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Sport

Di Alberto Foà

alonso hamilton

In una domenica (quasi) senza calcio, nel Pallone ci sono finiti altri milionari di un altro (quasi) sport molto seguito in Italia: l’automobilismo. Ora, al di là del fatto che mentre i centauri delle moto riescono (quasi) sempre a divertire ed emozionare, le gare di Formula1 sono diventate di una noia infinita e alla tv, complici anche cronisti brillanti quanto l’acqua calda degli ospedali, salvo la partenza e se rischia di ammazzarsi qualcuno, fanno lo stesso effetto soporifero (senza l’attenuante dell’ora) di quando a Porta a Porta ci sono Franceschini e Gasparri, bisogna dire che ieri qualcosa di diverso, in Malesia, è successo.
Più d’uno ha perso la brocca: Alonso ha tamponato in un modo che perfino il Raymond di Rain Man l’avrebbe evitato “nel vialetto”, Vettel e Webber quasi si menano in pista e a Rosberg è stato vietato di sorpassare Hamilton con buona pace di chi aveva scommesso sul finlandese piazzato.
Roba da scoppiati, di un mondo che ha fuso anni fa, di un circo che ha perso la bellezza dei cavalli e degli acrobati, la triste umanità dei clown e ha puntato tutto su domatori, mangiafuoco e tecnologia, armi capaci di disarmare passione e magia.
Un’immagine però, mi ha riportato indietro strappandomi un sorriso capace di andare oltre la risata per l’accaduto: Hamilton che al pit-stop si ferma ai box McLaren (il vecchio team) invece che in quelli della Mercedes (il nuovo).
Abitudine o distrazione, meglio ancora – cioè peggio – le due cose insieme. Ma io ci ho voluto vedere – e dunque ci ho visto – pure un poquito di poesia. E guai a chi me la toglie.
Tornando a noi, cioè alle pedate dei calciatori. In questi giorni si parla di Nazionale. Bene, cioè male, perché siamo tutti ad esaltare Balotelli come il vero eroe dell’amichevole con il Brasile e il punto fermo su cui puntare per il Brasile, inteso come Mondiale.
Male perché: 1) Balo ha segnato un gran gol ma se n’è mangiati tipo altri due, che li avrebbe segnati anche il buon Egidio, inteso come Calloni; 2) L’amichevole era, come dice la parola stessa, amichevole e se qualcuno è pronto a giurare che in match più “sentiti” Balo sarebbe comunque sereno io potrei anche pensare di scommettere qualcosa, anche se di solito “gioco” solo ai cavalli, 3) Da quando c’è Balo, in “azzurro” come nel Milan, non si hanno notizie del “Faraone” El Shaarawy che, come dice lui “mio grande amico” e che forse non avrà nei piedi la sua potenza, ma di sicuro in campo (e spesso anche fuori) aiuta maggiormente la squadra e se è di certo meno personaggio, come talento puro non gli è inferiore.
Si discute, poi, dell’eventuale ritorno nell’Italia di Totti. Che poi, il referendum tra favorevoli e contrari, sarebbe un po’ come chiedere a me se preferisco l’ippica o il curling: da una parte i laziali e (forse, purtroppo) Totti. Dall’altra tutti gli altri. O, per l’appunto, quasi…    
 

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