventa operativo, con l’invito alla Federcalcio iraniana a presentarsi nella sede di Zurigo entro il 20 maggio.

La posizione iraniana resta però rigida. “In caso di insulti sara’ data una risposta proporzionale ed esiste la possibilita’ che la nazionale si ritiri dal torneo”, ha aggiunto Taj. Una frase che trasforma la trasferta mondiale in una questione politica prima ancora che sportiva.

Gli Stati Uniti hanno già fatto sapere che non permetteranno l’ingresso nel Paese ai membri dello staff iraniano che abbiano legami con i Guardiani della Rivoluzione. La Fifa dovrà quindi trovare un equilibrio difficile: garantire la partecipazione dell’Iran, tutelare la regolarità del Mondiale e muoversi all’interno di un quadro diplomatico ad alta tensione.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT