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Paralimpiadi, il direttore artistico Accatino ad Affaritaliani: “La cerimonia un messaggio di pace e speranza contro la guerra. L’assenza dell’Iran? Un grande dispiacere”

Il direttore artistico della cerimonia commenta gli ottimi risultati ottenuti. Al centro una grande storia: quella dell’inclusione che lo sport rende possibile.

Paralimpiadi, il direttore artistico Accatino ad Affaritaliani: “La cerimonia un messaggio di pace e speranza contro la guerra. L’assenza dell’Iran? Un grande dispiacere”

Il direttore artistico della Cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Alfredo Accatino: “Bertotti e Plebani due donne imperfette ma splendide: così abbiamo raccontato come lo sport abbatte la diversità”

La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi ha “superato ogni aspettativa, conquistando pubblico e critica sia in Italia sia all’estero”. A raccontarlo ad Affaritaliani è Alfredo Accatino, direttore artistico dell’evento, che parla di un successo costruito nonostante le difficoltà del momento storico che stiamo vivendo, tra budget limitato e un contesto internazionale segnato dalla guerra. “È andata benissimo, abbiamo avuto riscontri molto importanti, come quelli della stampa internazionale, come il The Guardian, Nbc Sport e Reuters, che ci lasciano davvero soddisfatti”, racconta Accatino all’indomani della cerimonia. “Ci si aspettava uno spettacolo più contenuto proprio a causa della situazione geopolitica. Invece è stata una grande festa e il nostro approccio è stato molto apprezzato”, commenta il direttore artistico.

Al centro non solo la celebrazione della cultura italiana, ma anche il racconto del potere dello sport di mettere insieme disabili e non disabili come parte di un unico momento di festa, dove la diversità non viene vissuta come tale. Tra i momenti più intensi della serata, Accatino ricorda l’esecuzione dell’Inno Nazionale cantato solennemente dalla splendida Mimì Caruso, accompagnata da coro e orchestra, e la consegna della bandiera italiana da parte di Carlotta Bertotti alla triatleta paralimpica Veronica Yoko Plebani: “Era un’immagine bellissima: due donne imperfette ma splendide, vestite come due dee”. Accanto a loro l’artista Chiara Bersani, performer dal corpo minuto, che in prima serata su Rai 1 ha simbolicamente “tagliato il passato” con un laser. “Un gesto forte, potente”, commenta Accatino.

Il racconto della libertà

L’intera cerimonia è stata pensata come un grande racconto sulla libertà di espressione. “Oggi se hai una macchia sul viso, se non hai una gamba, se sei fuori dagli standard estetici – dice Accatino – la società deve comunque permetterti di esprimerti”. In questa prospettiva si inserisce anche il momento dedicato alla poesia di Emilio Isgrò, definito dal direttore artistico “un vero atto d’amore”.

Tra le scene più emozionanti, due in particolare sono rimaste impresse nella memoria dello spettacolo. La prima è stata l’accensione del calderone paralimpico, che ha trasformato l’Arena di Verona in un gigantesco braciere. La seconda è stata l’esibizione dedicata all’arte ottica e al concetto di spazio, accompagnata dalle musiche composte per l’occasione da Dardust. “C’erano dei cubi che si aprivano e si trasformavano nello spazio scenico”, racconta. Il finale, volutamente caotico, ha visto alternarsi sul palco artisti molto diversi tra loro: Annalisa Minetti, i Neri per Caso e musicisti africani.

La mancata partecipazione dell’Iran

Le bandiere delle 55 nazioni partecipanti sono state portate nell’Arena di Verona dai volontari di Milano Cortina 2026, con a seguito atleti e le atlete, uniti dalle rispettive località tramite video. Il team dell’Italia è stato guidato dagli sciatori Chiara Mazzel Renè De Silvestro. Assente l’Iran, che avrebbe dovuto essere rappresentato da un solo atleta, Aboulfazl Khatibi Mianaei, fondista già presente alle Paralimpiadi invernali di PyeongChang 2018 e Pechino 2022 e impossibilitato a partecipare a causa della situazione di conflitto e dei rischi per la sicurezza in alcune aree del Medio Oriente. “Dispiace che la guerra abbia tolto visibilità a un atleta”, osserva il direttore artistico. “Ma proprio per questo andare in scena è stato un messaggio di pace e di speranza, la rappresentazione di un’alternativa possibile”.

Gli ascolti

Gli ascolti hanno confermato il successo dell’evento: oltre 3 milioni e 200 mila spettatori su Rai 1, con circa il 17% di share, superato di pochissimo dalla Ruota della Fortuna, che ha totalizzato il 18,1% di share. “Ognuno può guardare quello che vuole. La Rai non ha cercato l’ascolto facile, ma ha fatto servizio pubblico, portando in prima serata un tema che spesso viene considerato scomodo. Ciò che mi basta è il riconoscimento da parte di chi ha seguito la cerimonia e i tanti commenti positivi che stiamo ricevendo in queste ore”, commenta Accatino.

Alla cerimonia hanno assistito anche le più alte cariche dello Stato, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una presenza che il direttore artistico considera significativa: “Al di là delle idee politiche, la presenza delle istituzioni dimostra che si crede nel progetto olimpico e paralimpico. I grandi eventi sono quelli che fanno crescere un Paese”.

Quanto ai progetti futuri, il team è già al lavoro. “Sono previsti, tra gli altri, due grandi appuntamenti, uno in Italia e uno all’estero”, dice il direttore artistico, che quanto agli ingredienti imprescindibili per il successo di ogni cerimonia non ha dubbi: “Un budget adeguato, una grande storia significativa da raccontare e la capacità di creare condivisione. Fondamentale, inoltre, è il legame con la città ospitante, come Verona o Milano nel caso dell’Expo, che ho avuto l’onore di dirigere dal lato artistico, affinché l’evento diventi parte della sua identità e della memoria collettiva”, conclude.

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