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Morte di Marco Pantani, spunta un video inquietante e nuove verità…

Morte di Marco Pantani, spunta un video inquietante e nuove verità…
marco pantani 3
“Negli ultimi anni ci sono stati tanti progressi, ma queste immagini dimostrano che ci sia stata poca attenzione da parte degli operatori”, spiega Luciano Garofano, l’ex comandante dei R.I.S. di Parma
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Il tg di Italia 1 Sportmediaset ha trasmesso un servizio contenente immagini mai andate in onda della stanza di albergo di Marco Pantani poco dopo il ritrovamento del cadavere del Pirata. Si rafforza la tesi legata all’inqunamento delle prove? Le immagini sono state commentate in esclusiva dal generale in congedo dell’Arma dei Carabinieri, ex comandante dei R.I.S. di Parma, Luciano Garofano, che dichiara: “Negli ultimi anni ci sono stati tanti progressi, ma queste immagini dimostrano che ci sia stata poca attenzione da parte degli operatori. Probabile la contaminazione. Bisogna essere protetti per proteggere le tracce visibili e invisibili, soprattutto quest’ultime, quelle che spesso permettono una ricostruzione più precisa della dinamica”.

“In una scena del crimine intervengono sia i tecnici sia gli investigatori tradizionali: le immagini dimostrano che gli investigatori non hanno preso le giuste precauzioni, compromettendo la scena del crimine. La bottiglia non analizzata? Giusto che il medico non l’abbia toccata nella stanza, ma è sconvolgente che poi quella bottiglia non sia stata sottoposta a indagine sulle impronte digitali e soprattutto su eventuale presenza di DNA”, ha concluso.

Il giornalista Davide De Zan: “Entriamo nella stanza di Pantani, il 14 febbraio 2004. Ci sono persone che camminano dove è morto il Pirata: senza guanti, senza nessuna protezione e toccano un po’ di tutto. Entriamo nella camera da letto, c’è la bottiglia che non è mai stata presa in esame e che potrebbe essere servita per far ingerire a Marco -come si suppone-  la quantità letale di cocaina. Il medico legale chiede di prenderla in esame, gli dicono di non toccarla. Poi un rumore di posate, che cadono a terra”.