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ibrahimovic modificato 14

Di Cosimo Giuliano

Quando nel 1970 Pier Paolo Pasolini scriveva sulle colonne dell’Europeo  “Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”, come al solito aveva visto bene; la sua lungimiranza e il suo spirito critico sono un punto fermo per gli intellettuali di ogni generazione
Ciò che Pasolini però in quegli anni non poteva affatto immaginare è come il mondo del calcio sarebbe cambiato e quante strumentalizzazioni avrebbe subito col passare degli anni.
“Panem et circenses”, dicevano gli antichi romani; al popolo bastava dare spettacoli sanguinari nelle arene e distribuire  un po’ di pane per tenerlo buono e contento, allontanandolo dalla gestione  della res publica. La speculazione intellettuale non è cosa da popolino. Distraiamoli con i giochi.
Dopo 2000 anni le cose non sono cambiate affatto: calcio la domenica, calcio il lunedì, guai a chi tocca il martedì e il mercoledì di Champions; giù le mani dall’Europa League il giovedì. E il venerdì che si fa? Posticipo dell’anticipo  della Serie A, sennò poi, poveri giocatori, con quali forze affronteranno le coppe europee. La loro è una vita piena di stenti e sacrifici, assoggettati alla gogna mediatica che li vuole protagonisti e miti immaginifici sia dentro che fuori dal rettangolo di gioco. E per che cosa poi? Per un misero tozzo di pane col quale sfamano veline, pseudo ballerine o figuranti da operetta.
Il calciatore a questo punto si ribella. Deve ribellarsi a questo sistema, a questo destino cinico e baro. E allora avanti con i mal di pancia: Cristiano Ronaldo (10 milioni di euro a stagione) non si sente  felice, Zlatan Ibrahimovic (12 milioni di euro a stagione) non si è ambientato a Parigi e sogna un ritorno in pompa magna in Italia.
E noi? Ci sentiamo presi in giro? Noi che non arriviamo nemmeno alla fine del mese, che facciamo?mal di pancia pure noi?Disdiciamo gli abbonamenti sky/mediaset premium? Disertiamo in massa gli stadi?
Niente di tutto questo! Rimaniamo incondizionatamente tifosi , senza se e senza ma. Giustifichiamo tutto,  perché, ci mancherà pure il pane, ma per carità non toccateci i circenses!
Il  calcio è lo sport più bello del mondo, ma non sottovalutiamo il suo potere: è diventato uno strumento per anestetizzare il cervello e sviarlo dai problemi reali. Nuovo oppio dei popoli.

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