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Petkovic: "In Italia troppe polemiche, ma tornerei"

Vladimir Petkovic non dimentica l'Italia. Un anno da protagonista, un altro invece tormentato alla guida della Lazio, culminato con l'esonero e il ritorno di Reja sulla panchina biancoceleste. Dei trascorsi alla Lazio al momento preferisce non parlare, il futuro commissario tecnico della Svizzera, in un'intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb, parla della sua prossima avventura ma anche del calcio italiano che continua ad apprezzare ("anche se le polemiche sono troppe, si cercano sempre le cose negative").

Si comincia da un collega, da Antonio Conte che ha vinto la "Panchina d'oro". "Direi che per quello che ha fatto la Juve e' un premio meritato, e' l'allenatore di una grande squadra che ha ormai meccanismi rodati - spiega Petkovic -. La Juventus e' una signora squadra. Peccato che in Champions League non sia andata avanti. Ma in Europa League dira' la sua, arrivera' sino in fondo. Questa squadra gioca a memoria da tre anni, certi meccanismi migliorano di volta in volta. E con le vittorie si acquisisce maggiore fiducia. Lichtsteiner? E' migliorato molto". In Italia sono tanti gli svizzeri, oltre all'esterno della Juventus i napoletani Behrami, Dzemaili e Inler, il palermitano Morganella e l'udinese Widmer. "Gli svizzeri di valore sono tanti, significa che si lavora molto a cominciare dal settore giovanile.Ora c'e' anche Widmer. E per quanto riguarda i giocatori del Napoli hanno dimostrato il loro valore, ma nel calcio bisogna dimostrarlo giorno dopo giorno". La Roma di Garcia e il Parma di Donadoni, per adesso, le sorprese della serie A. "Gia' l'anno scorso la Roma aveva fatto vedere buone cose, era lecito aspettarsi un bel campionato in questa stagione: magari sta un po' calando, ma lotta per i primi posti. Si', bene anche il Parma: si vede la mano di Donadoni".

Sulla Serie A Petkovic ha un'idea ben precisa: "E' un campionato difficile, molto duro. E' piu' facile giocare contro le squadre europee che in campionato. E poi ci sono troppe polemiche, si cercano sempre i lati negativi. Ci sono tanti giornali, che vanno a caccia di notizie. E con le polemiche ci sono piu' temi da analizzare per i giornali. Ma la serie A l'ho sempre apprezzata". Lo attende l'esperienza sulla panchina della Svizzera dopo i Mondiali, ma in A tornerebbe volentieri. "Mi piacerebbe, del calcio italiano ho sempre avuto una grande considerazione e continuo ad averla adesso". Capitolo Mondiale, ci sara' anche la sua Svizzera che in Brasile sara' guidata da Hitzfeld: "sta facendo benissimo, un grande lavoro. E' giusto che continui cosi'". Infine spazio ai pronostici: "l'Italia, insieme a Spagna, Brasile e Argentina, e' abituata a giocare a grandi livelli. Sono squadre che cresceranno strada facendo. Una volta passato il primo turno l'Italia migliorera' e se la giochera' per i primi quattro posti".

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